Game society novembre 5# si oscuro signore

Lo so, lo so… In questo momento vi sento dire “ma perché parli di un gioco così vecchiotto?”. Tranquilli, mozzi del mare Vintage, molto presto arriveranno giochi molto più recenti ed interessanti. Ma non posso non resistere nel parlare di uno dei giochi che in molte partite mi ha fatto letteralmente piangere dal ridere, e non lo dico mica con negatività. Benvenuti nel nuovo articolo di Game Society, dove noi di God Save the Vintage amiamo parlare di una delle nostre grandi passioni; i giochi da tavolo.

SI OSCURO SIGNORE 

Creato da Fabrizio Bonifacio e Massimiliano Enrico, venne inizialmente presentato in maniera gratuita in svariate fiere del settore. Poi, con l’arrivo di Riccardo Crosa che ridisegnò tutte le carte per renderle più accattivanti per il mercato, venne finalmente pubblicato, arrivando a guadagnare il premio come miglior gioco di carte del Lucca comics del 2005.  Da quel momento migliaia di copie sono state vendute e ancora adesso molti non resistono nel comprare le nuove ristampe ed espansioni, con l’aggiunta di nuove e divertenti carte. Ma sapete come sono; un po’ di storia la racconto sempre volentieri, ma non posso non lanciarmi subito nel spiegarvi il vero fulcro dell’articolo…

COME SI GIOCA 

Bisogna subito mettere in chiaro la cosa: in questo gioco bisogna avere molta inventiva e, soprattutto, molta voglia di dire buffonate (per utilizzare un eufemismo pacato). In questo gioco sono due le tipologie di personaggi da interpretare, e cioè l’oscuro signore (che sarà solo uno e che avrà praticamente potere assoluto sulle vite dei giocatori) ed i servitori incapaci (che saranno tutti gli altri partecipanti, numerosi tra i 6 ed i 16 giocatori).

Tranne l’oscuro signore, gli inetti servitori pescheranno sei carte: tre carte azione e tre carte spunto. Sulle prime troveremo due tipologie di mani: o una mano con il dito puntato, che vi darà la possibilità di “scaricare barile” su uno degli altri giocatori (tranne il sommo malvagio, ovviamente), oppure una con il palmo aperto, che vi darà l’occasione di bloccare l’accusa di un altro servo e di dire la vostra, continuando questo vortice di ingiurie tra di voi. L’altra tipologia di carta invece avrà delle raffigurazioni di buffi personaggi, eventi o oggetti, che vi daranno la possibilità di creare la vostra paracul..ta più pittoresca, per poter scampare all’ira dell’oscuro. 

Eh si… Perché se non lo avete ancora capito, ma in questo gioco bisogna raccontare balle, spiritose certamente ma che convincano il padrone assoluto della partita a non punirvi con le sue occhiatacce. Perché l’arma più importante dell’oscuro signore è proprio l’occhiataccia. Infatti, a differenza degli altri giocatori che avranno a disposizione molte più carte, il malvagio avrà solo le carte occhiataccia. Quando non si sentirà soddisfatto dalla risposta di uno dei suoi subdoli servi, lui gli lancerà una carta occhiataccia: arrivato alla terza occhiata il giocatore in questione potrà dirsi incolpato e la partita sarà conclusa (a meno che chi interpreta il sommo non deciderà di graziarlo o di farli qualche indovinello per dargli un’ultima possibilità, ma questo va a seconda del cattivo che vi troverete davanti).

Ora però, per non dilungarmi troppo con noiose spiegazioni, preferisco farvi un esempio, cosa che magari faciliterà la comprensione (che poi… Magari sono io che non so spiegarmi, sia chiaro):

Immaginiamo l’inizio della partita, dove troviamo l’oscuro signore che a capotavola osserva con superiorità i suoi orrendi e subdoli servi goblin. Il padrone chiarisce che li ha riuniti per un solo motivo: scoprire chi è responsabile del fallimento della missione che gli era stata affidata ( la partita inizia sempre con una missione fallita, ma spetta al padrone decidere quale sarà. Anche una stupida come “vi ho mandati per recuperare il mio parrucchino ma avete fallito…”. In questo caso, però, facciamo finta che abbiano perso uno scettro magico).

L’oscuro signore interpella uno dei suoi servi,uno qualsiasi a sua completa discrezione. Ora per il primo turno il giocatore in questione dovrà dare colpa sempre a quello sulla propria sinistra, e al completamento di questo primo turno si potrà poi incolpare chiunque si voglia. Qui però devo aprire una piccola postilla: solitamente, quando la ciurma di God Save the Vintage gioca a questo piccolo capolavoro, noi evitiamo la prima regola. Quindi se volete giocare alla nostra maniera, il primo giocatore interpellato potrà scaricare barile su chi vuole (quindi, per non confondere le idee, continueremo l’esempio nella nostra maniera).

Il giocatore interpellato ora deve usare le sue carte. Supponiamo che ha in mano una carta con il dito puntato (scarica barile) e due carte raffiguranti una taverna ed un assassino (come nell’immagine sottostante).

Il giocatore potrebbe raccontare all’oscuro signore che .

Ora, se il sommo sarà soddisfatto di tale risposta, l’accusatore potrà recuperare dai mazzi il numero di carte utilizzate e l’attenzione verrà spostata sul giocatore accusato. Diciamo ora che il giocatore “Boh” vorrebbe difendersi con una carta scarica barile e con la carta “una sana bevuta”. 

Sta proprio cercando di dire la sua, quando il giocatore precedente coglie la palla al balzo: utilizzando la carta con il palmo aperto ferma il giocatore in questione, dicendo

Il giocatore “boh si trova in difficoltà ma, cosa più importante, l’oscuro signore ritiene la situazione inaccettabile. E quindi, senza troppi giri di parole, il malvagio padrone consegna la prima carta occhiataccia a Boh, lanciando i primi dubbi su di lui. 

Evitando di dilungarmi troppo, il gioco continuerà così, tra accuse irriverenti ed una storia così irreale da dover essere tenuta in piedi da tutti, fino a quando l’oscuro signore non darà l’occhiataccia finale al povero goblin della situazione. Ricordate solo una cosa: come già detto, il padrone ha potere decisionale su tutto e tutti. Quindi se vi dirà di tacere o riterrà un vostro comportamento inopportuno, potrà punirvi con l’occhiataccia in ogni caso. Lui è l’oscuro signore e voi i subdoli goblin, ricordatevelo. 

Ma ora so già cosa state pensando, anche perché sta cosa mi è stata detta da molti: MA COME!?!? MA CHE GIOCO È SE DEVI CREARE STE STORIE STRANE?? MA NON C’È UN REGOLAMENTO PIÙ PRECISO SUL CREARE LE STORIE BLA BLA BLA…

Signori, signore…. Abbiamo giocato poco ai giochi di ruolo eh?! Questo è un gioco che ti da l’occasione di aprire l’immaginiazione, staccarsi un attimo dalla monotonia e farsi quattro sane risate tra amici, magari con qualche bella birra affianco (voi minorenni però lasciate da parte gli alcolici per ora, eh). 

Io ora mi fermo qui, perché ora dovete comprare questo gioco (ad un prezzo molto basso) e provarlo voi stessi. Quindi ora spetta a voi dire la vostra. Nel mentre non posso fare che salutarvi, invitarvi a rimanere aggiornati sui nostri articoli ed attendersi al prossimo articolo di Game Society. Che il Vintage sia con voi. 

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