Game Society febbraio 8# Stone Age

Questo mese è una nuova meta per il format Game Society, ma non per aver raggiunto l’articolo numero otto: bensì per l’arrivo di un forte appoggio che arriva dal vero mondo dei game designer. Stiamo parlando del famigerato Simone Cerruti Sola, veterano giocatore e creatore del gioco da tavolo “KEPLER”, prodotto che tratteremo in seguito con molto piacere.

Codesto guru del settore ci ha dato la possibilità di addentrarci nella sua sconfinata collezione di giochi da tavolo, dandoci quindi un arsenale di prodotti da poter provare e proporvi nell’arco dei mesi. Ed ora che abbiamo doverosamente ringraziato il nostro mentore, direi di andare subito nel fulcro dell’articolo.

STONE AGE

Creato da Michael Tummelhoffel e prodotto da Hans im Gluck (stupormundi per l’edizione italiana), Stone Age ha certamente conquistato il pubblico del mondo dei giochi da tavolo sin dal primo giorno d’uscita. Ambientato durante gli albori dei primi insediamenti umani, i giocatori dovranno far crescere la propria tribù primitiva, occupandosi di raccogliere materiali, costruire abitazioni, trovare cibo e quando è necessario fare all’ammmore per accrescere il numero dei popolani. Un gestionale non complicato e capace di tenerci occupati con partite veramente divertenti e competitive.

COME SI GIOCA

da 2 a 4 giocatori

Ogno giocatore si equipaggia della sua plancia tribù (dove potrà posizionare i suoi futuri edifici e materiali), di cinque lavoratori  e dodici gettoni di cibo. Prima di continuare però, è doveroso dare un’occhiata alla plancia di gioco:

Ci troveremo davanti la splendida raffigurazione di un villaggio dell’età della pietra, circondato da una zona di caccia e da svariati siti di scavo. Infatti la plancia è suddivisa in vari settori, ognuna con le proprie tipologie di materiali da poter recuperare nel corso della partita (legna, argilla, pietra, oro e zona di caccia). Il villaggio sarà prevalentemente il punto principale del gioco, siccome sarà il luogo dove si potranno recuperare nuovi cittadini e nuovi attrezzi (per non parlare della barra del contatore della produzione agricola, che ci permetterà dopo aver preso la suddetta opzione di “scalare” la spesa del cibo per cibare i lavoratori, evitando sprechi in parole povere).

Sulla cornice del tabellone è presente il segnapunti, l’obbiettivo principale per ogni giocatore che alla fine decreterà il vincitore, dove ogni partecipante metterà il segnalino del proprio colore nella casella numero zero (ovviamente). Non dimentichiamoci delle tessere edificio, fondamentali per avanzare di punti e formate in quattro pile (3 se si gioca in tre e 2 se si gioca in due), e le carte sviluppo, che verranno posizionate sugli appositi spazi (quindi sempre 4 scoperte) e che potranno essere acquistate nel corso della partita; ma della loro utilità ne parleremo tra poco.

Ora che vi abbiamo dato un accenno su cosa troverete sulla plancia. Iniziamo con l’esempio di una partita a due giocatori:

Immaginiamo che Capitan Vintage ed MKDIESIS (una è la mascotte della pagina e l’altro è un collaboratore degli articoli, per i blasfemi inconsci della loro esistenza) scelgano rispettivamente le pedine gialle e quelle blu. Il primo ad iniziare è il possessore del segnalino “primo giocatore”, che verrà fatto girare di partecipante in partecipante alla fine di ogni turno. In questo caso il primo è il prode Capitan Vintage, che decide prontamente di posizionare una sua pedina nell’anello Campo, presente nel centro cittadino. Ora a posizionare una pedina ci pensa MKDIESIS, occupando l’anello artigiano, sempre nel centro cittadino. Ora è fondamentale ricordarsi che in ogni turno il centro cittadino può essere occupato solo due volte, come in questo caso, impedendo quindi l’utilizzo degli altri anelli li presenti. Rimangono comunque gli scavi per le materie prime e la zona di caccia. Capitan Vintage infatti decide di posizionare altre due lavoratori su quest’ultima, mentre MK ne posiziona 2 nella zona della legna. Qui un’altra parentesi (ormai mi odierete per questo); se giocate in due, nella zona per la legna solo un giocatore per turno può occuparla, le altre invece possono essere liberamente assediate da tutti i presenti fin quanti anelli saranno liberi per inserire lavoratori. Le restanti pedine vengono posizionate in altre zone ed alla fine di tale piazzamento si può iniziare finalmente a risolvere le proprie mansioni:

Partendo sempre da Capitan Vintage, inizia ad occuparsi della pedina sul campo (in questa fase potete comunque risolvere le mansioni nell’ordine che preferite), togliendo suddetto lavoratore e automaticamente salendo di un punto nel contatore della produzione agricola (tra poco vedrete a cosa è servito). Subito dopo risolve la faccenda della zona di caccia, e qui vediamo come si risolvono i veri recuperi dei materiali; il giocatore prende un numero di dadi pari ai lavoratori presenti in quell’area e li lancia. Dopodiché somma il risultato ottenuto e dividendo per il valore della risorsa ricercata (2 per il cibo, 3 per il legname, 4 per l’argilla, 5 per la pietra e 6 per l’oro). Ricordate però che se avete degli utensili, ottenibili se posizionate un lavoratore presso un artigiano, potete aggiungere il loro valore nel risultato dei dadi, aumentando quindi la possibilità di avere più materiali. Esaurite tutte le pedine il gioco passa a MK, che risolve immediatamente il lavoratore dall’artigiano ed ottenendo un utensile. Difatti tale oggetto lo avvantaggia rispetto al suo avversario nel momento in cui deve risolvere i tiri di dadi per l’acquisizione dei materiali.

Ora che anche lui ha esaurito le pedine manca ancora un piccolo particolare per ultimare il turno; il cibo. In base alla quantità di umani a disposizione dovrete liberarvi dello stesso numero dei gettoni cibo. MA, e qui ci vuole un grande MA, Capitan Vintage che aveva da poco fatto avanzare il suo contatore della produzione agricola di uno, potrà liberarsi solo di 4 gettoni anziché 5. Il che è ovviamente un vantaggio. Ma se ci ritroviamo senza cibo ad un certo punto del gioco? nel regolamento si spiega che in caso di cibo mancante si possano usare le proprie risorse, ma immaginarsi un primitivo che si ciba con dell’argilla non credo sia entusiasmante e questa è l’unica cosa del gioco che ci ha fatto storcere il naso. Ma se decidiamo di non voler spendere le risorse, o se non abbiamo neanche quelle, semplicemente arretreremo di dieci punti nelle caselle del segnapunti.

Immaginiamo che la partita sia andata avanti già di qualche turno. Questa volta vediamo Capitan Vintage posare una pedina su una tessera edificio, mentre MK ne posiziona una su una carta sviluppo. Il primo risolve il possesso della carta utilizzando dei materiali richiesti che ha già precedentemente raccolto. Ottenendola avanza immediatamente sulle caselle del segnapunti in base al numero mostrato sulla tessera in alto a sinistra. Dopodiché la posiziona sulla propria plancia tribù e continua con il resto delle pedine. Il suo avversario invece per ottenere la carta sviluppo prende tante risorse dal territorio del proprio “clan” quante ne sono mostrate nello spazio occupato dalla carta su cui ha la propria pedina. L’utilità di queste carte può sembrare inzialmente inutile, ma alla fine della partita, quando si andranno a contare i punti di tutti i giocatori, daranno un notevole peso sulle sorti del gioco (ma meglio che non sia io a spiegarvi ogni singola combo di carte possibili, sennò qui si fa notte).

Dopo un’incessante raccolta di materiali, crescita della popolazione e molto altro il gioco terminerà quando non ci saranno più abbastanza carte sviluppo per riempire tutti gli appositi spazi presenti sulla plancia o se una pila degli edifici si esaurisce. Ora bisogna contare quanti punti avete raggiunto e in men che non si dica scoprirete se sarete o meno la migliore tribù dell’età della pietra.

Molto probabilmente da questa spiegazione, che spero di avervi mostrato nella maniera più semplice possibile, starete pensando quanto possa sembrare complicato. Ma vi assicuro che iniziando una vera partita, capirete in pochissimi minuti le funzionalità di questo gioco e soprattutto quanto sia competitivo e divertente. L’ultimo obbiettivo di questo articolo, infatti, è quello di invitarvi ad acquistarlo, portarvelo a casa e divertirvi con esso, insieme ai vostri amici e parenti, vivendo le avventure dei nostri lontanissimi antenati…e poi costa all’incirca quaranta euro…che fai, non te ne approfitti?

Qui da Game Society di God Save The Vintage è tutto, Vi aspettiamo per un prossimo articolo mensile sul mondo dei giochi da tavolo (ogni 20 del mese). Buona navigazione nel mare del Nerd, mozzi, e che il Vintage sia con voi.

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