Game Society: Città Stato

Di Marco Zumbo

Torniamo finalmente con un appassionante articolo inerente al mondo dei giochi da tavolo, cosa che effettivamente abbiamo lasciato in pausa per parecchio tempo. Ma per farci perdonare non possiamo fare altro che presentarvi un gioco che attendavamo da parecchio tempo, gioco che avevamo già citato in pre-kickstarter ma che ora possiamo acquistare comodamente. Stiamo parlando di “Città Stato“, gestionale storico del buon Simone Cerruti Sola, Game Designer che abbiamo già intervistato tempo addietro in uno dei nostri articoli.


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Città-Stato, come detto poc’anzi gioco di Simone Cerruti Sola ed edito dalla GiochiX di Roma, è un gestione risorse piuttosto articolato, ambientato tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo, epoca d’oro delle repubbliche marinare italiane. Il gioco è per 1-5 giocatori, dove il quinto giocatore è previsto grazie ad una mini espansione, e si sviluppa su 7 round, durante i quali ogni giocatore cerca di fare primeggiare la propria repubblica sulle altre. La meccanica si basa sul bag-building, ovvero la costruzione di un proprio sacchetto di cubetti-risorsa, grazie ai quali si svolgono le diverse azioni. Siccome ogni città possiede caratteristiche peculiari, come un diverso setup iniziale delle risorse, un’abilità speciale unica ed attracchi commerciali privilegiati, abbiamo di fronte chiaramente un prodotto asimmetrico, elemento piuttosto gradito dai sempre più raffinati palati degli appassionati.

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Svolgimento della partita

La prima azione del round costa a ciascun giocatore un solo cubetto, la seconda 2 dello stesso colore, la terza 3 dello stesso colore e così via, finchè tutti i giocatori passano il turno (per scelta o per mancanza di cubetti) ed il round ha termine; il primo a passare diventa il primo a giocare nel successivo round, ottenendo le migliori scelte. I cubetti sono di 6 differenti colori, per ciascuno dei quali è possibile compiere l’azione o comprare la carta corrispondente per usarla subito o “bruciarla” per ottenere un bonus extra, oppure potenziare i vari tracciati della propria repubblica: il giallo rappresenta la flotta mercantile, il bianco l’aristocrazia cittadina, il verde le corporazioni, il rosso la flotta militare, il nero i fondamenti repubblicani ed il viola gli intrighi politici.

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Tra un round e l’altro, chi più ha investito in guerra si impossessa di una carta futura (o attuale) dopodichè, in ordine di forza bellica, gli altri giocatori scelgono una carta attuale, a patto che ne restino dal round precedente. Chi sceglie la via della pace, invece, ha maggiore stabilità e può fortificarsi sul tracciato repubblicano.

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Interessanti sono le azioni politiche (viola), perchè vengono distribuite casualmente e in modo diverso ad ogni partita, garantendo una buona rigiocabilità. Ogni giocatore è quindi libero di sviluppare una diversa strategia, seguendo strade anche molto diverse tra loro per accumulare punti vittoria, ma qui splende il miglior effetto speciale di Città-Stato: lo sviluppo di un punteggio doppio. Un primo punteggio cresce durante tutta la partita, mentre un secondo punteggio, calcolato alla fine, deriva dalle carte non “bruciate” (una soltanto per colore): se un giocatore riesce a fondare una repubblica abbastanza solida da colmare le corone che si trovano i due punteggi, allora conserva il migliore tra i due, altrimenti si vede costretto a ricadere sul punteggio più basso. Questo sistema è indiscutibilmente uno dei punti di forza, lasciando talvolta in serbo colpi di scena finali e dando vita a disfide politiche, al fine di destabilizzare le repubbliche dei giocatori meglio piazzati. Per il gioco in solo, invece, vengono proposte 4 stuzzicanti campagne, contenenti 3 scenari ciascuna, con obiettivi concatenati e di crescente difficoltà.


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