HEIL POLITICAMENTE CORRETTO – quando si affronta la “dittatura” con la dittatura

Di Capitan Vintage

Tempi avversi creano uomini forti, uomini forti creano tempi tranquilli, tempi tranquilli creano uomini deboli… E uomini deboli creano tempi avversi.

Ed è con questa piccola metafora che possiamo comprendere appieno l’intera storia dell’umanità, destinata a forgiare grandi nazioni e popoli, indebolirle ed inevitabilmente distruggerle, per poi ricominciare da capo in questo vortice che solo i secoli dell’antica Roma sanno spiegarci. E voi vi chiederete il perché di questa pomposa affermazione, ma la risposta è semplice: noi ci ritroviamo perfettamente nel momento in cui uomini deboli stanno già creando tempi avversi, sputando veleno a destra e a manca ed estremizzando sulle cose più inutili.

Non c’è bisogno di entrare nell’ambito politico, anche perché il nostro progetto editoriale non vuole nemmeno avvicinarsi in quel contesto. Ma basta guardare anche il mondo dello spettacolo, videoludico, letterario e compagnia bella per vedere questa rabbia inutile e cancerogena che sta letteralmente mettendo in difficoltà molti creatori dei più svariati generi ludici e dell’intrattenimento. Questa voglia di imporre un’idea a suon di urla o di minacciare persone gratuitamente ben nascosti dallo schermo di un dispositivo elettronico.

Se avete già letto il nostro ultimo articolo sulle critiche insensate nei confronti del nuovo videogioco The Last Of Us 2 ( https://godsavethevintage.com/lodio-incoerente-verso-the-last-of-us-2-quando-la-lingua-parla-dietro-ad-uno-schermo/?preview_id=2248&preview_nonce=f90dfd7554&preview=true&_thumbnail_id=2260 ) avrete già constatato quanto dei semplici avvenimenti di un qualsiasi racconto possano far scuotere l’orda di esseri ignoranti che non riescono a distinguere una storia fittizzia da una reale, sentendosi quindi in dovere di minacciare, anche di morte, un’attrice che ha solo impersonato un personaggio cattivo. E se vogliamo rimanere ancora un attimo sul contesto videoludico, basti pensare a Red Dead Redemption 2, dove uno dei cattivoni per eccellenza ( Colm O’Driscol) ha turbato così tanto questi “campioni” da farli scomodare a cercare su facebook una persona con il suo stesso nome per poter sfogare la loro insensata rabbia repressa. Scontato dire che questo O’Driscol non c’entrava nemmeno lontanamente con la realizzazione del videogame.

Esempi come questi appena citati, che svariano in tutte le arti e che sono all’ordine del giorno, sono pur sempre la dimostrazione che ci sia un problema da debellare per via dei problemi che causano e che gli stessi responsabili non si rendono nemmeno conto di causare ( per farla breve, circa 200 ragazzi si sono tolti la vita in Italia solo nel 2019 per cause inerenti al bullismo ed al cyberbullismo). Ma oltre a questa tipologia di odio gratuito, quali altri esempi da trattare?

In questi giorni in cui stavo racimolando eventi riguardanti la voglia assurda di vedere in ogni cosa un secondo fine di razzista o sessista, la mia compagna vinteggiosa mi ha mostrato quello che si può definire l’esempio più lampante per spiegare questi finti politicamente corretti: nei vari social potete trovare la nota Strega salamander, web star che tratta argomenti generici come recensioni di vestiti, box, trucchi e vita quotidiana. Nulla di cui ci si possa lamentare (anche se non è il mio genere, ma è solo un mio pacifico parere personale), ma a quanto pare per qualcuno ha superato il limite. Pochi giorni fa ha pubblicato su instagram una foto in cui indossava una parrucca con delle treccioline afro, e questo è bastato per dei geni a convincersi nell’insultarla tramite messaggi privati e stories, accusandola di razzismo poiché, dio mio, tale scelta stilistica equivale a discriminare un uso e costume delle popolazioni nere. Ora, prima che mi venga voglia di utilizzare la nostra nave per speronare certi personaggi, chiariamo una cosa: indossare treccioline, guardare film come via col vento e chi più ne ha più ne metta non equivale ad esprimere un pensiero razzista, anche perché, come ha spiegato la suddetta web star, portare questo tipo di acconciatura sarebbe più come un’apprezzamento nei confronti di quella cultura che il contrario. Ma neanche si riesce a spiegarlo che ecco orde di repressi portatori di giustizia che tentano di sopprimere un pensiero altrui e facendolo passare per un qualcosa di malvagio e ripugnante. E difatti, come dice il nome del suddetto articolo, si cerca di annientare questa fantomatica dittatura, fatta di persone che vogliono esprimere un pensiero nemmeno violento o razziale o sessista, con la dittatura.

Dopo queste righe quindi cosa dovrei fare? Dovrei mettere diecimila mani davanti per timore di essere falciato da centinaia di fantomatici paladini della giustizia? Semplicemente, finché il mio pensiero non dimostra un evidente odio contro etnie o gusti sessuali, non posso e non voglio essere censurato per una mia idea o per un mio gusto personale. Volete rendere questo mondo un posto migliore? Bene, combattete contro ideologie razziste vere e proprie, difendete i diritti sia di uomini che di donne senza andare ad accusare qualsiasi cosa di patriarcalismo (come del resto è stato fatto recentemente contro il personaggio di Gandlaf del signore degli anelli…che vi ha fatto il povero Gandalf) e soprattutto INFORMATEVI: un movimento di pensiero, se avviato di pancia e senza un minimo di conoscenza dell’accaduto, può causare ancora più problemi del carnefice.

Per concludere, mi riferisco ai pochi che hanno voluto leggere tutto il contenuto dello scritto ed hanno ragionato anziché tempestarci d’insulti sui nostri vari social. Non abbiate paura di dare un vostro parere e ragionate sulle sagge parole di Bernardino Da Siena (1380-1444): è gran differenza dal pensare allo intendere, e molti pochi sono quelli che possono sentire [..] Dico egli è gran differenza la cosa fuori della cosa, e il sentire la cosa nella cosa, e il sentire la cosa in sé.

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