Il vittoriale degli italiani

Di Marco Zumbo

Dopo il recente anniversario della nascita di Gabriele D’Annunzio (156 anni ne avrebbe compiuti il vate) God Save the Vintage ha deciso di dedicare tutta la settimana all’immagine del poeta, del patriota, del battagliero D’Annunzio. E come non iniziare la settimana se non con il dono che fece agli italiani sulle sponde del Garda: il Vittoriale.

Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri… Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno

Gabriele D’Annunzio

E con queste parole si può scoprire che nemmeno lui sapeva che quel luogo così singolare sarebbe divenuta la sua ultima dimora, un esilio tra i viali fantasiosi ed una tomba alla pari di un grande personaggio qual’era che, come direbbe il nostro collaboratore Mikael, nemmeno i suoi più acerrimi nemici riescono a cancellare.

Tale villa, appartenuta ad un certo dottor Thode, oramai passato a miglior vita al momento dell’acquisto, si affaccia sulla costa bresciana del lago di Garda e nel 1921, ancora in uno stato grezzo, riuscì a far innamorare l’uomo che aveva concluso da poco la sua esperienza fiumana. Seppur inizialmente doveva essere, come già accennato, un momentaneo soggiorno, ben presto la mente del vate iniziò a progettare quel luogo già di per sé incantevole in una vera e propria opera d’arte, fatta di poesia, esperienza personale e per giunta patriottismo.

Vittoriale degli Italiani, la poesia si è fatta casa | Bresciaoggi

Per raggiungere tale scopo non poté fare altro che ingaggiare come architetto Giancarlo Maroni, uomo che condivideva con il vate l’esperienza bellica del primo conflitto mondiale e fautore della gran parte dei restauri post-guerra di Riva del Garda. L’ottima intraprendenza di tale architetto poté quindi dare il via a quella dimostrazione di “vita inimitabile” e di rispetto nei confronti dei veterani italiani di guerra che navigava nella mente di D’Annunzio, pronto a farla divenire la sua casa anche dopo la morte. Un opera che cancellerà l’aria “tedescofila” della proprietà in favore di una più italiana, mediterranea.

MAG - Museo Alto Garda
D’Annunzio e Maroni
Il Vittoriale degli Italiani | Cosa vedere a Brescia

I lavori iniziarono nel 21, creando incredibili saloni, un anfiteatro (terminato però ufficialmente solo nel 2020), viali e persino una nave incagliata, la R.n. Puglia, quest’ultima presente durante le prime fasi delicate delle liti territoriali tra italiani e serbo-croati e puntata simbolicamente verso l’Adriatico. Persino il museo posto all’interno della tenuta, completato dopo la morte di D’Annunzio, mostra le sue grandi gesta, come il leggendario SVA, aereo con il quale sorvolò Vienna per lanciare volantini pro-italiani sulla capitale Austro-Ungarica.

Il Vittoriale degli Italiani di Gabriele D'Annunzio a Gardone Riviera

E tra la prioria e la nave Puglia, tra il museo D’annunziano e lo schifamondo (allestito come se fosse un transatlantico Art Decò), il vittoriale degli italiani si conclude con l’artistica ed eroica tomba dello stesso D’Annunzio, sollevato in alto come per dargli la possibilità ancora di vedere con una prospettiva migliore il lago che tanto lo fece innamorare, circondato dalle tombe di alcuni suoi fedelissimi che lo seguirono in grandi imprese come quella fiumana, personaggi come Guido Keller, Giuseppe Piffer e lo stesso architetto Maroni. Un luogo di sepoltura poetico, opera che ancora oggi riesce a rendere la fine del Vate una vera poesia, un racconto che nonostante tutto, ancora oggi meraviglia e stupisce: anzi, pare quella tanto agognata vita inimitabile.


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