“Gli Assedi Italiani di Napoleone”- Intervista a Livio Simone

Di Marco Zumbo

Nelle settimane passate abbiamo avuto l’onore di conoscere un progetto letterario, che a dirla tutta è circondato da una miriade di magnifici lavori ben preparati da una delle associazioni storiche più note d’Italia e D’Europa. “Gli assedi italiani di Napoleone”, ideato da Livio Simone e Massimo Zanca, è una collezione di due volumi che, per gli appassionati di storia ed in particolar modo per il periodo delle grandi conquiste napoleoniche, non può fare a meno di attirare una grande attenzione e speranza di vedere accrescere più informazioni militari e politiche di uno dei momenti più fondamentali della storia europea di fine diciottesimo secolo ed inizio diciannovesimo. Ma per non lasciare nulla al caso e per ottenere più informazioni al riguardo, God Save the Vintage ha avuto l’onore di intervistare proprio uno degli ideatori di questo progetto, Livio Simone, che come vedremo a breve ha sulle spalle una grande esperienza e che non può fare altro che lasciarci estasiati dal suo racconto. Ma senza perderci in chiacchere andiamo direttamente al fulcro dell’articolo e assaporiamo ogni informazione riguardante questa futura collana.


Nota: Approfitto prima dell’inizio dell’intervista a proporvi tutti i dovuti link per libro, associazione e molto altro, in modo da poter raggruppare tutti i punti di riferimento per non perdere nessuna novità:


Gli assedi italiani di Napoleone – Associazione Napoleonica d'Italia
Copertina del primo volume

1- Buongiorno a voi. Innanzitutto vorremmo chiedervi di presentarvi ai nostri lettori, sia per quanto riguarda la vostra persona che per la vostra associazione storica.

Partiamo dall’Ass. Napoleonica d’Italia, di cui sono Presidente. L’Associazione, che noi chiamiamo familiarmente ANI, è la più vecchia Associazione di cultura napoleonica d’Italia, essendo nata nel lontano 1993 a Padova su iniziativa di alcuni studiosi coordinati dal Prof. Mauro d’Agnolo Vallano.

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Livio Simone durante una rievocazione storica dell’ANI

Raggiunta in poco tempo la ragguardevole cifra di ben 400 soci, in quegli anni l’Associazione si contraddistinse unicamente per le attività culturali e la ricerca storica. Nel 1995 venne pubblicato un’opera sulla battaglia di Loano, il primo di una lunga serie di libri dedicati alle battaglie napoleoniche in Italia. Nel 2001, il prof. Mauro D’Agnolo, a causa di problemi di salute, decide di ritirarsi e l’Associazione Napoleonica riceve nuova vita da parte di un gruppo di giovani appassionati di cultura e rievocazione storica Napoleonica: la continuità della storia dell’Associazione è rappresentata da Lorenzo Baldoni, socio fin dai primi momenti dell’associazione.

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Logo dell’Associazione Napoleonica D’Italia

In quella che è stata una vera e propria rinascita, l’Associazione ha via via moltiplicato i propri campi di interesse e le proprie collaborazioni, soprattutto rivolgendosi anche al mondo della ricostruzione storica con la rievocazione di vari reparti storici, l’11eme legere, il KKIR26 von Klebeck (l’ANI è bipartisan e accoglie anche una nutrita schiera di appassionati dell’esercito austriaco), il 6eme artillerie e reparti della sanità e del genio.

Nel 2004 siamo chiamati per SuperQuarck e nel 2018 per Ulisse di Piero e Alberto Angela. Nel 2009 il reparto di fanteria francese viene scelto per i video dimostrativi per il Museo dell’Armée di Parigi, massima istituzione francese nel campo. In quell’occasione il generale Bresse, direttore del Museo ha detto: “Se li abbiamo scelti è perché sono i migliori d’Europa, abbiamo selezionato solo tre gruppi” (uno per ogni specialità di fanteria, cavalleria e artiglieria).

Va sottolineato che l’Associazione Napoleonica fin dalla sua “seconda” fondazione ha voluto ampliare i propri interessi includendo nella propria sfera d’azione anche il II Impero, fino cioè a tutto il 1870, anno che, come noto, segna da un lato l’unione di Roma al Regno d’Italia e dall’altro la caduta di Napoleone III.

In questa ottica di ampliamento del periodo l’ANI, con la collaborazione del comune di Borgo Viriglio, ha ricostruito dentro l’imponente struttura di Forte Magnagutti (ex Zentral Werk), una caserma austriaca del 1850, così il visitatore può vedere come era effettivamente la vita in una caserma austriaca del periodo risorgimentale.

Quanto al sottoscritto ovviamente tralascio i difetti (molti) per concentrarmi sui pregi (pochi). Classe 1969, laureato in Ingegneria del Politecnico di Milano, suono (male) il violino e da sempre appassionato di storia. Ufficiale del corpo Tecnico dell’esercito Italiano ho partecipato a missioni all’estero. Attualmente sono Direttore Operativo della società di Riscossione tributi del Comune di Verona.

Ho scritto due libri sulla fanteria leggera con l’editore Chillemi di Roma. Di uno soprattutto, quello sulla tattica della fanteria leggera dal 1715 al 1815, vado assai orgoglioso perché è l’unica opera “specifica” presente, in Italia sono sicuro, per la bibliografia francese ed inglese altrettanto; per quella in lingua tedesca non lo so perché non leggo in quella lingua, purtroppo. E’ il risultato di una profonda ricerca presso lo SHAT (il servizio storico dell’esercito francese, e dell’acquisto di libri e manoscritti sull’argomento che colleziono da quasi venti anni. Ho scritto anche un romanzo giallo-storico ambientato nella Verona medievale (Indago Mortis). Infine sono appassionato di vecchie lady inglesi, ne possiedo due: un Panther del 1988 e un Austin Healey MK II del 1961.

2-Come vi è venuta la passione per la storia, ed in particolar modo per il periodo napoleonico? Premetto che ve lo sta chiedendo un grande appassionato del periodo, che ha spulciato più libri possibili al riguardo.

Gli assedi italiani di Napoleone – Associazione Napoleonica d'Italia
Copertina del secondo volume

La passione per la storia, come saprà anche lei, nasce da bambini e dire perché è difficile. Forse la famiglia; ad esempio mio padre è appassionato di storia, i film, i fumetti. Nel mio caso penso ai film western di Ford, quelli con John Wayne con le giacche azzurre e le bandiere al vento. Poi la passione per i wargames. Da sempre sono appassionato di wargames, il mio primo gioco fu Jena della International Team acquistato al secondo liceo, e ancora oggi mi trovo ancora ogni settimana a muovere pedine di cartone e a imprecare contro la sfortuna ai dadi quando su rapporti di attacco di 7:1 riesco ad essere sconfitto.

Quanto alla passione per il periodo napoleonico ogni appassionato di arte ha sempre un suo periodo preferito; c’è chi ama le avanguardie, chi gli impressionisti e chi il tardo rinascimento, e anche chi è appassionato di storia ha i suoi periodi preferiti. Devo dire che per me sono sempre stati i romani. Sono stato più volte tentato di iniziare a fare il reenactor del periodo romano ma poi il tempo è tiranno, le crociate ed infine l’Ottocento che ha creato l’Europa contemporanea, nel bene e nel male, perché se ben vogliamo vedere il Novecento è lo sviluppo, talvolta esplosivo, di progetti, pensieri e tensioni accumulate nel secolo precedente.

Poi però con gli anni le passioni magari cambiano e devo dire che, ad esempio, man mano che approfondivo i miei studi dal punto di vista militare il periodo napoleonico, sempre più mi appassionavo del Settecento, soprattutto i quarant’anni dalla guerra dei sette anni alla rivoluzione francese. Scoprì così che Napoleone, grande innovatore nel campo civile, in realtà fu piuttosto un conservatore in quello militare utilizzando, con poche modifiche, armi, tattiche e organizzazione create nei 50 anni prima di lui.

3-Come vi è nata l’idea per il libro e come vi siete organizzati per accumulare tutte le informazioni necessarie?

Gli assedi italiani di Napoleone – Associazione Napoleonica d'Italia
Uomini del genio dell’esercito napoleonico

In realtà l’idea nasce da un progetto dell’amico Massimo Zanca, curatore con me dell’opera. Il Prof. Ph.D. Zanca, da sempre appassionato di storia napoleonica, nonché ex-Presidente dell’ANI, da diversi anni cura la pubblicazioni di libri dell’ANI sulle battaglie napoleoniche legate al territorio mantovano. Dopo il libro sulla battaglia di Pozzolo del 1800 e sulla battaglia della Favorita del 1797 aveva in essere un progetto sull’Assedio di Mantova del 1796-1797.

Eravamo all’inizio del lockdown, Marzo 2020, ed ogni attività esterna dell’ANI era stata bloccata. allora ho pensato che un’opera collegiale sul tema degli Assedi napoleonici in Italia sarebbe stata un progetto che avrebbe in un certo senso tenuto vivo il fuoco dell’ANI. Da subito venne deciso di fare un volume introduttivo sulla guerra degli assedi e poi uno specifico sugli assedi italiani dal 1796 al 1814.

Diciamo che partivamo da una posizione favorevole, perché nel bacino dell’ANI gli appassionati e studiosi, anche di fama nazionale (penso al Dott. Foramitti di Udine), non mancavano e dopo che io e Massimo abbiamo definito il piano dell’opera abbiamo iniziato a “distribuire” gli incarichi. Ma man mano che si andava avanti, come si dice l’appetito vien mangiando, apparivano altri assedi da trattare o nuovi argomenti interessanti. Per cui come nel film “I magnifici Sette” abbiamo iniziato a cercare nel mondo attorno a noi. Qualche esempio: l’assedio di Ancona è stato “rifilato” ad un mio caro amico architetto di Ancona, Piero Cantani, appassionato della sua città, profondo conoscitore delle fortificazioni ma che si è cimentato per la prima volta nella storia militare napoleonica. Poi è emerso il problema degli assedi nel sud Italia: non si poteva presentare un’opera completa sugli assedi trascurando il meridione. Per fortuna un nostro socio onorario grande appassionato, nonché collezionista di cimeli del periodo, il dott. Liberati, si è offerto di fare l’assedio di Amantea ma rimaneva Gaeta e Civitella. Poi un giorno cercando su internet lessi un intervento sull’argomento di un appassionato di Napoli, il dott Angelo d’Ambra che gestiva un sito sulla storia militare del sud Italia (www.historiaregni.it). A tempo zero venne reclutato anche lui e così via via fino ad avere 16 interventi distinti, un lavoro davvero imponente che si è trasformato in un’opera di due volumi di quasi 1000 pagine.

Last but non least come direbbero gli inglesi, proprio quando pensavamo di aver chiuso l’opera sono riuscito, in extremis, ad avere il contributo del prof. Gastone Breccia, uno dei più accreditati studiosi di storia militare esistente oggi in Italia, con un suo saggio sulla storia degli assedi, da troia a Dien Bien Phu. L’ho convinto dicendogli: “Gastone, uno che si chiama Breccia non può non essere presente in un libro sugli assedi”. Lui, che è una persona davvero simpatica, ha acconsentito con un saggio completamente inedito (e mentre stava lavorando ad altri progetti).

4-Ci può dare un accenno nello specifico su quello che potremo trovare all’interno dei volumi?

Assedio di Mantova (1796) - Wikipedia
Resa austriaca alla fine dell’assedio di Mantova del 1797 (Hippolyte Lecomte)

La guerra di assedio è un argomento poco trattato perché, possiamo dirlo, un assedio ha molto meno sex appeal di una battaglia. Intanto è lungo, poi è composto di azioni ripetitive, i giorni passano e sembra non succedere nulla, non ci sono manovre, grandi distanze, ampi orizzonti. Poi i termini usati sono spesso tecnici, ostici e difficili (pensiamo solo alle varie componenti delle fortificazioni). Quindi era giocoforza fare un volume introduttivo dove spiegare cos’è un assedio.

Devo premettere che in questo ultimo periodo abbiamo rivissuto l’esperienza di essere in una grande fortezza assediata: non si poteva uscire liberamente dai confini delle città, non ci si poteva aggregare, bisognava stare chiusi in casa, bisognava fare le code ai supermercati per cui l’assedio è diventato, purtroppo, un tema alla moda.

Andando nel dettaglio troveremo due interventi sulla storia degli assedi, uno generale del Prof. Breccia ed uno sugli assedi del settecento di un nostro giovane socio, di recente laureato in archeologia, il nostro Tommaso Gallicchio che ha iniziato come tamburino a dieci anni, trascinando in questa avventura anche il padre.

Poi si parla degli uomini che fanno gli assedi con il mio intervento sugli ingegneri militari e sul genio e sulle fortificazioni, con l’intervento, devo dire davvero esaustivo, del prof. Architetto Carlo Togliani, professore di storia dell’architettura al Politecnico di Milano. Poi abbiamo voluto ampliare gli orizzonti e presentare l’assedio da tre punti di vista alternativi e raramente trattati: quello legale giuridico dell’Avv. Serpelloni, che spiega come nasce, peraltro proprio durante il periodo Rivoluzionario, il concetto di stato d’assedio “politico”, sempre con un occhio rivolto anche alla realtà dell’oggi (si pensi che all’Assemblee National durante il dibattito sulle restrizioni per il COVID-19 è stato citato un intervento sul tema di un deputato alla Assemblee National del 1798). Poi un intervento guardando dal punto di vista di chi l’assedio lo subiva, i civili del nostro psicoterapeuta dell’ANI, il dott. Ilario Tebaldi (avviso anche il nostro caro dott. Tebaldi, che veste i panni di caporale di artiglieria e che non ci segue per motivi professionali…), che parlerà della psicologia delle persone costrette a subire le restrizioni di un assedio, anche questo un tema rilevante oggi. Ed infine un saggio sulla monetazione d’assedio di Massimo Zanca. Un tema che sembra secondario ma che invece non lo è proprio quando si pensa che una città assediata  è un universo chiuso in cui non entra più moneta dall’esterno, per cui ad un certo punto la circolazione dei soldi, e quindi dei beni, si blocca. Completa un ampio glossario dei termini usati.

Il secondo volume invece tratta tutti (davvero tutti) gli assedi che si sono svolti in Italia tra il 1796 e il 1815, divisi in tre tomi. Il primo gli assedi repubblicani con i due assedi di Mantova del 1796 e 1799 di due giovani studiosi, il dott .Scirpoli e il dott. Valentini. L’assedio di Ancona dell’arch. Cantani. Poi il tomo sugli assedi del Consolato, con l’assedio di Genova dell’amico Martignoni, uno dei primi reenactors napoleonici d’Italia e quello di Peschiera del nostro vicepresidente Carlo Scattolini (leggete la sua biografia, lo ritengo uno dei pezzi più spassosi e belli del libro, servirà per interrompere con un sorriso la nuda descrizione delle battaglie).

Infine gli assedi dell’Impero: Gaeta e Civitella del Tronto del dott. D’Ambra, Amantea del dott Arnaldo Liberati, Palmanova del 1809 del dott. Paolo Foramitti, davvero il massimo esperto di storia Napoleonica del Friuli, ed infine Venezia e gli assedi del 1814 del nostro storico “di reparto” Stefano Ferrari e del suo amico Gianluca Pinardi.

5-Il progetto è totalmente indipendente o vi farete aiutare da una casa editrice specifica?

11 ème Légère dell’ANI nel pieno di una rievocazione

No, fa parte di una collana di volumi totalmente edito dall’ANI in completa autonomia. Negli anni, dopo vari esperimenti abbiamo scoperto che in taluni casi rivolgersi alle piccole case editrici non aiuta molto nella distribuzione e che alla fine comunque deve essere fatta da noi direttamente. A questo punto tre anni fa abbiamo deciso di fare tutto da noi.

6-la domanda più importante; quando sarà disponibile e dove si potrà acquistare?

Il libro in questo esatto momento è in stampa, e verrà offerto in cofanetto di due volumi indivisibili. E’ stata fatta una scelta precisa di distribuzione attraverso le due librerie militari specializzate di Roma e Milano, che tutti gli appassionati conoscono. Noi ci riserviamo di effettuare la vendita in pre-pub per coloro che hanno creduto nel progetto già all’avvio prenotando il volume e ci riserveremo la vendita diretta durante le presentazioni che faremo sul territorio nazionale nei mesi a venire o nelle manifestazioni.


E si conclude una ricca intervista, pronta a tenerci sulle spine fino all’uscita ufficiale dei volumi, che sicuramente sapranno tenere incollati sulle pagine noi, gli appassionati di storia napoleonica e sicuramente chi è in procinto di voler conoscere un pezzo di storia fondamentale del nostro passato, anche ovviamente militare. Non smetteremo mai di ringraziare Livio Simone per la disponibilità e siamo sicuri, come già ci siamo detti in privato, che a fine quarantena avremo l’opportunità di incontrare lui e tutta l’appassionata associazione napoleonica D’Italia, intenti a tenere viva la storia. Siate pronti all’acquisto dei suddetti volumi, e che il vintage sia con voi.

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