Capitan Ovvio incontra il Venerabile Maestro

                        di MKDIESIS

Il giorno in cui divenni finalmente Consapevole fù per me come una rinascita, ma ché dico, fù come nascere proprio; altro che risveglio spirituale o robe simili, venni proprio al mondo. Certo, a dispetto di come ci venni la prima volta – e cioè tutto nudo e piangente a dimenarmi, mentre venivo sparato fuori dal ventre materno come una palla portata in touch down da Tom Brady – il tutto fù molto meno traumatico. No, la mia seconda venuta fù molto diversa, non solo perché ero vestito e non c’era nessun linebacker in camice verde pronto ad intercettarmi, e nemmeno per via della mia protuberanza dannatamente corta rispetto al filo di Arianna che un tempo collegava il mio stomaco da feto alla bocca infarcita di McChicken e frappè di mia madre. Diavolo, la sentivo sgranocchiare pure da là dentro..comunque una cosa in comune, le due mie nascite, l’ebbero: una luce abbagliante che indicava la via da percorrere per raggiungere la Consapevolezza; e se nel primo caso quella luce fù introiettata dal varco che attraversai con il mio testone – e che nemmeno un intera impresa edile di Bergamaschi avrebbe potuto rimarginare a calce e cazzuolate – nel secondo caso la luce venne emanata dallo schermo del mio PC.

Quel pomeriggio me ne stavo a girare forsennatamente la freccetta di ricerca, tanto per vedere se era più veloce il suo movimento o quello della mia mano sul mouse, quando inavvertitamente capitai su di un sito dove campeggiava un titolo a caratteri cubitali: The Conspiracy. Incuriosito cliccai e proprio in quel momento naqqui. Non appena il film partì la mia vita cambiò irrimediabilmente. The Conspiracy è un mockumentary girato da due ragazzi che un bel giorno, dopo aver constatato quante teorie del complotto girassero in rete, decisero di farci un documentario intervistando un tizio che affermava convintamente di come gran parte di ciò che sappiamo sia in realtà frutto della macchinazione dei poteri forti; inizialmente il loro intento fù quello di farsi due risate con qualche bislacca teoria alternativa sull 11 settembre o le scie chimiche, ma ben presto si resero conto della serietà della situazione e incapparono nel Tarsus Club, una loggia segreta che indirizzava da dietro le quinte l’intera politica globale.

Quei ragazzi rischiarono la vita per donare a noi ingrati una prova tangibile di come i poteri forti ci ingannano da sempre, riuscendo a realizzare un documentario che seppur edulcorato è riuscito a sopravvivere alle rimostranze degli appartenenti al Tarsus Club; tranquilli, alla fine della visione scoprirete il perché di ciò che vi ho detto. La loro influenza è talmente ramificata che addirittura sono riusciti a bloccare la diffusione del DVD, e ad impedire il doppiaggio in Italiano, d’altronde si sà quanto sarebbe stato pericoloso diffonderlo in Italia, la patria dei rivoluzionari per eccellenza. E così ci ritroviamo ogni anno a doverci sorbire le cazzate di Michael Moore e tutti quei documentari che sembra siano tanto contro i poteri forti quando in realtà son distribuiti proprio dalle braccia commerciali di lor signori. Tuttavia, e per fortuna, gli ANOnimous di Cinisello Balsamo – l’Italica rete informatica fra le meglio equipaggiate visto l’enorme quantità di campi wi-fi disponibili in quella zona – hanno fatto in modo di sottotitolare The Conspiracy garantendo così la diffusione, e la comprensione, del messaggio che quei temerari hanno voluto rilasciare come monito a tutti noi anzi, all’umanità intera, oserei dire.

Ecco che mi misi in moto e dopo aver assunto l’identità di Capitan Ovvio cominciai ad infiltrarmi in ogni recondito del web, per informarmi su ogni tipo di piano organizzato da qualsiasi organizzazione segreta, dall’A.P.V.S. (Anonima Pokerata del Venerdì Santo) all’ ISCARIOTAnon sun (l’Iscariota non era poi così infame, parte della cellula “Ebrei si nasce, rabbini si diventa”) fino alle multinazionali, che come ormai spero saprete, sono completamente in mano ai Rettiliani; dopo giorni e giorni, sforzi incalcolabili e decine di pagine lette, finalmente posso dire che dal giorno in cui naqqui davanti a The Conspiracy, il 20/06/2020, sono giunto alla verità: e cioè che è del tutto inutile sforzarsi di cambiare le cose, perché tanto è tutta una false flag e siamo parte di un antichissimo piano cui non potremmo mai ribellarci, per tanto rifiuto la lotta baci&abbracci proposta dal falso profeta e prezzolato David Icke
e mi allineo alla strategia del Saccente Risvegliato, colui che dispensa verità in rete unicamente per dimostrare di saperne visto l’inutilità di saperne, che tanto siamo condannati. Tipo un Pavolini sui social, ecco.

Per approdare a cotanta misticità, però, mi mancava ideare un sito dove poter trascrivere le mie teorie, dal momento che ogni Pavolista ne deve avere di proprie; ed eccomi così a presentarvi la mia rubrica, che vi invito a diffondere con l #: CoseDell’AltroComplotto. Per voi miei cari neofiti, confidando che dopo esservi abbeverati alla mia fonte mi rinnegherete per innalzare le vostre teorie ad un livello ancora superiore, ho preparato uno scoop sensazionale! Per la prima volta sono riuscito a contattare un massone di rango elevato, uno di quelli più influenti legato ad una loggia sconosciuta (mica perché son pochi, ma và, sconosciuta come dovrebbe essere qualsiasi loggia massonica) che da poco ha cominciato a svelare una piccola parte dei loro piani, ammantandoli ovviamente di buoni propositi tanto da aver perfino aperto un sito. Quello che segue è il resoconto in presa diretta del mio incontro con il Venerabile Maestro….

“Mancava poco ormai all’ora dell’appuntamento. Non fù facile trovare il giusto intermediario, ma alla fine grazie alle gole profonde trovate su Battlefield online mi imbattei nel tizio che in qualche modo mi diede l’indirizzo del mio contatto..si firmava Cap.V, ma non si scucì troppo, anzi aveva tutto un modo suo di parlare e mi disse soltanto che in quella che è la data odierna, scendendo un bocchettone dell’aria, a circa tre metri di profondità sotto alla sponda sinistra del Condominio Corallo, avrei trovato chi cercavo. Ed eccomi qui, ansioso più che mai, mentre scendo questi interminabili dodici scalini e trovo il mio cammino sbarrato da una grande porta laccata di nero, una di quelle vecchie anti-panico che sinceramente il panico te lo facevano venire, più che passare. Noto che è socchiusa, così con il cuore in gola la tiro verso di me e mi addentro all’interno dello stabile; la stanza è immersa nel buio più totale e sono talmente preso dal tentativo di percepire la presenza del mio contatto da non accorgermi che la porta si è richiusa alle mie spalle. Un brivido mi percorre la schiena…saranno gli spifferi.

Avanzo a tentoni nell’oscurità fino a quando una luce si accende all’improvviso…è così luminosa e penetrante, chissà a che voltaggio gira..ma poi mi accorgo che in realtà proviene da una lampadina distante non più di venti centimetri dal mio naso, il mignolo del mio piede cozza irrimediabilmente contro un mobile in mogano, stelle, dolori, divinità da ogni pantheon possibile tirate giù a forza dai loro comodi giacigli…sono già arrivato a destinazione, dannata prospettiva, dall’entrata al mobile non ci saranno due metri e una voce impaziente mi chiede che diavolo sto facendo; capisco che il mio interlocutore sta seduto di fronte a me, così cerco di sedermi nonostante l’assenza totale di una sedia e così per non essere scortese fingo una postura da intellettuale stravaccato…spero che i tendini non mi partano.

Finalmente mi trovo faccia a faccia con il mio contatto…la flebile luce della lampada – penso sia di quelle a risparmio energetico – rischiarano un volto contrito in un espressione seria e rubizza, il tizio si presenta con la barba rada e una benda sull’occhio, con la testa cinta da un cappuccio violaceo; ha le mani congiunte, e noto un’anello a forma di testa di leone. Ottimo spunto per iniziare l’intervista: <Immagino che l’anello sia il tramite per accedere alla loggia, dico bene, una sorta di simbolo?> chiedo speranzoso.
<…no…è che mi piacciono gli anelli a testa di leone>. E’ un osso duro, penso, così parto all’attacco chiedendogli del perché porti un mantello e una benda, salvo sentirmi rispondere che ha dei gusti eccentrici in fatto di abbigliamento e mi chiede se lavoro per Vanity Fair o qualche giornale di moda. Al mio diniego, sbotta: <Allora che cazzo te ne frega di come mi vesto, scusa!? Senti io devo scrivere un editoriale quindi vedi di darti una mossa>.

Editoriale, allora è così che si dice in gergo loggistico quando si parla di qualche piano segreto. Chiedo se può dirmi di cosa tratta l’ “editoriale”:

<Aspetta Mercoledì e saprai…un momento…immagino a questo punto che tu sia uno di quelli che ci segue ma non legge niente di ciò che pubblichiamo, non è così!?> le vene del collo cominciano a pulsargli e pare infervorarsi sempre di più…bingo, penso, ho toccato i tasti giusti

<Quelli come te io non li capisco proprio… ma che problemi avete!? Perché ci seguite se poi ve ne fottete dei contenuti che pubblichiamo, cos’è, credete forse che siamo la fottuta Coca-Cola che fà analisi di mercato in base a quanti mettono like ai suoi prodotti!? NOI creiamo contenuti, e visto tutto il tempo che sprecate sui cellulari potreste anche interessarvi e dedicarvi a leggere ciò che le pagine che seguite pubblicano, altrimenti per quale CAZZO di motivo le seguite!? >

non capisco bene ciò che il tizio vuol dire, probabilmente son parole in codice, sta di fatto che si è lanciato in una filippica dove passa a criticare il modello di business societario e la presenza di minoranze etniche in ogni anfratto TV, per poi finire a disquisire di filosofia e di quanto sarebbe bello prendermi a capocciate in testa…ma in tutto questo marasma di parole capto il nome della loggia e gli chiedo quale rito abbia dovuto passare per accedervi, e che grado è riuscito ad ottenere:

<Rito!? Grado!? ma che diamine…ohh, capisco, devo aver equivocato come al solito> e detto questo il suo tono di voce diviene melenso e prende ad arruffarmi i capelli..la paura comincia a ghermirmi <devi essere il ragazzino “speciale” che ogni tanto si perde quà intorno..senti, hai il numero del pronto intervento così chiamo papino e mammina e ti faccio venire a prendere?> non vuol rispondere, ma quest’ultima frase mi sembra una minaccia, nemmeno troppo velata..forse sto facendo domande troppo scomode, meglio rigirare la frittata e cambiare approccio…stò sudando come un ghiacciolo a Ferragosto: <Senti, non ti è mai venuto in mente di mettere un paralume sulla lampadina?> chiedo, fingendo disinteresse

<Senti tu, forse non hai idea di quanto costi attivare la corrente elettrica, ed in ogni caso non mi trovo a scrivere nel sottoscale per piacere, ma solo perché gli affitti costano cari e quelli come te che mettono mi piace e poi non ci leggono sono in parte responsabili delle mie disastrose finanze!..che vi costa? Guardate merda tutto il giorno, almeno fateci pubblicità..certo che cap.V è proprio sfigato, con tutti i blogger che poteva beccare per farci pubblicità proprio uno in fissa con l’abbigliamento e gli impianto elettrici doveva trovare? Cosa sei, un dipendente del Risparmione rimasto appiedato!?>

Ormai capisco che non posso cavare un ragno dal buco, il tizio si è spazientito e mi vuole fuori di lì…prima mi obbliga ad attivare la campanella per segnalare i nuovi articoli della strana loggia che serve, denominata almeno apparentemente God Save The Vintage, e poi mi costringe a registrare le sue ultime parole:

<O capito bene quelli come voi, o si, vi riempite la bocca di paroloni e dite un mare di cose senza dire niente; funzionate come dei fottuti pupazzi da ventriloquo. Siete disfattisti, dite che qualsiasi cosa si faccia è inutile perché tutto è già scritto..sembrate come quei fottuti complottari della malora. Sapete, quelli che “tutto quanto segue un piano ben stabilito, scritto da qualche strnzo di rettiliano mille anni fà, e noi possiamo solo subire”…vi cibate di merda, e sfiatate merda ogniqualvolta parlate. La realtà è molto più complessa di come la descrivete voi, il mondo non è diviso in bianco e nero, la vita è una continua presa per il culo e và affrontata in malo modo, con forza di volontà e coraggio..perché siamo noi a scrivere il nostro destino, non un lucertolone nascosto in qualche loggia segreta, e nemmeno i poteri forti; ognuno cerca di portare acqua al suo mulino, e se poi trova chi gliela porta in più tanto meglio… e se poi e pure un idiota funzionale, tanto meglio..quelli come voi servono a silenziare e a sprecare un sacco di buone possibilità, perché riuscite ad ingabbiarvi pur credendo di potervi liberare, così, senza accorgervi che stringete il cappio intorno al vostro collo ancora di più.

Mi viene in mente un mockumentary, “The Conspiracy” che è l’esempio perfetto che rappresenta voialtri…sprecate le vostre vite a lamentarvi e a non far nulla per cambiare, non avete le palle di prendere carta e penna e dire qualcosa, perché prima di ogni altra azione serve il pensiero. Ogni battaglia combattuta per queste verità, anche la più piccola, vale come tutto l’oro del mondo e anche quella che sto conducendo io in uno scantinato, con una scrausa ADSL e la volontà di riesumare la tanto vituperata carta assieme a cap.V per realizzare God Save The Vintage, è una battaglia che val bene una guerra. E voi, quando smetterete di fuggire e combatterete contro l’atarassia culturale??? O siete con God Save o siete contro God Save, ma in ogni caso non potete scegliere la neutralità>

detto questo mi intima di lasciare la sua stanza, non prima di avermi ricordato di parlare del progetto di cui fà parte, perché la pubblicità costa a dispetto del passaparola.

Lascio questo ripostiglio e mi avvio verso casa, forse val la pena rimboccarsi le maniche e lavorare se si ha qualcosa da dire..e forse pure io ho qualcosa da dimostrare a me stesso, prima di tutto…non so se rivedrò mai più il mio contatto ma sò che il suo nome, il nome di MKDIESIS e di God Save The Vintage, bruciano e continueranno a bruciare come fiamme incandescenti incidendosi sulla mia nuova pelle di Vintaggiato, e questo fuoco vestale non si spegnerà mai.



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