Guerra e soldi: Il complotto non esiste. Parte 1

Di Mario Minetti

Le nozze con Maria di Borgogna – Massimiliano I

Terza parte
Nel 1477, col matrimonio di Maria di Borgogna con l’arciduca Massimiliano, figlio dell’imperatore Federico III, i Paesi Bassi entrarono tra i possedimenti della corona d’Austria e quindi dell’Impero spagnolo. Nel XVI secolo, con le persecuzioni di Carlo V e Filippo II di Spagna, i Paesi Bassi vennero coinvolti in una serie di lotte disperate ed eroiche per l’egemonia. Nel 1522, Carlo V emise un proclama in Gheldria e ad Utrecht contro il lassismo di certi cristiani e contro gli ebrei non battezzati; tale editto venne riproposto nuovamente nel 1545 e nel 1549 col crescere dei protestanti nell’area. Nel 1571 il duca d’Alba notificò alle autorità di Arnhem che tutti gli ebrei che vivevano in città dovessero essere tenuti in custodia sino a nuove disposizioni. Su richiesta degli olandesi, l’arciduca Mattia riportò la pace in gran parte delle province locali, grazie all’art. 13 dell’Unione di Utrecht del 1579. Nel 1581, i deputati delle Province Unite dichiararono l’indipendenza con l’Atto di abiura che depose Filippo da loro sovrano. Come conseguenza di questi due eventi, gli ebrei perseguitati in Spagna e Portogallo si riversarono per la maggior parte nella Repubblica olandese dove trovarono rifugio.(…)
Molti ebrei tedeschi e dell’Est Europa (Aschenaziti) vennero attratti dalle province olandesi così tolleranti, in particolare dopo la seconda metà del XVII secolo. A differenza dei più acculturati marrani (così venivano popolarmente designati e ingiuriati in Spagna gli ebrei o musulmani che si erano convertiti al cristianesimo), molti di questi risiedevano nei ghetti per sfuggire alle persecuzioni, ed in particolare alle violenze della Guerra dei Trent’anni (1618–1648) in altre parti del nord Europa, e alle espulsioni che localmente li colpirono dopo la Rivolta di Chmel’nyc’kyj del 1648 in Polonia. Dal momento che molti di questi immigrati erano poveri, ovviamente vennero accolti meno volentieri in Olanda. Il loro arrivo minacciava infatti lo status economico di Amsterdam e molti di loro vi rimasero per breve tempo, salvo alcune eccezioni. Si insediarono invece più volentieri nelle aree rurali come venditori ambulanti. Questo portò alla fondazione di diverse comunità ebraiche anche nelle province olandesi.
Ad ogni modo, col passare del tempo, anche queste comunità di ebrei Aschenaziti raggiunsero una certa prosperità grazie al commercio e alla lavorazione dei diamanti, la cui industria rimase loro esclusivo monopolio sino agli anni ’70 dell’Ottocento.

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I Rothschild.
Tra questi ebrei i più famosi sono sicuramente gli appartenenti alla famiglia Rothschild (Scudo Rosso in tedesco). Cinque linee del ramo austriaco della famiglia sono state elevate alla nobiltà austriaca, avendo ricevuto baronie ereditarie dell’Impero asburgico dall’Imperatore Francesco II nel 1816. Un’altra linea, del ramo inglese della famiglia, fu elevata alla nobiltà britannica su richiesta della regina Vittoria (fonte WP.)
L’ascesa della famiglia alla ribalta internazionale cominciò nel 1744, con la nascita di Mayer Amschel Rothschild a Francoforte, in Germania. Era il figlio di Amschel Moses Rothschild, (nato intorno al 1710), un cambiavalute che aveva negoziato con il Principe d’Assia. Nato nel ghetto di Francoforte, Mayer sviluppò un istituto finanziario e diffuse il suo impero con l’installazione di ciascuno dei suoi cinque figli nei cinque principali centri finanziari europei di conduzione degli affari.
Un’altra parte essenziale della strategia di Mayer Rothschild per il futuro successo fu quello di mantenere il controllo delle loro banche nelle mani della famiglia, permettendo loro di mantenere la segretezza completa circa le dimensioni delle loro fortune.
Mayer Rothschild mantenne con successo la fortuna della famiglia, con attenti matrimoni combinati, spesso tra cugini di primo o secondo grado (simile al matrimonio tra reali). Dalla fine del XIX secolo, tuttavia, quasi tutti i Rothschild avevano cominciato a sposarsi al di fuori della famiglia, di solito nell’aristocrazia o in altre dinastie finanziarie (fonte WP.)
Queste “strategie di mercato” portarono la famiglia Rothschild a passare dal controllo pressoché totale del commercio dei diamanti, alla fondazione di istituti di credito, a, come dichiarato dallo storico Niall Ferguson: “«Per la maggior parte del diciannovesimo secolo, N M Rothschild faceva parte della più grande banca del mondo, che dominava il mercato internazionale delle obbligazioni. Per un equivalente contemporaneo si deve immaginare una fusione tra Merrill Lynch, Morgan Stanley, JP Morgan e Goldman Sachs, probabilmente anche e, forse, con il Fondo Monetario Internazionale, dato il ruolo operato nel diciannovesimo secolo nella stabilizzazione della finanza di numerosi governi.»
Nel ventesimo secolo, Rothschild si è trasformata in un’importante organizzazione globale che ha sviluppato la capacità di garantire consulenza in ruoli chiave nell’ambito di alcune delle più importanti e complesse fusioni e acquisizioni.
Rothschild è costantemente fra le maggiori 10 banche al mondiale di investimento, con un rama tutto italiano che all’inizio del XIX secolo passa per Napoli, da dove i Rothschild costruiscono un solido rapporto con il Vaticano fino al punto da essere definiti dall’Enciclopedia Judaica come i «guardiani dei tesori del Pontefice».

John Davison Rockefeller - Wikipedia



I Rockefeller.
La famiglia Rockefeller vede le sue origini in Germania (Renania), agli inizi del XVII secolo.
I suoi membri si trasferirono nel Nuovo Mondo agli inizi del XVIII secolo, formando il ramo americano della famiglia con Johann Peter Rockefeller, che migrò dalla Renania a Filadelfia, nella provincia di Pennsylvania, intorno al 1723. In America divenne un proprietario terriero e di piantagioni a Somerville e a Amwell, nel New Jersey.
Attraverso Eliza Davison, con origini familiari del Middlesex County, New Jersey, John D. Rockefeller e William Rockefeller Jr. e i loro discendenti hanno anche origini scozzesi ed irlandesi.
La storia ci dice che a 16 anni, John D. Rockefeller inizia a lavorare facendo il contabile in una società di intermediazione, Hewitt and Tuttle, con sede a Cleveland.
Due anni dopo decide di fondare la sua azienda, che, inizialmente, si occupa del commercio di fieno, grano e carne.
Ma negli anni ‘60 dell’Ottocento, il giovane imprenditore si rende conto delle potenzialità del petrolio: presto costruirà la sua prima raffineria nell’ovest della Pennsylvania.
Nel giro di due anni, diventa la più grande della zona e Rockefeller decide di dedicarsi solo al business dei combustibili fossili e fonda la “Standard Oil Company” dell’Ohio.
Ancora due soli anni e controlla quasi tutte le raffinerie nei pressi di Cleveland e dal 1881 comincia l’espansione verso altri Stati. Nel 1882, la Standard Oil ha quasi il monopolio del petrolio in tutti gli Stati Uniti, cosa che attira l’attenzione dei legislatori, pronti a difendere la libera concorrenza nei vari stati. Agli inizi del Novecento, la giornalista Ida Tarbell mette in dubbio le pratiche monopolistiche ed etiche del gruppo in una serie di 19 articoli, che diventeranno poi il libro The History of the Standard Oil Company.
Anche a seguito della pubblicazione, la Corte Suprema divide la compagnia in 34 diverse aziende.
Questo non ferma l’ascesa di Rockefeller, che nel 1916 diventa il primo miliardario degli Stati Uniti.
I Rockefeller hanno avuto modo di presenziare in settori chiave dell’economia: dall’industria petrolifera e delle banche a Wall Street, per passare poi alla nascita e alla diffusione dall’istruzione superiore e universitaria (General Education Board), alla ricerca medica, alle arti, alla farmaceutica. Insomma: i Rockefeller hanno sempre avuto un impatto forte e monopolista in qualunque sfera abbiano lavorato.
Dalla fondazione del Rockefeller Institute for Medical Research, ora Rockefeller University (1901), all’atto di donazione del terreno che, successivamente, sarebbe diventato il quartier generale dell’ONU;
Dalla presidenza del consiglio di amministrazione della Chase Manhattan Bank (1969), alla costruzione del Rockefeller Center a New York (1994);
Dalle basi per creare l’industria (Microsoft) che è diventata parte integrante dell’economia di tutto il mondo, ai giorni nostri, i Rockefeller sono, a tutti gli effetti, i proprietari del più grande gruppo bancario del pianeta.

David Koch - Wikipedia



I Koch
David Hamilton Koch (Wichita, 3 maggio 1940 – Southampton, 23 agosto 2019) è stato un imprenditore e politico statunitense, proprietario insieme al fratello Charles Koch della Koch Industries fondata dal padre e, secondo Forbes, l’undicesimo uomo più ricco del mondo nell’aprile 2019 con un patrimonio di 50,5 miliardi di dollari.
L’azienda è attiva in molteplici settori, principalmente nella produzione di energia e nella raffinazione del petrolio, con sussidiarie impegnate in molteplici settori: chimica e raffinazione, fertilizzanti, fibre e polimeri, minerario, carta, tecnologie per il controllo dell’inquinamento, trading di materie prime, allevamento di bestiame. Koch possiede anche Invista, Georgia-Pacific, Flint Risorse Hill, Koch Pipeline, Koch Petroleum Group, Koch Fertilizer, Koch Engineering, Koch Minerals and Matador Ranching Company.
L’azienda venne fondata da Fred C. Koch nel 1940. Attualmente gli eredi di Fred C. Koch sono i principali proprietari della società (che non è quotata in nessuna borsa), in particolare i suoi due figli, Charles G. Koch e David H. Koch, il primo è il maggiore azionista (possiede circa il 40%), nonché capo del consiglio di amministrazione e amministratore delegato, il secondo è vice presidente esecutivo. Nel 2008 Forbes ha classificato le Koch Industries seconda più grande azienda privata negli Stati Uniti (dopo Cargill) con un fatturato annuo di circa 98 miliardi di dollari, in calo dal primo posto ottenuto nel 2006. Se nel 2013 Koch Industries fosse stata una public company, sarebbe stata al 17º posto nella classifica Fortune 500.
Fin dal 1989 la Koch Industries è stata accusata di tenere un comportamento estremamente scorretto nei confronti dell’ambiente, inquinando oltre ogni misura e aggirando i decreti emanati dal governo sulle restrizioni dell’inquinamento. In particolare nel corso degli anni novanta è stata chiamata in causa in più di 300 cause di inquinamento, venendo giudicata spesso colpevole.

The Bush dynasty - the modern Kennedys - BBC News



I Bush
Questa è una famiglia molto nota perché, tra i suoi membri, due sono stati presidenti degli Stati Uniti, uno vicepresidente, uno ha creato un polo televisivo e un altro è stato giudice della corte suprema.
George Herbert Walker Bush prima di candidarsi alla presidenza, ricoprì altre importanti posizioni politiche tra le file del Partito Repubblicano, fu membro della Camera dei rappresentanti e direttore della Central Intelligence Agency (CIA). È stato il più anziano ex presidente veterano della seconda guerra mondiale. Comunemente chiamato George H. W. Bush o George Bush Sr. o H. W., per distinguerlo dal figlio George W. Bush, anch’egli divenuto presidente dal 2001 al 2009, aveva un altro figlio attivo in politica, Jeb, governatore della Florida dal 1999 al 2007.
George Walker Bush ha iniziato la guerra in Afghanistan nel 2001 e la guerra in Iraq nel 2003, che fu controversa ai sensi del diritto internazionale. Come parte di una “guerra al terrorismo” completa, aveva anche limitato i diritti civili attraverso lo USA PATRIOT Act che sospende i principi di diritto nei procedimenti investigativi (vedi Baia di Guantanamo). In termini di una politica estera neoconservatrice, Bush ha identificato un “asse del male” di “stati canaglia”, contro il quale gli Stati Uniti, come potenza egemonica del mondo, dovrebbero diffondere il modello occidentale, economicamente e politicamente liberale, fino a un diritto militare di intervento (dottrina Bush). Bush ha aumentato significativamente la spesa militare e il deficit del governo.
La reputazione di Bush è diminuita dopo le grosse perdite in guerra, a seguito dell’uragano Katrina e della crisi finanziaria dal 2007 in poi.
Prima di diventare presidente, Bush è stato uomo d’affari e governatore del Texas dal 1995 al 2000. È fratello dell’ex governatore della Florida, Jeb Bush.
Alcuni studi accademici hanno posto la sua presidenza come una delle peggiori.

John Pierpont Morgan - Wikipedia



I Morgan
John Pierpont Morgan nel 1871 entra in società con Anthony Joseph Drexel e insieme fondano la Drexel, Morgan & Co., che, dopo la morte del socio, divenne la J.P. Morgan & Co, una delle più importanti banche del mondo.
In breve tempo divenne un vero e proprio “guru” di Wall Street. Fu l’artefice di grandi fusioni (come ad esempio quella che portò alla creazione della General Electric), e in più di un’occasione aiutò il governo statunitense a superare difficili crisi finanziarie.
Il giorno della sua morte, la borsa di New York chiuse per 2 ore in segno di rispetto. Al momento della successione nel 1916, il valore delle sue proprietà fu valutato complessivamente in circa 78 milioni di dollari dell’epoca, circa 25 milioni in meno di quanto si pensava allora. Si stimò che possedesse circa 30 milioni di dollari del tempo in attività e azioni bancarie, oltre a 18 milioni di dollari in titoli. Tali somme andavano, però, ridotte dei debiti contratti, approssimativamente per circa 10 milioni di dollari, e delle tasse sulla successione.
Secondo la classifica Condé Nast è il secondo miglior manager di tutti i tempi.
Secondo Forbes fu, in assoluto, il cinquantanovesimo uomo più ricco di tutti i tempi, con un patrimonio, rivalutato al 2008, che ammonterebbe a circa 40 miliardi di dollari.
Contribuì in maniera decisiva al finanziamento dell’industria siderurgica americana, oltre che all’ampliamento delle reti ferroviarie. Coinvolto in innumerevoli affari, dalla sottoscrizione dei bond messicani al finanziamento di progetti innovativi, al controllo di compagnie assicurative e mercantili. La sua inclinazione nel rilevare imprese in difficoltà per poi ristrutturarle e portarle alla redditività è nota come “morganizzazione”.
Nel 1912 il famoso affondamento del RMS Titanic, di proprietà della controllata White Star Line, procurò un disastro finanziario alla holding IMMC, finanziata dalla JP Morgan & Co..
La Banca fu poi oggetto, dopo la sua morte, di un ridimensionamento di attività grazie al Glass–Steagall Act, separando le sue gestioni di investment-banking nella Morgan Stanley.
I suoi critici, si sono affrettati a sottolineare come questi abbia manipolato il sistema finanziario americano a proprio vantaggio
Una volta fu chiamato a testimoniare dal membro del congresso Varzim Puja, incaricato d’indagare sui finanzieri d’élite sospettati di cospirazione per il controllo del settore bancario americano.
Il risultato di queste audizioni, produsse un nuovo sistema finanziario che oggi conosciamo con il nome di Banca Federale degli Stati Uniti.
La JP Morgan vive ancora sotto il nome di JPMorgan Chase & Co., dopo che, nel 2000, si è fusa con la Chase Manhattan Bank.

NPG x87788; (Keith) Rupert Murdoch - Portrait - National Portrait Gallery


I Murdoch
Questa famiglia ha raggiunto l’apice del potere attraverso i media australiani, in gran parte in loro possesso, prima di espandersi anche nel Regno Unito, gli Stati Uniti e poi in tutto il mondo.
Keith Rupert Murdoch è fondatore e proprietario di un vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, tra le maggiori del campo a livello mondiale: la News Corp. Forbes stima nel 2022 il suo patrimonio in 22 miliardi di USD: questo fa di lui il 31° uomo più ricco del mondo.
Alla morte del padre eredita il Melbourne Herald e l’Adelaide News. Nel 1969 torna in Gran Bretagna e compra News of the World e The Sun, pilastri della stampa tabloid. Nel 1976 amplia la sua attività verso gli Stati Uniti, acquistando il New York Post e il New York Magazine. Nel 1981 nuovamente in Gran Bretagna, compra The Times e Sunday Times. Nel 1985, già miliardario, prende la cittadinanza americana e compra gli studi della 20th Century Fox a Hollywood, la catena di tv Metromedia, Tv Guide e la casa editrice Harper Collins. Nel 1989 inizia la sua attività nei media satellitari con Sky Television, che l’anno dopo si fonde con la concorrente British Satellite Broadcasting, dando vita a BSkyB.
Il 20 luglio 2005 Murdoch è diventato proprietario della community online MySpace, che ha rivenduto nel giugno 2011 a Specific Media. Altro grosso acquisto nel 2007, quando rileva dalla famiglia Bancroft il gruppo Dow Jones e del Wall Street Journal, il quotidiano finanziario più noto e autorevole al mondo. L’espansione planetaria dell’attività imprenditoriale di Murdoch, come spesso accade per chi si occupa di media, coincide con l’instaurarsi di rapporti con la politica.
Nei primi anni 1990 appoggia i governi di Margaret Thatcher e John Major, pronto però a sostenere il laburista Tony Blair durante la crisi irachena, contrastando l’ostilità della BBC. Durante l’ultima campagna elettorale, appoggia David Cameron. A metà degli anni ottanta, dopo aver acquisito la cittadinanza statunitense, entra con forza nella scena mediatico-politica americana: fa nascere il network Fox. Nel frattempo amplia la sua influenza mediatica anche a Oriente: nel 1993 si assicura la quota di maggioranza dell’emittente satellitare Star Tv.
Nel luglio 2011 il magnate e i suoi giornalisti vengono travolti dallo scandalo delle intercettazioni. Il News of the World, il giornale domenicale da 3 milioni di copie, chiude perché con il consenso del vice-direttore, Andrew Coulson, i giornalisti praticavano intercettazioni telefoniche su attori, calciatori, reali, vip della politica e dello spettacolo, per offrire notizie fresche ai loro lettori.

Quelli che guadagnano 4 milioni di dollari all'ora: le 25 famiglie più  ricche del mondo (c'è anche Ferrero) - Corriere.it


I Walton
La famiglia Walton, al pari di altre dinastie come la famiglia Rockefeller, è una delle famiglie più ricche del mondo, i suoi attuali membri controllano la catena di supermercati Walmart, leader mondiale nel settore della grande distribuzione.
I membri della famiglia controllano circa il 39% della proprietà dell’azienda, e fino al 2001 Forbes li inseriva regolarmente nella classifica dei 10 uomini più ricchi del mondo.
Dal 2001 i Walton hanno perso delle posizioni, salvo tornare in auge negli ultimi anni.
Nel 2019 sono la famiglia più ricca del mondo, con un patrimonio stimato in circa 190 miliardi di dollari, secondo Bloomberg.
Nel 1983 nasce la catena di negozi Sam’s Club, un successo imprenditoriale che ai giorni nostri vanta un mercato da 500 miliardi di dollari.
Questo è il reddito più alto al mondo per un negozio al dettaglio.
In termini di potere offrono sostegno sia ai repubblicani che ai democratici.
Infatti, gli anziani della famiglia come Jim Walton, sono repubblicani, non a caso hanno fondato un gruppo a sostegno di Trump, mentre altri membri della famiglia, Christy Walton ad esempio, preferiscono inviare le loro donazioni nella direzione opposta.

Mars Barretta Di Cioccolato - Fotografie stock e altre immagini di Mars -  Marchio depositato - iStock



I Mars
La famiglia dei famosissimi snack a base di cioccolato venduti in tutto il mondo: Bounty, M&M’s, Snickers, Mars.
Quest’ultimo deve il nome al cognome nome della famiglia stessa, che opera anche nel settore della produzione di mangimi destinati a cani e gatti.


Perché questo elenco?
Perché, secondo un rapporto economico che viene pubblicato da Oxfam (una confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo), l’1% della popolazione mondiale possiede il 99% delle ricchezze totali del pianeta (In Italia il 5 per cento più ricco della popolazione ha un patrimonio pari a quello del 90 più povero).
Uomini, donne, famiglie, che hanno percorso la storia del pianeta.
Sono poche decine: si conoscono e spesso collaborano tra loro.
Hanno il pieno controllo dell’alta finanza, della politica ai massimi livelli, ma anche il controllo delle materie prime, delle case farmaceutiche, dell’informazione (cartacea, digitale e social), fino alle università, alla moda e ai dolciumi.
Matrimoni d’amore e di interesse le legano, spesso, l’una all’altra.
Hanno accumulato, per secoli, enormi ricchezze, a volte usando la legge, magari da loro stessi promossa, o eludendola quando era necessario. A volte infrangendole. Non è raro trovare all’interno delle loro biografie, omicidi o suicidi misteriosi e non pochi scandali.
Se controllate i consigli di amministrazione delle più grandi società e industrie, in ogni campo e del mondo, troverete i nomi di queste famiglie, o dei loro rampolli, o i rappresentanti legali delle loro società, offshore naturalmente.
Ho voluto usare Wikipedia (mainstream a tutti gli effetti) per tutte le mie fonti proprio per evitare che il mio scritto venisse inserito nella cosiddetta “teoria del complotto” ed evidenziare, invece, che di teoria in effetti non c’é traccia.




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