Domande e risposte su Città-Stato! Intervista a Simone Cerruti Sola

Visto il rinvio del Kickstarter per il gioco da tavolo “Città Stato” (edito da Giochix), spostato per il 21 aprile, e vista la curiosità mostrata dai molti interessati a tale progetto, noi di God Save the Vintage abbiamo avuto l’opportunità di fare alcune domande a Simone Cerruti Sola in persona, ideatore del suddetto gioco e famoso per aver ideato un altro capolavoro come Kepler-3042 (edito da Placentia Games nel 2016).

Speriamo che l’intervista possa essere utile per molti, invitandovi a non esitare nel farci eventuali domande su vari chiarimenti e ad iscrivervi sulla nostra pagina Facebook ed Instagram per non perdere nessuno dei nostri articoli. 

Ciao Simone, com’è l’esperienza da autore di giochi da tavolo?

Salve capitano, inizierei col farti i complimenti per la nuova realtà di God Save the Vintage, e con l’augurio che il progetto possa imbarcare tanti nuovi mozzi, amanti delle vostre fatiche.
Passando alla domanda, un autore è anzitutto un giocatore appassionato, che ha voluto creare qualcosa lui stesso, andando incontro a sacrifici, eccedenza di play-test, notti insonni e copiose correzioni e tentativi di bilanciamento di prototipi che, il più delle volte, non vedranno lo splendore editoriale. Quando è la passione che ti spinge, però, puoi davvero affrontare qualsiasi tempesta.


Città-Stato, di che gioco si tratta, puoi spiegarecelo in breve?

Tento di essere breve. Si tratta di un gioco da 2 a 5 giocatori, fortemente strategico, ambientato a partire dalla metà dell’undicesimo secolo (nel 1042 per esattezza): ogni giocatore deve governare politicamente e commercialmente una repubblica marinara, cercando di conservarne i principi repubblicani tra disfide, battaglie e la rincorsa agli approdi più rilevanti.
Il gioco si suddivide in 7 round, durante i quali i giocatori creano un giro di cubetti nel loro personale sacchetto di pesca, cubi grazie ai quali possono gestire le mosse politiche, belliche o mercantili. 
Partendo da chi ha il segnalino “primo giocatore” e proseguendo in senso orario, tutti i giocatori compiono una mossa ciascuno: la propria mossa costa 1 cubetto risorsa al primo giro di turno, 2 cubetti risorsa dello stesso colore al secondo giro di turno, 3 cubetti risorsa dello stesso colore al terzo giro di turno e così via. Il costo della mossa aumenta di fatto di un cubetto risorsa quando il gioco torna in mano al primo giocatore del round. Passare il turno, invece, è una mossa gratuita (non si spendono cubetti risorsa), che esclude il giocatore che ha deciso di passare, per tutte le restanti mosse del round di gioco corrente.
Nel round si può compiere un’azione, comprare una carta (da utilizzare o “bruciare” sotto la plancia per ottenere un bonus immediato), oppure potenziare di un livello la propria città o flotta.
I cubi sono di 6 colori e rappresentano diversi aspetti della propria repubblica marinara (aprendo veramente tantissime strade di gioco/sviluppo):
-Giallo: flotta mercantile.
-Bianco: grandi mercanti (e valgono come jolly Giallo e Verde).
-Verde: gilde cittadine.
-Rosso: flotta militare.
-Nero: basi repubblicane (e valgono come jolly Rosso e Viola).
-Viola: vita politica. 


Kepler-3042 è stato il tuo gioco precedentemente pubblicato, quali analogie e  quali diversità ci sono con Città-Stato?

Posso affermare con certezza che sono maggiori le differenze piuttosto che le analogie.
Come si dice in gergo ludico,  si tratta di due cinghiali, dove la gestione e la strategia sono linee guida a discapito della componente aleatoria, che risulta molto bassa, quasi nulla.
Anche in Città-Stato, come in precedenza per Kepler, è integrata una parte divulgativa; nel regolamento, infatti, sono presenti diverse didascalie riguardanti gli eventi storici legati alle repubbliche marinare.
Per il resto, Città-Stato è molto dissimile a Kepler-3042, a partire dall’interazione tra giocatori che è più presente, mentre la gestione dei punti e delle risorse che è totalmente differente.
Città-stato, inoltre, risulta essere asimmetrico, ovvero i partecipanti si trovano a giocare con plance diverse tra loro, in quanto ogni repubblica marinara ha alcune caratterizzazioni uniche.
Un’altra grossa divergenza è nel numero di giocatori al tavolo che va da 2 a 5 per Città-Stato, mentre in Kepler, gioco da 1 a 4 giocatori, dove è prevista una modalità con campagne da affrontare in solo.

Quali sono i punti di forza di Città-Stato?

Si tratta di un gioco piuttosto articolato, certamente il sistema di punteggio rende stimolante il gioco; ogni giocatore sviluppa 2 punteggi: un punteggio che cresce durante la partita ed un secondo punteggio che si sviluppa a giochi finiti. I giocatori che hanno un’indole repubblicana abbastanza solida da sostenere la differenza tra i due punteggi, possono utilizzare il più alto tra i due, mentre gli altri ricadranno sul secondo punteggio, quello più basso.
Questo sistema dei punteggi è particolare ed è il punto di forza del gioco, perché spesso riserva numerosi colpi di scena a fine partita, o diversi intrighi politici per snaturare le repubbliche avversarie.

Un altro tasto che sta molto a cuore ai player è la rigiocabilità, in Città-Stato da cosa è garantita?

Ritengo che Città-Stato abbia un’alta rigiocabilità, garantita dal diverso approccio al gioco dovuto alla diversità delle repubbliche marinare, inoltre le mosse politiche, che danno una prepotente spinta alla partita, cambiano sempre tra una partita e l’altra.

E’ prevista la guerra? ed in tal caso, come si sviluppano gli scontri bellici?


La guerra nel gioco è prevista. Si tratta di un’asta segreta, dove un giocatore punta il numero di risorse che a fine round vuole investire per intenti bellici. Al termine del round, vince chi ha puntato di più (ed ha le risorse necessarie a sostenere la guerra), ottenendo in premio la carta futura più appetibile. La scelta di restare in pace, però, non è da sottovalutare, in quanto ha il vantaggio di condurre ad una maggiore stabilità dell’indole repubblicana, oltre a risparmiare le risorse che andrebbero investite per scopi bellici.

Nel gioco ci sono 8 città-stato, ma le repubbliche marinare non erano solamente quattro?


Amalfi, Genova, Pisa e Venezia sono le repubbliche marinare più note, ma anche Ancona, Gaeta, Noli e Ragusa di Dalmazia (Dubrovnik in Croazia) sono state repubbliche marinare che hanno vissuto un periodo storico di prospera indipendenza.
Nel gioco ho assegnato azioni speciali più intuitive alle repubbliche classiche, mentre a quelle meno conosciute ho assegnato abilità più complesse da padroneggiare, ma allo stesso modo efficaci.
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Le domande sono concluse, per ora. Se vi è piaciuto l’articolo o se vi è servito per rispondere alle vostre curiosità riguardo a cosa ci attende in Città Stato, non possiamo far altro che invitarvi a seguirci su tutti i social (Facebook, Instagram e Youtube) del progetto God Save The Vintage per aiutarci a crescere. In ogni caso, se volete che facciamo altre domande ad altri Game Designer o se siete voi stessi dei creatori emergenti che vogliono far conoscere i propri progetti, scriveteci qua sotto e parliamone insieme. Noi vi auguriamo buon proseguimento nel mare del Nerd e che il Vintage sia con voi.

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