Game society ottobre 4# Wargame tridimensionale

Quest’oggi non intendo parlare di un classico gioco in scatola, uno di quelli che compri in negozio con ovviamente tutto il necessario al proprio interno, ma credo che lo abbiate già notato non vedendo la solita foto del gioco (dio benedica Giuseppe Rava e i suoi fantastici disegni). Bensì tratteremo di un gioco che in effetti solo per il montaggio ci toglierà un bel po’ di tempo (e si, se sei in cerca di un gioco semplice ed immediato hai sbagliato articolo). Stiamo parlando del leggendario wargames tridimensionale, un gioco di strategia più antico di quanto si possa immaginare, ma mai troppo datato per i veri appassionati di battaglie simulative. Ma andiamo con ordine e scopriamo insieme il gioco di ottobre proposto da God Save the Vintage.

WARGAMES

Il primo wargames creato, se evitiamo gli scacchi, arriva dalla Prussia del diciottesimo secolo (e certo, chi poteva creare un gioco del genere se non un antico popolo germanico e amante della guerra come i prussiani). Ideato principalmente per addestrare gli ufficiali dell’esercito, in modo da potersi preparare per le loro future strategie in battaglia, con il passare dei secoli venne costantemente limato e migliorato, trasformandolo non solo ad un metodo per migliorare le mosse dei veri eserciti ma anche ad un magnifico passatempo per civili.

Ma non sono qui per annoiarvi con un lungo paragrafo sulla storia del war game (anche se sono appassionato di storia e lo farei volentieri), e dirigiamoci subito al punto dell’articolo

COME SI GIOCA

Premetto subito una cosa, altrimenti passo per ipocrita…non ho mai avuto l’occasione di giocare decentemente ad un wargames, quindi prego gli appassionati del gioco in questione di non insultarmi, bensì di darmi una tenera pacca sulla spalla e di propormi una bella partita insieme a voi, così da correggere questa mia blasfemia. Sono comunque consapevole dell’interessante varietà di regolamenti per poter giocare nelle svariate modalità del wargame.

Prima di scegliere un regolamento, però, è giusto saper rispondere ad alcune domande; in che scala vogliamo giocare? e quale periodo storico (o fantasy) si vuole trattare? Per rispondere alla prima domanda bisogna sapere che nel mercato del modellismo statico esistono molte varianti di scale, ma personalmente è giusto specificare che vengono maggiormente utilizzate le 1/35 e, meglio ancora, le 1/72. Nonostante quest’ultima opzione sia una scala molto piccola, è comunque fantastica per poter impostare grandi eserciti (e poi diciamocelo: nonostante non ho mai avuto grande esperienza nei wargames, quand’ero più piccolo adoravo dipingere i soldatini di quella scala). Per scegliere quale marca acquistare sappiate comunque che avrete l’imbarazzo della scelta; dalla Italeri alla Revell, dalla Hat alla Tamiya, avrete sempre la possibilità di trovare fanti francesi delle guerre napoleoniche, italiani della seconda guerra mondiale, orchi di warhammer (per non parlare dei mezzi militari come carri armati e cannoni). L’unica cosa da precisare, e credo che questa sia la cosa migliore da fare, è proprio verniciare e posizionare su delle basi di legno o di cartone le nostre pedine, formando dei reggimenti ed inserendoli sulla mappa di gioco (anch’essa da costruire o, se non avete voglia, da comprare in alcuni pack proposti sul mercato del modellismo)

Per la seconda domanda, ma avrete già intuito, bisogna scegliere l’ambientazione. Potreste scegliere di giocare la battaglia fantasy di Passo Teschio, o di reinterpretare la battaglia di Marengo…Potrei fare diecimila esempi, ma è ovvio che l’unico limite è l’immaginazione (o in questo caso gli ultimi secoli d’umanità che ci hanno tramandato le storie delle grandi battaglie…e Tolkien, dio benedica Tolkien).

Ora però che abbiamo specificato questa parte fondamentale per il lungo processo di preparazione, è giusto dare un’occhiata alla modalità di gioco. Qui la lista è lunghissima; fra regolamenti gratuiti e non, esistono famosi regolamenti per alcune delle ambientazioni più utilizzate come wharammer fantasy battle o De Bellis Renationis (rinascimento). Ognuna di esse specifica l’utilizzo degli armamenti e degli spostamenti delle truppe, impedendo alle partite di trasformarsi in un enorme risiko senza chissà quale strategia, ma bensì in un obbligo dei giocatori a scegliere bene le loro mosse, come capire quanto avvicinarsi per colpire con il proprio carro armato un bersaglio, oppure come fare per prendere il fianco della fanteria nemica con la propria cavalleria.

Guardandomi in giro ho notato che esistono delle mappe a scacchiera o simili, permettendo ai giocatori di spostarsi per la mappa tra una casella e l’altra. Ma ritengo che uno dei modi migliori per muovere le proprie pedine è l’utilizzo del righello, avanzando in centimetri in base allo spostamento richiesto, diverso per ogni unità, e non ritrovandosi rinchiusi in un metodo di spostamento a mio parere limitato come quello spiegato prima. Insomma, con un semplice righello avremo la possibilità di effettuare spostamenti veramente liberi e senza paletti lungo il nostro cammino.

Che dite, vi ho convinti del potenziale di questo gioco? Io ne sono completamente affascinato e, un giorno, mi piacerebbe non limitarmi soltanto nella verniciatura dei modelli, bensì di partecipare ad una grande battaglia e vestendo i panni di un generale di chissà quale ambientazione. Io spero che l’articolo vi sia piaciuto e, attendendo che qualcuno mi inviti a giocarci, vi saluto e vi attendiamo per il prossimo articolo targato God Save The Vintage.

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