Dr House: presto lo incontreremo

Di Mario Minetti

Viviamo un periodo strano della storia dell’uomo.
Un Nuovo Ordine Mondiale bussa alle nostre porte, e sembra quasi che a nessuno importi cosa sarà di noi e dei nostri figli.
Cosa sarà delle nostre vite da domani?
Uscire dai lockdown pandemici e ritrovarsi dentro quelli energetici, provocati da una guerra, sembra aver provocato nella maggior parte della popolazione quell’“oblio dell’essere” che provoca indifferenza al male.
Nell’attesa di sapere come evolveranno gli eventi, la noia e lo stress che provoca l’essere disoccupato per legge, mi hanno portato a fare alcune riflessioni su chi eravamo.
Ad esempio, la medicina, quella importantissima branca della Scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione.
Siete mai stati ricoverati in ospedale?
Vi ricordate come funzionavano in epoca pre-pandemica?
Ma, soprattutto, vi ricordate il volto del vostro medico di famiglia e quando è stata l’ultima volta che l’avete visto?
Così, visto che durante i continui lockdown, i coprifuoco e le quarantene mi ero sorbito tutte le serie televisive di un certo interesse degli ultimi 24 mesi, ho iniziato a rivedere dall’inizio le otto stagioni di Dr House (8 anni, dal 2004 al 2012) che conservavo gelosamente nei miei cofanetti DVD.
Ricordate?

Addio a Dr House, la serie si ferma alla stagione 8


Il Dr Gregory House, interpretato divinamente da Hugh Laurie, il medico più amato, odiato, citato e copiato della storia della televisione. E gli aggettivi, soprattutto dispregiativi, per descriverlo, sono tra i più fantasiosi che si possono trovare in un dizionario: allampanato, zoppo, insofferente, cinico, offensivo e drogato.
Bastano? Forse no.
Eppure è un personaggio che affascina, indecifrabile.
Irrispettoso di ogni regola, sarcastico, pungente, irriverente, esilarante….ops, sono caduto ancora negli aggettivi.
Mi sono innamorato di lui fin dalla prima puntata, e non sono un gay!
Ogni singolo episodio dipana un caso irrisolvibile: a lui si rivolgono i pazienti con i sintomi più strani e incomprensibili che hanno perso la speranza di venire salvati da chiunque altro. House avanza varie teorie e relative cure dopo esserci consultato con i suoi giovani assistenti, prende qualche cantonata e alla fine azzecca la diagnosi giusta e salva il paziente all’ultimo minuto.
Beh, quasi sempre. L’imprevisto, la morte, è sempre dietro l’angolo.
Memorabili sono le sue avance alla Dottoressa Cuddy, le litigate col suo unico amico Wilson, o i confronti dialettici con Foreman.
Una serie che ha fatto da apripista ai medical drama.
In verità, la prima serie del genere è stata E.R. – Medici in prima linea con il bel George Clooney agli esordi (1994), che per tutti era il pediatra Doug Ross. Era il 1994. Poi, come abbiamo detto, è arrivato Dr. House (nel 2004) che ha scompaginato le coordinate del genere e di lì a poco (nel 2005) Grey’s Anatomy; quindi Chicago Med (nel 2015), solo per citare i più famosi e riusciti.
Il mio intento non è sicuramente quello di spoilerare tutte e otto le stagioni della serie, raccontandovi le avventure diagnostiche di questo dottore fuori dagli schemi, bensì quello di far sorgere, in chi legge, qualche domanda su cosa era e cosa è diventata la medicina in questa era quasi post covid.
Perché proprio Dr House?
Perché la serie in questione, ma anche le altre già elencate, ci permettono di vedere due cose importanti: il passato, come si comportavano i dottori in epoca pre covid, i rituali di visite e operazioni, il loro rapporto con i degenti ricoverati e i parenti visitatori, cose che da almeno due anni sono comparse dai nostri radar, e il futuro, perché ogni paziente, sopravvissuto grazie alle cure puntuali e geniali del Dr. House, riceve il conto da pagare per le prestazioni mediche erogate, e perché lo stipendio del Dr. House e colleghi, eccezionalmente elevato se rapportato a quello dei nostri analogamente bravissimi ed addirittura eroici medici, e’pagato da un nuovo mutuo acceso sulla casa dai poveracci salvati dall’esimio sanitario).

Coronavirus, chi ha fatto i tagli al Servizio sanitario in Italia, e perché  - Corriere.it


Essì, cari signori: l’Italia è tra i paesi che spendono meno nella sanità. Veniamo da anni, se non decenni, di soli tagli alla sanità pubblica praticati da ogni governo che si è alternato a Palazzo Chigi (tra 2010 e 2019, sono stati chiusi 173 ospedali e 837 ambulatori; il personale sanitario è sceso di 42 mila unità su 642.636 (- 6,56%) con il blocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione); e neppure l’emergenza pandemica ha modificato l’andazzo (con la spesa sanitaria che, rispetto al totale delle spese della P. A., passa da 123,474 milioni di euro nel 2020 (14,4%) a 129.449 milioni nel 2021 (14,5%), e con valori decrescenti fino al 2023 per 124.428 milioni pari al 14,0%).
A tutto ciò si devono aggiungere gli scandali, i costi gonfiati, i nepotismi, le malversazioni, gli episodi di “malasanita’”.
E per il futuro non si prevedono cambiamenti.
Basti pensare che dei 196 miliardi previsti dal Recovery Plan, solo 9 vengono stanziati per la nostra spesa sanitaria, nonostante tutti sottolineano che veniamo da una “emergenza sanitaria” epocale.
Eppure il mondo intero riconosce che, nonostante tutto, il nostro e’ uno dei sistemi sanitari migliori.
Allora perché i tagli?
Perché, come stiamo vedendo in questi giorni bui, i soldi vanno verso i privati, case farmaceutiche in primis. Si parla che solo  Pfizer-BioNTech guadagni dai “vaccini” 1000 dollari al secondo. Senza contare i guadagni in borsa che le stesse aziende hanno maturato in borsa da Marzo 2020 ad oggi.
Si calcola un aumento delle loro azioni superiore al 1000%.
E si uniscono i puntini, dalla riduzione dell’impegno statale all’aumento della presenza del privato, in pochi anni saremo nella stessa situazione dei pazienti del Dr House, impegnati ad accendere mutui per potersi curare.
Con la speranza di avere medici e infermieri degni delle serie televisive e non gli inutili “eroi ballerini” che abbiamo potuto ammirare nelle loro “spontanee” esibizioni in questi mesi di “emergenza”
Anche perché, dite la verità: ve lo ricordate il volto del vostro medico di famiglia?



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