Un cellulare, un modulatore vocale e una ravvicinata distanza

Un cellulare, un modulatore vocale e una ravvicinata distanza; tre modalità di interazione sociale che in parte ci rimandano alla nostra attuale esitenza, fatta di confinamenti, di una lontananza incolmabile fisicamente e dall’impossibilità di contattare i nostri cari oltre le quattro mura se non con mezzi tecnologici. Vero, disponiamo di webcam e possiamo idealmente “vedere” i nostri interlocutori, ma essi ci pervengono attraverso riquadri astratti e digitali, egualmente intangibili poiché non possiamo realmente percepirli vicini, toccandoli e vivendoli esistendo insieme a loro. Serbiamo i ricordi e le sensazioni passate in loro presenza, e idealizziamo la loro assenza riempiendo quel vuoto personificando le immagini in movimento che scorgiamo su monitor; li vediamo e li sentiamo, ma sembriamo sospesi in una dimensione esterna ed estranea a noi.

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