Game Society luglio 13# Magic: the Gathering

Innalziamo un nuovo stendardo! | MAGIC: THE GATHERING

Quest’oggi il nostro consueto format mensile sui giochi da tavolo decide di andare a trattare uno dei giochi di carte più famosi al mondo, conosciuto minimamente anche da chi non è molto pratico del mondo ludico. Anche se daremo una minima spiegazione sulla modalità di gioco, ci concentreremo principalmente sulla sua storia e su come sia diventato uno statut simbol di massa degli ultimi trent’anni. Buona lettura e che il vintage sia con voi.

Ci troviamo nel 1991 ed un ambizioso Richard Garfield si ritrova negli uffici dell’ancora piccola Wizard of the Coast, intenzionato a proporre un gioco chiamato RoboRally. Peter Adkison, sebbene interessato, non vuole rischiare ancora sulla pubblicazione di giochi da tavolo veri e propri, ma ha una proposta interessante da proporgli; creare un gioco tascabile, facile da preparare ed utile per colmare gli spazi vuoti durante le fiere dell’epoca. Richard torna quindi a casa ed inizia a progettare un qualcosa che avrebbe per sempre cambiato il mondo dei giochi di carte, ritorna poco tempo dopo alla Wizard e appena spiega la possibilità di collezionare le carte e di personalizzare al meglio i propi mazzi, Adkinson viene subito convinto e senza esitazione iniziano a playtestarlo per i due anni consecutivi, limandolo e correggendo i bug vari fino a creare il magic: the gathering che conosciamo.

La storia di Magic The Gathering, dalla nascita alle versioni digitali
Inizialmente si chiamò semplicemente Magic, ma per motivi legali si pensò di chiamarlo “Mana Clash”. I primi giocatori però continuarono a chiamarlo con il primo nome, convincendo la Wizard a nominarlo definitivamente magic: the Gathering.

Arriviamo infine nel’agosto del 93 ed alla Origin Convention la Wizard si prepara per una piccola vendita dei nuovi mazzi di carte; ma non immaginano minimamente che da li ai due mesi successivi le vendite saranno così importanti da costringerli a fare ben due ristampe nell’arco dello stesso anno. Da li in poi la scalata verso la fama mondiale è inevitabile, e tra correzioni varie, espansioni e ritiro di carte troppo potenti, magic raggiunge ben presto i giocatori, o Planeswalker, di tutto il mondo, innescando così il successo del gioco di carte più famoso al mondo.

come si gioca

10 of the Best Planeswalkers in Magic: The Gathering | HobbyLark
Vraska, una delle carte “planeswalker” più famose al mondo.

Limitandoci ad una breve spiegazione, ogni sfidante inizia la partita con il mazzo di carte personale e sette carte prese da esso tenute in mano. Esistono svariate tipologie di carte che troverete inevitabilmente durante la partita:

  • terre: Sono fondamentali per l’utilizzo di qualsiasi mossa, ma ad ogni carta corrisponde la sua terra specifica: per fare due piccoli esempi, un mazzo bianco avrà bisogno delle terre pianura, mentre un mazzo verde avrà necessità di quelle foresta. Esistono chiaramente dei mazzi che necessitano di due tipologie di terre, quindi valutate bene come crearvi il mazzo. In ogni caso se ne posiziona una per turno e, ovviamente, più se ne mettono e più avrete la possibilità di utilizzare carte potenti che necessitano del mana che deriva da esse.
  • creature: Necessarie per la battaglia vera e propria, esiste una varietà di queste carte permanenti così vasta da far venire mal di testa anche al giocatore più incallito. Definendola un po’ come la carne da macello dello scontro, potremo utilizzare le loro capacità (come forza, costituzione e potere specifico) per annientare le creature avversarie, difendere il proprio Planeswalker o colpire quello avversario.
  • Incantesimi: Anch’essi permanenti come le creature, possono in molti casi utilizzati per potenziare i propri combattenti o in ogni caso per limitare le mosse avversarie.
  • Stregonerie ed instantanei: entrambi non permanenti, se nel primo caso possiamo utilizzarlo durante il nostro turno, nel secondo si possono utilizzare in estremis durante il turno avversario per bloccare mosse che metterebbero a repentaglio la nostra giocata.
  • Artefatti: a differenza degli incantesimi, questi “santi graal” permanenti possono essere affiancati ad una delle nostre creature e non finiranno nel cimitero quando il suddetto combattente perisce in combattimento.
  • Planeswalker: ritenuti come giocatori veri e propri, siccome anche noi siamo Planeswalker, queste carte si differenziano dalle creature poiché hanno punti fedeltà (non del supermercato) anziché punti vita. Si, è praticamente la stessa cosa visto che appena si arriva a zero la carta va dritta nel cimitero, ma io ve lo dico lo stesso.

Buttandoci nel centro del gioco, ogni giocatore inizia la propria mano posizionando sul tavolo le proprie creature ed incantesimi, sempre se hanno l’equivalente necessario di terre per poterle utilizzare (ricordate solo che per ogni carta posizionata bisogna TAPpare le suddette terre. Nel proseguimento dei turni le carte possono essere attivate contro i propri avversari, TAPpandole di conseguenza, o tenendole in difesa per eventuali attacchi avversari nei successivi turni. In ogni caso se terrete sempre delle creature in difesa potrete difendere i vostri punti vita (20 iniziali), evitando delle veloci sconfitte, ma se potete cercate anche voi di attaccare con strategia e senza tregua per accaparrarvi la vittoria totale.

C’è altro da aggiungere? beh, direi di no, anche perché se volessimo contestualizzare ogni singolo mazzo, potere e chi più ne ha più ne metta dovremmo scriverci un libro. L’unica cosa che possiamo consigliarvi è di provare con le proprie mani, se mai non aveste mai toccato tale gioco, questa leggenda, facendovi aiutare se possibile da un veterano. Affrontate grandi battaglie, siate strategici, non lasciate mai nulla al caso e soprattutto divertitevi con il gioco di carte collezionabili più famoso al mondo.

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