Buon lavoro un cazzo!!

Un qualsiasi centro commerciale di un qualsiasi lunedì mattino.
Una voce registrata accoglie all’entrata i clienti in attesa.
Li invita a rendere “il mondo un posto migliore” attraverso l’uso della mascherina, del distanziamento sociale, del gel disinfettante, del bancomat e delle carte di credito
Le poche commesse, che hanno lavorato tutta la domenica e che sono operative alle 9.00 di ogni lunedì mattina, qualcuna gia’ dalle 8.00, si ritrovano di fronte il delirio lasciato dai lanzichenecchi domenicali. All’apertura del negozio, alle ore 10.00, hanno già ripulito i pavimenti dalle cartacce e lavato gli stessi per permettere ai nuovi clienti almeno una parvenza di ordine e pulizia.
Hanno ricomposto e riposizionato negli scaffali anche alcune scatole contenenti le calzature.
Ma in quell’unica ora di lavoro, senza lo stress dei reparti aperti al pubblico, non possono certo riordinare 4 o 5000 metri quadrati di esposizione.

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Osamu Dazai. Un essere umano

Il sorriso di quel bambino è, in realtà, qualcosa di molto più simile all’espressione di un bruco, tanto da far gettare via la foto, borbottando per il disagio subito alla vista di quell’orrore. “Che bambino orribile!”.
E devo ammettere che più guardo il sorriso del bambino, più non posso fare a meno di sentire che c’è in lui qualcosa di sgradevole e inquietante. Non è esattamente un sorriso. Anzi, questo bambino non sorride affatto! La prova di ciò è che sta’ in piedi con entrambi i pugni serrati. E nessun essere umano può sorridere tenendo i pugni serrati. E’ una scimmia! E’ un sorriso da scimmia! Come una brutta ruga sulla sua faccia. Avrei voluto chiamarlo “ragazzino rugoso”, ma l’espressione sul suo viso era talmente strana da farmi addirittura sentire un pò in imbarazzo e infastidito. Non avevo mai visto in tutta la mia vita un bambino con un’espressione così strana

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Quell’incubo che divenne Frankenstein

E’ risaputo che i più famosi scrittori della storia dell’uomo hanno scovato l’ispirazione per i loro racconti dalle casualità più disparate; avvenimenti, letture, sogni e..incubi. Ed è proprio quest’ultima la causa scatenante di uno dei racconti dell’orrore più famosi della storia, figlio ideato dai tetri sogni di una geniale scrittrice, n pieno delle oscure montagne svizzere di inizio 800.

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Guerra e soldi: nessun complotto – Prima parte.

“Quando finirà?”
E’ la domanda che più compare in questi giorni. Inizialmente riferita al periodo pandemico, ora direttamente rapportata alla guerra in Ucraina.
Non è facile rispondere in entrambi i casi, ma una cosa la possiamo fare: ripercorrere i passi per capire da dove si è partiti per arrivare alla situazione odierna.
E magari scoprire che le due circostanze sono più “vicine” di quanto possiamo immaginare.

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Guerra e soldi: Il complotto non esiste. Parte 2

Da che storia è storia, catastrofi è guerre hanno sempre impoverito la gente comune e arricchito sempre gli stessi.
Questo è strano.
Sempre secondo un rapporto Oxfam, i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni, passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari, al ritmo di 15.000 dollari al secondo, 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo 163 milioni di persone sono cadute in povertà a causa della pandemia.
Chi sono questi 10 Paperoni

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Guerra e soldi: Il complotto non esiste. Parte 1

secondo un rapporto economico che viene pubblicato da Oxfam l’1% della popolazione mondiale possiede il 99% delle ricchezze totali del pianeta (In Italia il 5 per cento più ricco della popolazione ha un patrimonio pari a quello del 90 più povero).
Uomini, donne, famiglie, che hanno percorso la storia del pianeta.
Sono poche decine: si conoscono e spesso collaborano tra loro.
Hanno il pieno controllo dell’alta finanza, della politica ai massimi livelli, ma anche il controllo delle materie prime, delle case farmaceutiche, dell’informazione (cartacea, digitale e social), fino alle università, alla moda e ai dolciumi.
Matrimoni d’amore e di interesse le legano, spesso, l’una all’altra.

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Guerra e soldi: nessun complotto – Seconda parte.

In principio quando la moneta e il debito erano reali, i cittadini avevano merci che potevano scambiare con oro, e dato che non potevano circolare con lingotti o monete pesanti in tasca, decidono di stampare titoli/monete per quanto oro disponevano. Una volta prestata quella moneta, il cittadino poteva acquistare tanto oro quanto era il valore della moneta prestata. Se questa non veniva restituita al legittimo proprietario, questi perdeva l’intero valore della somma prestata.
Oggi le banche private acquistano carta che ritagliano in foglietti, diciamo 10.000, su cui fanno stampare una cifra, ad esempio 10€ (valore nominale), spendendo per l’operazione 20€ (valore intrinseco). Poi prestano questi foglietti allo stato, richiedendo alla restituzione 10.000€ (1000 foglietti da 10€). In caso di mancata restituzione perderanno realmente 20€, ma piangeranno per 10.000€.
Quindi il signoraggio bancario è, nel caso di una banconota da 100 euro, di 100€ + 3€ – 30cents.
La differenza dell’effettivo valore del foglietto di carta e quello che gli stati effettivamente pagano per averlo.
Ma è legale tutto questo? Sicuramente non è giusto, soprattutto nei confronti dei cittadini che non hanno mai scelto questo sistema economico/monetario.
Il signoraggio, in pratica e non in teoria, è proprio questo, avallato e permesso dalla privatizzazione della moneta.

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Guerra e soldi: nessun complotto – Terza parte.

Quarta rivoluzione industriale e grande reset
Termini ormai da tempo bollati come complottisti, pericolosi da diffondere, con pene da scontare, al momento, tramite esclusione dal circuito mediatico.
Eppure…
“Per quarta rivoluzione industriale si intende la crescente compenetrazione tra mondo fisico, digitale e biologico. È una somma dei progressi in intelligenza artificiale (IA), robotica, Internet delle Cose (IoT), stampa 3D, ingegneria genetica, computer quantistici e altre tecnologie”.
Questa la definizione che appare nella recensione di un libro uscito nei mesi scorsi, edito dalla Franco Angeli edizioni e titolato proprio “Quarta rivoluzione industriale”. L’autore è Klaus Schwab, la persona a cui i media mainstream non indirizzerebbero mai l’epiteto “complottista”.
Ebbene, la sua striminzita biografia su Wikipedia recita: “(Ravensburg, 30 marzo 1938) è un ingegnere ed economista tedesco. Professore di economia politica all’Università di Ginevra, è il fondatore e attuale direttore esecutivo del Forum economico mondiale (o forum di Davos)”.

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Dr House: presto lo incontreremo

Cosa sarà delle nostre vite da domani?
Uscire dai lockdown pandemici e ritrovarsi dentro quelli energetici, provocati da una guerra, sembra aver provocato nella maggior parte della popolazione quell’“oblio dell’essere” che provoca indifferenza al male.
Nell’attesa di sapere come evolveranno gli eventi, la noia e lo stress che provoca l’essere disoccupato per legge, mi hanno portato a fare alcune riflessioni su chi eravamo.

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Lavate le mani e smettete di correre, il GF vi guarda

Tempo di quarantena, ebbene si, chi lo avrebbe mai detto? Anche sulla nave di cap.Vintage vigono le regole comuni per ridurre il rischio di contagio e pure noi dell’equipaggio siamo costretti a rimanercene sottocoperta, in attesa di tempi migliori. Far passare la giornata è dura o almeno lo è per la maggior parte dei mozzi là fuori..o forse dovrei dire là dentro? In ogni caso condividiamo la stessa sorte e tanto vale inventarsi qualcosa per rendere la quarantena meno opprimente. Per noi, sia chiaro, la situazione non è così grave dal momento che possiamo coltivare le comuni passioni e portare alla vostra attenzione argomenti curiosi, come avrete compreso il mare del nerd ne è pieno. Così fra uno scritto e l’altro, mentre riordinavo la cambusa, mi sono imbattuto in un vecchio paio di occhiali Rayban e in una vecchia storia che ha per protagonista il mio caro e povero amico Brutus. Se non lo conoscete vi rimando al mio secondo editoriale intitolato “VaffanNetflix disse il Brutus”..comunque se così fosse vergogna, che diavolo leggete solitamente!? Davvero avete di meglio da fare..tipo cosa, farvi l’ennesima stories su instagram o vedere quelle altrui? E’ la curiosità e l’effetto placebo che porta la gente a vedere ciò che fate, mica lo fanno perché siete interessanti!

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