Greta Thunberg è una tanuki!

Prima che ti incazzi, questo articolo è eco-sostenibile. Guarda quanto verde!

Proprio così! Potrà sembrarvi strano, ma la tanto decantata paladina della giustizia ecologista in realtà cela dietro quell’iconico impermeabile giallo un segreto inimmaginabile: lei, in realtà, non è una semplice ragazzina svedese con uno spiccato senso della preservazione ambientale, bensì un vero e proprio Tanuki!

Per tutti quelli di voi che non sanno cosa sia un Tanuki, vengo in vostro soccorso descrivendovi le caratteristiche peculiari di questa creatura: si tratta di un’animale a metà tra un cane e un procione diffuso specialmente in Asia Orientale ma introdotto artificialmente anche in Russia, Scandinavia e nel resto di Europa. Lungi da me fare il Giacobbo di turno, quello che mi interessa realmente non è presentarvi il Tanuki nella sua forma biologica, ma farlo parlandovi del profondo simbolismo spirituale che si porta appresso questo strano animale.

Il Giappone, paese nel quale vi è una forte presenza di detto animale, possiede una lunga quanto documentata serie di leggende e racconti folkloristici che affondano le loro origini nella notte dei tempi: il cane/procione secondo queste leggende sarebbe uno dei tre animali (insieme al gatto e alla volpe) in grado di mutare forma. Sostanzialmente detto trasformismo permetterebbe loro di assumere qualsiasi sembianza, anche quella umana, rendendo impossibile il loro riconoscimento; certo, il Tanuki nonostante le incredibili capacità che possiede è solito utilizzare le sue forme soltanto per ingannare bonariamente le persone, architettando tranelli, scherzi e quant’altro. Ciononostante quello che fanno non ha alcuna finalità malvagia e questo animale è considerato simbolo di prosperità e buona salute, tanto da vedersi raffigurato come statua in diversi templi del Giappone.

Nel corso dei tempi le leggende e i racconti sul Tanuki si sono ampliate e diversificate in diversi modi, dalla pittura, al cinema, fino all’animazione rinverdendo i fasti simbolici di questo animale. Piccola curiosità: dovete sapere che in epoca Kamakura (1185-1333) le illustrazioni che raffiguravano l’animale erano solite sottolineare l’enormità del suo scroto, suonato a mo’ di tamburo e protagonista di una nota filastrocca per bambini. Magari alcuni di voi non ritenevano necessario leggere di questo, però è una testimonianza che aiuta a comprendere anche la goliardia dietro l’immagine del Tanuki stesso e poi traccia un ottimo parallelismo con Greta che non potevo ignorare: lei infatti dev’essere il tipo di Tanuki che è solito gonfiare lo scroto altrui…

Lo scroto di chiunque, Tanuki e non, all’ennesima sviolinata eco-sostenibile

Dopo questa bellissima immagine è arrivato il momento di rivelarvi di come sia arrivato a conoscenza del segreto dietro alla vera natura della Thunberg: la visione di un film di animazione pieno zeppo di Tanuki, ossia Pom Poko!

Nato da un soggetto dell’onnipresente Miyazaki e diretto da Isao Takahata, Pom Poko è un meraviglioso film che tratta di tematiche forti e importanti quali la salvaguardia dell’ambiente e la coabitazione tra animali e umani con la difficile sfida di abbracciare l’innovazione in armonia con la natura. Siamo nei pressi di Tokyo, dove un piano di disboscamento intensivo sta per condannare a morte migliaia di animali fra cui degli irriducibili Tanuki; quest’ultimi decisi a vender cara la pelliccia recuperano l’antica abilità del trasformismo per infiltrarsi fra gli umani, carpirne i modi di fare ed infine spaventarli per impedire il proseguo dei lavori… non ci riusciranno, tuttavia adotteranno altre strategie, anche violente, pur di salvaguardare la loro terra.

Un film assolutamente da riscoprire per approcciarsi al folklore Giapponese e alle tradizioni che permeano la terra del Sol Levante, con rimandi al simbolismo dei Tanuki ma anche allo spiritualismo dei Kami così presenti nella sensibilità Giapponese. Ma tolti questi meriti il film ne ha altri – molto attuali se si pensa che uscì nel 1994 – meriti che dimostrano come ripensare il nostro modo di vivere non sia affatto semplice seppur di vitale importanza; abbiamo abbracciato una certa innovazione, corrotta dal Progressismo come modalità di pensiero, che ha portato ad una rapida evoluzione tecnologica (ora digitale) tale da permettere a chiunque di aspirare ad una vita che la vulgata comune – e gli interessi di certe caste – ci hanno sempre indicato essere come l’unica possibile nel miglior mondo possibile. Per decenni si è parlato di progresso e si è fatto di tutto per perseguirlo, relegando il resto a semplice sfondo da ignorare o da sacrificare per realizzare un nuovo tipo di umanità: moderna, materialista, economi-centrica e ultra-competitiva. Ebbene, questo modello di sviluppo si è disvelato come un’inferno e le conseguenze le stiano vedendo tutti, ma non sarà certo viaggiare su barche a remi o “consumare” meno plastica a migliorare la situazione.

Ed ecco Greta fra noi

Il messaggio che porta Pom Poko è molto sottile e sostanzialmente si mette di traverso nei confronti di tutto questo ambientalismo moderno così ricco di stanca retorica, ma povero di contenuti. Diciamocelo: probabilmente in Giappone hanno un modo di affrontare determinate criticità in maniera più pragmatica e sensata di quanto facciamo in Occidente; con questo non voglio dire che siano immuni dalle nostre stesse difficoltà, o che siano un crogiuolo di gente illuminata che mai cercherebbe di lucrare sulla credulità della popolazione, però quando si tratta di focalizzarsi sul problema sanno farlo in maniera centrata, scevra da moralismi, e larga parte della popolazione (definiamola più “impegnata” a livello culturale) riesce ad andare oltre la semplice superficialità delle buone intenzioni.

Pom Poko pone un problema preciso, quale la cementificazione che dilania il territorio, l’inquinamento indotto che distrugge fauna e flora e una certa mentalità che ha finito per distaccare un popolo notoriamente tradizionalista e animista destinandolo al materialismo, al consumismo, al qui e ora permanente corrompendo la natura stessa, non solo in riferimento alla forma. E l’uomo ad essersi corrotto, un uomo che pensa in virtù del suo individualismo fregandosene della collettività e della sua discendenza, distaccandosi dal ciclo della natura, quasi come se potesse innalzarsi e guardare il collasso della società stessa da una posizione privilegiata, senza venirne direttamente intaccato. Quando si affrontano determinate problematiche lo si può fare in due modi: affrontare il problema concentrandosi soltanto sulle conseguenze più “visibili” o farlo cercando di andare a fondo di esso senza limitarsi alla superficie dello stesso. Pom Poko riesce nel primo intento e chiarisce che un’emergenza come quella ambientale merita analisi più approfondite e serie di quelle propinateci, e che per migliorare la situazione bisogna guardare prima intorno a noi.

Due ore di questo film valgono più di tutti i FridayForFuture, credetemi: basterebbe portare esempi come questi nelle aule scolastiche e vedrete che la si smetterebbe di belare indistintamente appresso i paladini dell’ambiente che pontificano dai loro super-attici, gente con la puzza sotto il naso che si crede in diritto di far morale solo per la valanga di soldi che hanno in banca, insomma la solita cricca che si rifà una verginità spacciando pillole di moralistiche ovvietà. Tipo i tizi della grande industria dell’intrattenimento, ma vi lascio a Gervais che all’ultimo golden globe ha saputo come al solito spiegare al meglio certi concetti…

Tanuki in scroto-volo per sfuggire a palate di nauseante moralismo

Quindi vi starete chiedendo perché a fronte di ciò che ho detto ritengo che Greta sia una Tanuki, giusto? Mi pare ovvio…un Tanuki dev’essersi infiltrato fra gli umani in Scandinavia, e dopo aver visto le difficoltà ambientali che ci troviamo a vivere, e lui con noi, ha deciso di prendere la forma di una ragazzina e sfruttare un sentimento empatico gridando al mondo intero che così non possiamo andare avanti.

La Thunberg è una ragazzina che crede fermamente in ciò che dice, ma che non dice e non può dir nulla di diverso da semplici frasi fatte e il perché è presto detto: determinate potenze economiche e culturali si servono della sua immagine per propagandare quello che per loro sarà soltanto un nuovo investimento, un nuovo modo di mantenere determinati privilegi. Succede anche in Pom Poko, sapete? a un certo punto alcuni Tanuki prendono sembianze umane per cercare di influenzare l’opinione pubblica parlando dei problemi relativi allo sfruttamento ambientale, però vengono cooptati (ricordate? sono ingenui e bonaccioni) finendo per essere sfruttati come mezzi di propaganda dai potenti di turno. Questo movimento ambientalista serve a sterilizzare qualsiasi argomentazione valida per criticare il nostro modo di vivere e produrre, trasformando il tutto in una grande operazione di marketing.

Quelli che per decenni hanno proliferato sul nostro sistema progressista/consumista ora finanziano chi genericamente parla di prossimo collasso umano per attirare investimenti e forme di attenzione verso soluzioni che avvantaggeranno di certo loro, ma non noi, ogni riferimento alla green economy è puramente NON CASUALE. Greta è finita in un gioco più grande di lei, e tutti quelli che la idolatrano o la odiano dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza e capire che argomenti così importanti e vitali che riguardano la salvaguardia dell’ambiente meritano approfondimenti seri, e la messa in stato d’accusa del sistema progressista intero, altro che scaricare la colpa sulle generazioni precedenti….perché no, non viviamo nel miglior mondo possibile.
Greta Thunberg è una Tanuki che cercando di fare la cosa giusta viene sfruttata per tutt’altre motivazioni, rischiando di pagare in futuro a livello fisico e mentale, anche per la negligenza dei pecoroni che le danno contro o la incensano…

Più Pom Poko e meno FridayForFuture

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