Habemus Papam speciale: “Triello Papale”

<Siamo in diretta? Grazie a Dio…

Benvenuti fedeli e credenti ad Habemus Papam speciale: #TrielloPapale: il vostro quotidiano sollazzo in esclusiva sul social che l’onnipotente N concede a noi miseri peccatori quale veicolo di fede e intrattenimento di qualità; oggi ci aspetta una puntata eccezionale, macché dico, divina: avremo infatti un confronto rigorosamente limitato e circoscritto a non più di cento parole ad intervento, tra tre, e dico TRE, vicari di Cristo! Mi raccomando, spolliciate a più non posso e non scordatevi di acquistare lo straordinario merchandising che vi linko in descrizione, perché sapete, la fede ristora l’anima ma i danari ristorano tutto il resto! Bando alle ciance dunque, ecco a voi il primo ospite:

Pio XIII

Habemus Papam in nomine Pio XIII!

Bene Eccellenza, come lei Sa può ora illustrare il senso del suo Pontificato che Vorrebbe passasse ai fedeli a casa, nell’anno Nomini 2020.

…sentite cosa sto dicendo? Riuscite a capire il senso di ciò che ora vi voglio comunicare? No, non riuscite ad ascoltarmi, perché non riuscite a convivere con il Silenzio, il silenzio, dice il Vangelo, che genera l’introspezione e pone l’individuo alla ricerca delle proprie mancanze. Ma VOI non riuscite a tacere, e non potete comprendere l’atto conservativo del tacere e anzi, parlate, urlate e bramate parole e ancora parole poiché in voi manca la fede. Non credete più perché non riuscite a sentire il Divino se Egli non si palesa con il verbo; la Chiesa e il Suo Vicario devono condurre le pecorelle smarrite, insegnando loro che è l’assenza che genera la fede…Io non mi mostrerò a voi e la Chiesa si ritirerà a monte fintantoché ogni fedele non richiederà la Nostra presenza. Sarete voi a dovervi scomodare, a cercare il Cristo e noi ripagheremo i vostri sforzi con l’assenza e il silenzio che poi dovrete coltivare, se vorrete far parte della Chiesa. La Casa del Signore è preclusa a tutti coloro che non sanno trovare il sentiero per raggiungerla…

PIO XIII

Pio XIII ha espresso chiaramente ciò che intende rappresentare con il Suo pontificato; tuttavia, secondo gli ultimi sviluppi dei nostri chierici in cerca di scoop, il Nostro Pio XIII nasconde, celata dalla sofferenza di essere stato abbandonato dai genitori, una profonda titubanza riguardo la religione. Vorrebbe riflettere l’assenza dei suoi genitori nei suoi confronti assentandosi egli stesso dalla vita dei fedeli, un tentativo di assenza affettiva filiale provata e che ora può far provare in veste di vicario del Padre ai suoi figli; potrebbe sembrare una ripicca, mentre invece vorrebbe che nell’assenza si ritrovasse l’amore come sommo e inalienabile bene spirituale. Ecco, il silenzio, un placido nascondiglio lontano dalle luci e dalla fame, assentarsi ed estraniarsi dalla modernità celandosi agli occhi di chi vede soltanto con essi. Quale rimedio migliore rispetto al chiasso e alla sovravisibilità odierna?

Ma ecco il nostro secondo Vicario alla parola.

Francesco II

Habemus Papam in nomine Francesco II

“Cari confratelli è con amore e più alti sentimenti che Io mi presento a voi, non come Vicario di Cristo ma come suo umile servitore; la differenza che intercorre tra me e voi è solo la condizione che mi porta a farmi verbo di Cristo, e guardarvi benevolmente come ci si guarda tra fratelli e parlarvi dolcemente come ci si parla tra figli e genitori per portare la serenità di una giusta vita condotta ai principi Cristiani, e per questo che mi spoglio dei miei averi e invito i miei fratelli vescovi a fare altrettanto; una vita casta e pura, povera materialmente ma ricca spiritualmente è ciò che la Chiesa dovrebbe proporre, una Chiesa che non è punto di arrivo bensì ritrovo della carità Cristiana. La Chiesa si spoglia del lusso e dello sfarzo, per accogliere chiunque voglia entrarvi vestito di tela”

FRANCESCO II

Parole convincenti che tracciano un parallelo con il Santo di Assisi; tuttavia papa Francesco dimentica di dirvi che sfrutta il ruolo di confessore vaticano che ricopriva prima del pontificato per minacciare chiunque tenti di sottrarsi allo spoglio degli averi; egli minaccia e vuole distruggere la Chiesa facendosi Anticristo, pronto a divorarla dall’interno ricorrendo all’imperio di un monarca assoluto in odore di santità. I suoi sermoni trasfigurano ogni trascendenza per divenire appelli al popolo, Egli somministra soluzioni politiche a problemi divini, nella sua apparenza di agnello nasconde un famelico lupo bramoso di Santità, idolatra luciferino nascosto da abiti telari.

L’ultimo partecipante si palesa finalmente, anche se in ritardo, d’altronde gli ultimi saranno i primi e il nostro Vicario vive risolutamente oltre il tempo scandito dall’orologio; estremamente difficile ci è risultato convincerlo a partecipare al Triello Papale, ma ora è il suo momento

Giovanni Paolo III

“Molti dubbi ho avuto quando si è trattato di assumermi il peso del pontificato, la mia natura di fragile porcellana si ha incrinato più di una volta la volontà di succedere al soglio di Pietro; l’amore genitoriale mi è mancato per tutta la vita, e la rivalsa su questo affetto negatomi dalla fredda crudeltà umana mi ha portato a divenire Pontefice. Ma io non posso costruire ponti, poiché la mancanza di fondamenta li farebbe crollare sotto il peso della mia fragilità. È la mia condizione umana, umilmente debole, che non mi permette di resistere sotto il peso di queste responsabilità…ho peccato, e molto, ma ora che mi sento perdonato vorrei soltanto poter farmi da parte e dimenticare dalle vostre menti la mia vita, così da poter esistere per la prima volta…la Chiesa è ciò che dona la possibilità di ricominciare, defilando dalle esigenze. E io vorrei potermi defilare raggiungendo un senso più alto, capace di rendere la mia esistenza non un vano sfarzo estatico ma una scintilla da perdersi nel Tutto Divino”

GIOVANNI PAOLO III

Con queste parole papa Giovanni Paolo III getta sotto ai riflettori una vita scapestrata, priva di motvazioni altre dalle semplici imposizioni familiari; un’esistenza condotta per appagare vite altrui, ma che nel segreto della sua maschera mostrata in pubblico si è scatenata nella torbida immoralità che forse immeritatamente lo ha portato a divenire papa. Ciononostante quella stessa vita a due facce è anche la prova che la sua umiltà e le sue insicurezze lo rendono degno di incarnare le vertigini e il segreto, nel Verbo del Cristo

Eccoci giunti al termine – Fedeli e Credenti – di questo straordinario Triello Papale; ora spetta al vostro voto determinare il vincitore di questo confronto e, di conseguenza, lanciare la prossima tendenza esistenziale, mi raccomando, da voi dipenderà l’elezione del modello di vita che dovrete perseguire…il prossimo influencer verrà dettato unicamente dalla vostra fede! (e dal vostro piano tariffario!) A domani!>

<GRATT GRATT>

Il Vostro MKDIESIS ha immaginato qualcosa di parecchio strano, dovete ammetterlo; un talk show social dove all’interno di un confronto, denominato Triello Papale, tre pontefici si ritrovano a presentare le loro convinzioni per accapararsi qualche like, cosa che permetterebbe loro di fare tendenza e diventare influencer, carica che un domani non sarà inferiore nemmeno alla voce della Cristianità.

Il mestiere (perché questo è, ormai) del influencer pone degli individui sovraesposti mediaticamente con il tramite della nuova TV, a dettar tendenze, modi e stili di vita. Questa mediaticita’ costringe qualsiasi istituzione ad adattarvisi, pena l’esclusione di quell’istituzione dalla società; perfino il Sacro, o presunto tale, deve adattarsi a tutto questo e di rimando la Chiesa, che rappresenta la massima guida religiosa organizzata in occidente, dovrà farlo, e in parte lo sta già facendo.

<PFIU’ PFIU’>

Ciò che mi ha portato a generare la distopia di qualche paragrafo sopra è stata la visione di una straordinaria serie tv in due atti, totalmente Italiana – e andiamone fieri, che la qualità da noi abbonda, anche se sottotraccia – diretta e sceneggiata da Paolo Sorrentino e interpretata da grandissimi attori: la storia che narra si divide in The Young Pope e in The New Pope, due serie simbiotiche tra loro, pur diverse nell’approccio. Il mio compito oggi è quello di portare alla vostra attenzione questo assoluto capolavoro che riesce a risultare modernissimo per come intende la società attuale, e intimamente retrò per come tratta i fatti e delinea i personaggi.

<CHE BOMBA!>

I dialoghi e le intricate cause che comporteranno l’elezione di tre distinti Papa, così diversi per come intendono la religione, e le conseguenti loro reazioni di fronte agli avvenimenti che succederanno. Dosi massicce di ironia, di spettacolarizzazione anche del Sacro come logico che sia nella nostra società moderna che vive di spettacolo, rendono questa serie unica.

<…> VOLETE STACCARGLI IL MICROFONO? SI SENTE TUTTO!

Ma non voglio dilungarmi eccessivamente nella spiegazione di ciò cui andrete incontro se vorrete seguire il mio consiglio: quello che più colpisce è la ricchezza di argomentazioni e riflessioni che il Pope di Sorrentino è capace di generare in chi si avvicina alla serie, e credetemi se vi dico che in verità quello che avete letto fin qui non è che una minima parte di quello che questo abile cineasta è stato in grado di far fiorire dalla mia mente, e sono sicuro sarà in grado di farlo anche con voi altri mozzi. Assistiamo al miracolo di vedere il Cinema farsi episodico, passando sul piccolo schermo ma mantenendo ugualmente inalterata la sua carica sognante.

Non mi interessa se siete atei, cristiani, musulmani o pastafariani…voi DOVETE guardare questa serie. Questa non è questione di religione, ma di fede, miei cari mozzi. Abbiate fede in MKDIESIS e troverete le risposte che cercate

<Ho sp nto il micro ono, ero?


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