Il generale Gudin torna in patria (dopo 200 anni)

A Parigi è ritornata la salma di un valoroso ufficiale dell’esercito, onorato con i più importanti riti militari della repubblica francese. Ma il corpo in questione non è di un nostro contemporaneo morto in qualche missione di pace all’estero: stiamo parlando del generale Charles-Ètienne Gudin De La Sabblonière, l’ufficiale prediletto dallo stesso Napoleone I che morì nella lontana Russia durante la campagna del 1812. Ecco il riepilogo di questa interessante scoperta e della sua riverenza finale.

Il pupillo di Napoleone

File:Le général Gudin en campagne.jpg - Wikimedia Commons

Gudin nacque a Montargis il 13 febbraio 1768 da una famiglia aristocratica. Addestrato alla carriera militare fin dagli studi presso la scuola militare di Brienne, nel 1782 entrò a far parte della guardia del re, prestando servizio anche a Santo Domingo con il grado di tenente.

Con lo scoppio della rivoluzione francese operò come generale di brigata e detenne un comando nel 1799 durante la campagna di Svizzera. Dimostrando sempre un ottima capacità nel comando, con l’arrivo del periodo napoleonico Goudin si fece ben presto notare dal futuro imperatore di Francia, in particolar modo in battaglie come quella di Jena in cui, al comando della terza divisione del terzo corpo della grande armata che in questo specifico scontro si dovette scontrare con il grosso dell’esercito avversario, causando il 40% delle perdite tra morti e feriti -e dove tra l’altro anche lo stesso Goudin rimase ferito -.

Era uno tra gli ufficiali più illustri dell’Armata, stimato tanto per le qualità morali quanto per il coraggio e per l’audacia.

Napoleone Bonaparte
À Valoutina-Gora, la mort d'un des plus valeureux généraux de Napoléon - Le  Point

Con l’avvio della ben famosa campagna di Russia del 1812, la grande armata si ritrovò a fronteggiare l’esercito dello zar nella battaglia di Valutino del 19 agosto 1812, ritrovandosi immischiati in una cruenta battaglia che portò non solo ad una vittoria non decisa per i francesi, ma anche alla perdita di molti uomini di entrambi gli schieramenti. E tra i morti della parte napoleonica troviamo lo stesso generale Gudin, ferito gravemente da una palla di cannone che gli maciullò la gamba. I medici francesi dovettero amputargli ciò che rimaneva della gamba per tentare di salvarlo, ma dopo tre giorni d’agonia la gangrena ebbe il sopravvento, causando l’inevitabile morte – si dice che spirò tra le braccia dell’imperatore piangente -. Vista l’impossibilità di trasportare il corpo in patria si decise di estrarre il suo cuore per riportarlo a casa, organo che si trova tutt’ora custodito presso il cimitero del Père-Lachaise dal 1822.

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Il ritrovamento

EXCLUSIF. Napoléon : le général Gudin identifié par des analyses ADN - Le  Point

Con l’ausilio di un team di archeologi franco-russo, finanziato dallo storico Pierre Malinovsky e approvato dallo stesso presidente russo Vladimir Putin, nel 2019 uno scavo effettuato sotto le fondamenta di una pista da ballo abbandonata fece riaffiorare una bara di legno contenente uno scheletro sprovvisto di una gamba. Vista la curiosa coincidenza si è deciso di confrontare il DNA con quello della madre, del figlio e del fratello del deceduto (quest’ultimo, Pierre Cesar Gudin, fu anche lui generale durante le guerre napoleoniche, partecipando persino a Waterloo), riesumati per attuare i dovuti prelievi di campione.

La ricerca ha infine collegato il DNA dello scheletro con quello dei suoi parenti, arrivando alla conferma che il corpo in questione fosse proprio quello di Charles Gudin. Con il sostegno del governo russo, ben lieto a quanto detto dallo stesso Putin di collaborare il prima possibile per le operazioni di rientro della salma, si è arrivati infine allo scorso 13 luglio con l’arrivo presso l’aeroporto militare di Parigi della bara, avvolta dalla bandiera francese e salutata da rievocatori storici e dai corazzieri della repubblica, ponendogli di fatto tutti gli onori del governo francese.

Nessuna descrizione disponibile.

Il 2 dicembre 2021 si arriverà infine all’inumazione ufficiale del feretro presso il duomo Des Invalides, concludendo infine il viaggio di un coraggioso generale che perì a 44 anni, attendendo circa duecento anni per poter ritornare in patria, nell’anno del bicentenario della morte di quell’imperatore che lo pianse in quella fatidica battaglia del 19 agosto 1812.

France pays tribute to Napoleonic General Gudin, more than 200 years after  his death in Russia - RT en français

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