Baldur’s Gate 3 non sarà in italiano – lingua italiana in abbandono?

Di Capitan Vintage

Appena questa velenosa notizia è giunta nelle mie orecchie non ho potuto non prendere il portatile e diffondere il mio dispiacere a voi appassionati del mondo videoludico.

Recentemente sono stati pubblicati nei forum ufficiali della casa videoludica belga Larian Studios, notizie riguardanti l’abbandono dell’idea di localizzare il prossimo capitolo di Baldur’s gate, atteso da anni da molti appassionati, in lingua italiana. Secondo la loro motivazione, le oltre 45.980 linee di dialogo sono troppo numerose per concentrarsi su più lingue, annullando quindi la rassicurazione fatta dal CEO Sven Vincke riguardo ad una traduzione nostrana.

Nel comunicato hanno anche aggiunto, o comunque hanno fatto intendere tra le righe a nostro avviso, che dopo il lancio del gioco in Early Access potranno si valutare l’aggiunta di una nuova traduzione, ma che probabilmente verrà presa da qualche buon traduttore italiano che, in maniera del tutto gratuita, si potrebbe mettere a fare una mod in italiano e da li aggiunta nel gioco originale dagli stessi produttori. In parole povere, in pieno stile Ponzio Pilato, loro se ne lavano le mani, un povero appassionato fa il lavoro sporco e loro, ringraziandolo con una pacca sulla capoccia, prendono il suo lavoro a costo zero.

Noi di God Save the Vintage comprendiamo che qualsiasi azienda deve attuare attente ricerche di mercato prima di vendere un qualsiasi prodotto, ma l’Italia è un paese dove c’è una grande rivendita di videogame e vedere l’ennesima casa videoludica rinunciare alla nostra lingua (persino le leggi proposte dall’unione europea non vengono neanche più tradotte nella nostra lingua ma non è questo il contesto) è un altro schiaffo per gli appassionati come noi del mondo dei videogame. Basta fare l’esempio di praticamente tutti i giochi della casa produttrice svedese Paradox Interactive (Cities Skylines, Europa universalis, Imperator Rome ecc..) che nonostante abbiano un discreto successo anche nella nostra nazione, vengono rivenduti in lingua inglese su Steam e che per poterli godere nella nostra lingua dobbiamo scaricare mod di appassionati che creano un grande servizio senza ricevere un giusto compenso.

In conclusione, mentre miriadi di fan nostrani stanno giustamente criticando questa scelta aziendale, invitiamo tutti i videogiocatori (e chi è appassionato di fumetti, libri, film ecc.) di farsi sentire e di dimostrare che non solo ci teniamo alla nostra lingua, che già di per se rischia di estinguersi, ma anche che se vogliono venderci un prodotto d’intrattenimento che ci tengano in considerazione come fanno con altre nazioni come Polonia e Turchia.

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