Gli eroi di El Alamein dentro l’asfalto

Di Marco Zumbo

Grandi battaglie segnarono le sorti della seconda guerra mondiale: da Stalingrando allo sbarco in Normandia, da Anzio alle Ardenne. E tra questi teatri di dure battaglie, segnate dal ferro piegato dei carri armati e dal sangue dei caduti, una delle più importanti fu senz’altro quella di El Alamein. Nel bel mezzo dello spietato deserto egiziano, le truppe Italo-tedesche si scontrarono con quelle del Commonwealth in una serie di duri scontri, spostando con distruzione il fronte fino a novembre del 1942, quando le truppe alleate riuscirono a sfondare il fronte e costrinsero il generale Rommel a ripiegare definitivamente verso la Libia. Ma se in Italia questa battaglia rimane ancora nelle menti dei posteri è per un fatto ben particolare: L’audacia che le truppe del regio esercito italiano dimostrarono in battaglia, limitati da una situazione impervia ma rimasti fintanto che hanno potuto nelle loro posizioni, attirando persino l’ammirazione britannica.

Nel profondo sud della linea del fronte, nelle vicinanze della depressione del Quattara, reggimenti rimasti nella storia come la Folgore, la Pavia e la divisione corazzata Ariete, frenati da una mancanza di munizioni e di adeguato equipaggiamento, rimasero il più possibile fermi nelle loro trincee, frenando finché poterono il nemico con mezzi di fortuna come molotov e mine, quest’ultime incastonate direttamente sotto i blindati britannici in avanzamento. In quelle trincee si fece la storia d’Italia, una storia fatta di coraggio, nonostante la situazione sfavorevole e nonostante ancora oggi molti in tutto il mondo (e peggio ancora anche in Italia) credono nella codardia del soldato italiano. Ma quelle buche e trincee, rimaste per più di settant’anni inviolate come monito per la storia mondiale, ora non esistono più.

El Alamein, grattacieli e autostrade spazzano via le trincee della Folgore-  Corriere.it
Uno dei cippi posti dai nostri connazionali in memoria dei caduti di El Alamein. Anche questo, insieme alle trincee, è stato completamente asfaltato

Suvvia non preoccupatevi, questo articolo non si vuole concentrare su fatti politici. Ma sappiate che la storia, anche se può sembrare una perdita di tempo, è la linea guida che le nazioni ed i popoli devono seguire, utilizzandola per evitare errori del passato e tenendone cura per consegnarla ai nostri successori. Ma a quanto pare l’attuale sistema affaristico mondiale, che ha preso il sopravvento nelle nostre vite occidentali, non ha tempo per certe bazzecole, e se nessuno si preoccupa di immettere nei loro confronti paletti, i loro affari “asfaltano” la storia. Si perché proprio in questo periodo un ambizioso progetto, voluto tra l’altro dal presidente egiziano Al-Sisi, ha avviato la costruzione di una grande autostrada ad otto corsie, pronta a condurre i viaggiatori verso New Alamein, una moderna città in costruzione, ricolma di grattacieli, università, teatri e chi più ne ha più ne metta, il tutto con un contesto green. Ma chissà se dentro quelle prossime università insegneranno che sotto i loro piedi hanno completamente cancellato un pezzo di storia italiana e mondiale, utilizzando un progetto ambizioso e moderno certo, ma che hanno quasi volutamente posto sopra un ricordo che ora rischia di essere dimenticato.

Updates on New Alamein City amid PM visit - EgyptToday
Il progetto di New Alamein

Ora, per chi non comprende bene il senso dell’articolo, non stiamo criticando la voglia di innovazione e di eco-compatibilità: è la voglia di cancellare la nostra storia che è non solo orribile, ma criminale. Pensate solo un attimo ad un semplice fatto, che un paese come il nostro, ricolmo di storia di ogni periodo antico, venga così di colpo alleggerito della nostra cultura perché cancellato o acquisito da qualcun altro. I musei sarebbero vuoti e persino la nostra identità culturale, come dialetti ed usi e costumi, sparirebbero. Volete veramente questo? Perché è proprio questo che sta accadendo in questo momento nel mondo. Non si parla soltanto di trincee e buche nel bel mezzo del deserto, ma anche di tutta la storia che ci appartiene e che, volenti o nolenti, dobbiamo portarci dietro e tutelare. Questo vale per tutte le nazioni del mondo, sia chiaro, ma in questo caso mi concentro ovviamente sul nostro paese, luogo ricolmo di storie ma a quanto pare non adeguatamente tutelate dal proprio popolo. Perché la morale di questo sfogo è proprio questo: se si ragiona come alcuni “luminari” del politicamente corretto e del cancel culture, cioè tentare di censurare avvenimenti del passato per non turbare la sensibilità dei più giovani, portati a braccetto da uomini senza scrupoli ben intenzionati a veder sparire scomode verità pur di raggiungere i propri affari, nascerà un grave problema che sfocerà in violenza, come ha recentemente spiegato il nostro MKDIESIS nel suo ultimo articolo. Sarà come nel medioevo quando, non comprendendo più il significato artistico e storico del mondo antico, Statue di bronzo dal valore inestimabile ed edifici imponenti vengono fusi o abbattuti.

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