Ma The Elder Scrolls 6?

Diciamocelo chiaramente, oramai sono parecchi anni che stiamo aspettando il sesto capitolo della saga videoludica più famosa della statunitense Bethesda, seguito del leggendario Skyrim che da ormai dieci anni continua a proporre nuove quest e aggiunte per rendere la sua esperienza di gioco ancora viva. Sappiamo che ci stanno lavorando, certo, ma si può già parlare di una data prefissata? Analizziamo insieme tutti gli aggiornamenti e rumor usciti finora.

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Iron Harvest: lo strategico che mancava

Sono oramai abbastanza noto per tirare fuori, ogni tanto, un videogioco che è già uscito da qualche annetto. Ma una cosa certa è che solitamente mi concentro su videogame che non fanno di certo parte della gamma plus che troviamo facilmente sugli scaffali dei negozi o sui siti di compravendita più famosi al mondo. Parlo invece di quei giochi di nicchia o poco più, quei piccoli tesori che non ti aspetti di trovare e nonostante prodotti con budget minimi riescono senz’altro a fare le scarpe a case videoludiche tripla A che vendono con l’unico obbiettivo di accaparrarsi più soldi possibili (non tutti sono così, sia chiaro). E questo vale per Iron Harvest, videogame sviluppato dalla King Art Games ed uscito per PC nel settembre del 2020.

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Il vittoriale degli italiani

Dopo il recente anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio (156 anni ne avrebbe compiuti il vate) God Save the Vintage ha deciso di dedicare tutta la settimana all’immagine del poeta, del patriota, del battagliero D’Annunzio. E come non iniziare la settimana se non con il dono che fece agli italiani sulle sponde del Garda: il Vittoriale.

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Dov’è sepolto Gioacchino Murat?

Un uomo che giunse dal nulla, colse l’occasione che la rivoluzione gli pose e da lì in poi divenne generale, poi maresciallo dell’impero ed infine re. La storia di un soldato, amante dell’azione, che può sembrare uscire da un romanzo d’avventura. Eppure parliamo proprio di Gioacchino Murat, maresciallo dell’impero di Francia, cognato di Napoleone e re di Napoli, o almeno questo è ciò che fu fino a quel tragico 13 ottobre 1815 a Pizzo Calabro, quando la sua vita indomita venne zittita dalle bocche di moschetto di un plotone d’esecuzione. Ma da quel momento in poi dove finì la salma? Dove posero i resti di uno dei protagonisti più impavidi dell’epopea napoleonica di inizio 800?

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Un cellulare, un modulatore vocale e una ravvicinata distanza

Un cellulare, un modulatore vocale e una ravvicinata distanza; tre modalità di interazione sociale che in parte ci rimandano alla nostra attuale esitenza, fatta di confinamenti, di una lontananza incolmabile fisicamente e dall’impossibilità di contattare i nostri cari oltre le quattro mura se non con mezzi tecnologici. Vero, disponiamo di webcam e possiamo idealmente “vedere” i nostri interlocutori, ma essi ci pervengono attraverso riquadri astratti e digitali, egualmente intangibili poiché non possiamo realmente percepirli vicini, toccandoli e vivendoli esistendo insieme a loro. Serbiamo i ricordi e le sensazioni passate in loro presenza, e idealizziamo la loro assenza riempiendo quel vuoto personificando le immagini in movimento che scorgiamo su monitor; li vediamo e li sentiamo, ma sembriamo sospesi in una dimensione esterna ed estranea a noi.

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Lavate le mani e smettete di correre, il GF vi guarda

Tempo di quarantena, ebbene si, chi lo avrebbe mai detto? Anche sulla nave di cap.Vintage vigono le regole comuni per ridurre il rischio di contagio e pure noi dell’equipaggio siamo costretti a rimanercene sottocoperta, in attesa di tempi migliori. Far passare la giornata è dura o almeno lo è per la maggior parte dei mozzi là fuori..o forse dovrei dire là dentro? In ogni caso condividiamo la stessa sorte e tanto vale inventarsi qualcosa per rendere la quarantena meno opprimente. Per noi, sia chiaro, la situazione non è così grave dal momento che possiamo coltivare le comuni passioni e portare alla vostra attenzione argomenti curiosi, come avrete compreso il mare del nerd ne è pieno. Così fra uno scritto e l’altro, mentre riordinavo la cambusa, mi sono imbattuto in un vecchio paio di occhiali Rayban e in una vecchia storia che ha per protagonista il mio caro e povero amico Brutus. Se non lo conoscete vi rimando al mio secondo editoriale intitolato “VaffanNetflix disse il Brutus”..comunque se così fosse vergogna, che diavolo leggete solitamente!? Davvero avete di meglio da fare..tipo cosa, farvi l’ennesima stories su instagram o vedere quelle altrui? E’ la curiosità e l’effetto placebo che porta la gente a vedere ciò che fate, mica lo fanno perché siete interessanti!

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Carlo Fecia di Cossato; un marinaio d’altri tempi

Coraggioso, intrepido, instancabile e sprezzante del pericolo. Ma anche un uomo d’onore, un grande marinaio d’Italia e fedele ai suoi ideali fino in fondo..anche quando quegli stessi ideali non furono più fedeli a lui. Questa fu la vita di Carlo Fecia di Cossato, abile ufficiale della regia marina che nel pieno della seconda guerra mondiale ottenne grandi risultati come comandante sommergibilista. La storia di un uomo che non merita di essere dimenticato. La storia di un uomo che ancora oggi può essere solo d’esempio per i giovani d’Italia a cui hanno rubato ideologie come onore e senso del dovere.

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Thomas-Alexandre Dumas “il diavolo nero”

Prima ancora de “La signora delle camelie”, prima ancora de “il conte di Montecristo. Prima della nascita degli Alexandre Dumas scrittori (senior e junior) viveva il Dumas guerriero, figlio di una relazione proibita, ex schiavo e poi generale efficiente prima di cadere nell’oblio del dimenticatoio. Vi parlerò di Thomas-Alexandre Dumas, conosciuto anche come il cavaliere nero, capostipite della stirpe dei più famosi scrittori di Francia e involontariamente fonte d’ispirazione per una delle opere più importanti del ben più famoso figlio.

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La caduta di Venezia

La serenissima repubblica di Venezia conquistò un posto nella storia dopo ben 1200 anni d’esistenza, periodo nel quale prosperò con il commercio, si espanse come potenza militare e affrontò in cruente battaglie titanici nemici come gli ottomani nella leggendaria battaglia di Lepanto. Una repubblica che si impose nei mari del vecchio continente come un marchio di qualità, fino a che le ambizioni di un piccolo, grande generale di origini corse non vide in essa una facile moneta di scambio per non solo favorire la sua nazione, la Francia, ma soprattutto per ingigantire la sua nomea che sempre più stava accrescendo. In pratica, la caduta di uno per la grandezza dell’altro.

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