L’altra notte, che non riuscivo a prendere sonno e con il cervello che lavorava a ritmo serrato per trovare soluzioni ai miei problemi, mi sono ritrovato a chattare con una cara amica avente più o meno i miei stessi problemi. Ci siamo messi a discutere della Matrix, del controllo che essa ha su ognuno di noi e della paura che ci incute.

Leggo sempre più spesso commenti negativi alle varie notizie di giornata che giungono dal mondo e dall’Italia.
Un diffuso malcontento e pessimismo, condito con molta arrendevolezza e un substrato di attesa per il meteorite che non si palesa.
Discutendo tra noi, entrambi abbiamo notato che tutte quelle belle iniziative nate qualche anno fa, in piena pandeminkia, proprio a manifestare il dissenso di alcuni contro le decisioni liberticide del governo, sono state pressoché azzerate.
Eppure, da allora, il numero di persone che hanno preso coscienza della Matrix in corso è notevolmente aumentato.
È come se, oltre alla consapevolezza raggiunta riguardo al piano ordito dalle élite, si fosse aggiunta un’altra consapevolezza, questa volta negativa, riguardo al fatto che sia inutile combattere.
Sembra che il susseguirsi di eventi negativi, quali guerre, aumento bollette, costo della vita, lavoro, eccetera, abbiano raggiunto il loro scopo e fiaccato la tempra dei guerrieri che furono.
Invece di mettere a frutto l’esperienza vissuta per difendere una verità acclarata, che ci ha fatto superare prove indicibili (per alcuni, la perdita del proprio posto di lavoro, ad esempio) contro tutto e tutti (in molti abbiamo subito l’allontanamento da parte di parenti e amici), i guerrieri di allora pare abbiano deposto le armi.
Perché?
Proprio ora che le loro gesta hanno avuto un discreto riconoscimento e hanno conseguito l’importante successo di aver risvegliato un discreto numero di dormienti.
Non erano guerrieri di terracotta coloro che sfidavano i lockdown, o che giravano senza maschere sul viso, quelli che aprivano i loro locali contro i Dpcm e che sfidavano le forze dell’ordine in lunghe corse sulla sabbia.
Erano anonimi eroi e liberi pensatori che si sono eretti a barriera contro un sistema che li voleva silenti schiavi obbedienti.
Quindi, cosa è successo?
A mio parere è una semplice questione di ego personale.
L’orgoglio, ne ha rovinati più lui che il petrolio.
Ricordate?
Era il ritornello di una canzone scritta da un tizio che ai tempi si faceva di tutto (droga, alcolici e veleni vari), ma si dimostrava più lucido di oggi, vecchio rimbambito piegato a novanta gradi davanti al sistema.

Prima di tutto è successo che, finita spinta iniziale, data dall’adrenalina che faceva gonfiare il petto a molti, e ritornati al solito tran tran quotidiano, la maggioranza si è afflosciata come tanti sacchi vuoti.
Questo perché in molti non avevano capito, e non lo hanno capito ancora oggi, che la consapevolezza verso la Matrix è nulla senza una consapevolezza di sé.
“La libertà non si negozia”, ricordate?
Era uno dei motti che accompagnavano le molti manifestazioni di allora.
Sottintendeva il fatto che la libertà appartiene a ciascuno di noi fin dalla nascita e non poteva essere concessa da nessuno. La libertà si usa, e basta. Era un forte richiamo ad una crescita personale non solo sociale, ma anche da un punto di vista spirituale.
In quella chat con la mia cara amica, eravamo ambedue concordi nell’esprimere rabbia e frustrazione per essere stati costretti troppo a lungo a partecipare a un sistema che disprezziamo con tutte le nostre forze. Un sistema fatto per rispettare leggi e regolamenti che confermano vividamente ciò che siamo: schiavi.
Lo siamo sempre stati, anche prima della pandeminkia, ma che proprio quel periodo ha evidenziato in modo incontrovertibile.
Purtroppo, oggi, molti di noi, me compreso, hanno dovuto venire a compromessi per poter sopravvivere, per non provocare altre dolorose spaccature familiari.
Quante volte ho pensato di scappare via dalla Matrix, ma ovunque fossi fuggito questa mi avrebbe raggiunto.
Quelle splendide iniziative, che potevano essere un’ancora di salvataggio, si sono frantumate contro gli scogli del quotidiano.
I loro ideatori hanno pensato bene di curare l’orticello, ognuno il suo, che era fiorito causa l’emergenza, e non hanno pensato al bene collettivo. Su di loro la Matrix ha funzionato molto bene.
“Divide et impera” è il motto delle élite da tempo immemore.
Per farvi un esempio, dovete sapere che, nel nostro Paese, ci sono almeno una decina di sistemi monetari alternativi a quello ufficiale, che potrebbero benissimo sostenere attività commerciali e singoli cittadini, ma che, per l’egoismo di alcuni, non si riescono a unire in un unico grande sistema.
Quindi c’è quello che funziona meglio, quello peggio, quello al nord, quello al sud e quello per le isole. Quello che è un circolo privato, quello che devi pagare in euro per entrare, quello che….
Ne ho scritto e parlato numerose volte.
provate ad immaginare cosa potrebbe succedere se, collaborando fra loro, riunissero qualche centinaio di migliaia di persone, e se queste, al di fuori della grande distribuzione, usassero tale moneta alternativa per acquistare beni e servizi e lasciassero quella ufficiale per i conti dello stato. Queste centinaia di migliaia di persone avrebbero quasi il doppio delle entrate attuali e i negozianti userebbero l’Euro solo per pagare le tasse.
Invece, continuano a giocare a “il mio è più grosso e più bello del tuo” e non concludono praticamente nulla al di fuori del loro orticello.
Forse un giorno, magari a causa di un’altra emergenza, come se non ce ne fossero già abbastanza, qualcuno rinsavirà.
Spero solo che non sia troppo tardi.
Ad Ottobre 2025 arriverà l’Euro digitale, che spazzerà via quel che resta del nostro paese e delle nostre vite.
Possiamo sconfiggere tutto questo solo dicendo tutti insieme, uniti, un grande NO a tutto ciò che ci propongono in nome del tanto decantato globalismo.
È davvero così difficile?

Ma non è solo l’aspetto “materiale” a essere importante.
L’aspetto “spirituale” lo è ancora di più.
Sul discorso che quella che stiamo combattendo sia una guerra anche spirituale, credo di trovare tutti d’accordo.
Sul fatto che molti non si stiano attrezzando a farlo, io invece vedo molte defezioni.
Quando si vanno a toccare tasti quali le libertà personali, di pensiero e di parola, non si tratta più di uno scontro solo materiale.
Veniamo colpiti nell’intimo, fino a incidere l’anima di ogni persona umana, che nasce con quella libertà. La libertà, non è una cosa successiva alla nascita, che ci viene gentilmente concessa da qualcuno in una fase successiva. Ogni uomo che nasce su questa terra, nasce libero. Questa è una condizione innata nell’uomo.
Come sappiamo fin troppo bene, il mondo è catturato da una forza malvagia che desidera solo diffondere paura e miseria, e continua a “scuotere il barattolo” per tenerci nella confusione, nel conflitto e nel caos. Quando si rimane inconsapevoli di questa verità, diventa ancora più difficile continuare a giocare.
La verità e che la Matrix ci vuole schiavi. Lo siamo inconsapevolmente da sempre perché, o non vediamo la verità o la respingiamo.
Se non ci si rende conto che stiamo vivendo una situazione simile a quella degli schiavi americani che, per più di un secolo (dalla fine del 1700 alla fine del 1800) raccolsero cotone nelle piantagioni dei ricchi coloni, tutto questo non passerà.
Cos’abbiamo oggi di diverso da quegli sventurati di allora?
Abbiamo di che sopravvivere, come quei sventurati di allora: un contratto che ci permette un pasto al giorno (a volte due), un mezzo di trasporto.(il più delle volte obsoleto e a debito), un tetto sulla testa (finché ci viene permesso di averlo), qualche abito di ricambio (fino ad usura), e il resto in tasse (che sono le catene che molti non riescono a vedere, e che ci legano alla Matrix). Secondo le statistiche del 2022, circa il 63% degli italiani vive in queste condizioni, e oggi saranno molti di più.
Questa è la verità, questa la realtà dei fatti.

Come vi dicevo, l’altra notte si parlava con questa mia amica di questi valori persi, e lei mi ha fatto notare che ce n’é uno, di cui non si parla mai, ma che non è meno importante degli altri, e questo valore è: la verità.
La verità è sparita dai radar da decenni – mi dice, – se non da secoli, eppure nessuno se n’é accorto. E senza di essa, muore tutto il mondo che conosciamo, non solo i valori. Senza verità non c’é l’uomo, e neanche la donna, e infatti vediamo cosa sta succedendo con il moltiplicarsi all’infinito dei generi. Senza verità, come diceva Giovanni Paolo II, non avremmo la Pace, che ha bisogno, appunto, di verità, giustizia, amore e libertà per esistere. Ma la verità è qualcosa di astratto. Non esiste una verità assoluta; la verità ha sempre due facce come quelle di una medaglia, e non è per tutti.
Prima bisogna raggiungere la piena conoscenza di sé e degli elementi che ci circondano.
Io l’ho spesso figurata, la consapevolezza, come fosse un grande puzzle già composto, ma le cui tessere sono da sostituire in modo da raggiungere una visione diversa, più completa e nitida, di ciò che il puzzle stesso propone.
Nel momento stesso in cui ci si accorge che le tessere del puzzle, che compongono l’immagine che stiamo guardando, sono errate e da sostituire, avviene una prima presa di coscienza, necessaria a ricercare una verità diversa da quella vissuta fino a quel momento.
Questo è capitato, per molti, nel periodo della pamdeminkia, ove le tessere erano palesemente false. Chi non ha voluto vederla, o era cieco o era complice. Un maggior numero di persone s’è accorto dell’inganno solo successivamente, quando, ad esempio, a visto più morti e feriti intorno a sé che in quel periodo. Le tessere errate avevano l’evidenziatore.
Comunque sia, la ricerca della verità e le domande che ne conseguono, a cui si cercherà di dare sempre le risposte il più esaustive possibili, sono un percorso lungo e molto difficile, e che, per giunta, porterà a poche soddisfazioni.
Ma ‘essere te stesso in un mondo che cerca costantemente di trasformarti in qualcosa di diverso, è la più grande conquista che tu possa fare’ questa è una frase di Ralph Waldo Emerson, un filosofo americano del secolo scorso, poco noto, per la verità.
Quindi ci vuole tempo perché questa consapevolezza cresca e porti finalmente alla verità.
Io stesso, che il percorso l’ho iniziato molto tempo fa, ancora cado, ma mi rialzo molto più velocemente di prima.
So anche che, una volta raggiunta la verità, non sarà mai una verità assoluta. Sarà senz’altro una verità diversa da quella proposta dalla Matrix attuale: la verità assoluta non è per tutti. Per raggiungerla bisogna abbinare alla consapevolezza un percorso spirituale interiore, molto profondo e molto delicato. Perché essere se stessi è una delle cose più difficili da raggiungere nella vita.
In molti muoiono senza aver mai conosciuto veramente chi essi erano!
È un fatto triste che la maggior parte delle persone non veda il proprio potenziale. La Matrix è costruita in modo che tutti siano così presi a sopravvivere che non gli viene concesso il tempo necessario affinché arrivino alla verità, su nulla, figurarsi su se stessi.

Comunque, la mia anima dice già ora che non vuole più giocare a questo gioco, ha chiuso con il loro sistema, ha chiuso con le loro regole, dottrine, leggi e regolamenti.
E gridando la verità che già conosco, consapevole del mio misero stato di schiavo, non mi vergogno. Combatto.
Non resterò vittima del mio ego.
Non mi interesso di politica che, in questo mondo in mano a delle oligarchie, non ha ragione di essere, ed è solo un espediente in più per dividere le persone; non aspetto un “messia” terreno che venga a tirarmi fuori dall’abisso in cui mi trovo, e che, magari, mi renderà schiavo in altro modo; e neppure mi occupo di alcuna religione, le cui regole e dottrine, scritte da mano d’uomo, abbiamo visto troppe volte, anche in questi ultimi tempi, sottostare alle lobby dei potenti.
Se proprio vorrò sottostare a delle regole, seguirò quelle di Dio, che sono universali, e che parlano di amore e di sostegno reciproco.
Vivrò nell’obbedienza e nell’allineamento con la legge di Dio, con una coscienza pulita e un cuore aperto. In questo modo potranno prendere tutto da me, ma alla fine risulterò sempre vincitore perché non potranno mai prendere la mia anima.
E combatterò, ancora una volta e con maggiore forza, affinché la verità sia riconosciuta come unica e sola salvezza, per tutti.
Questo dovrebbe essere il comandamento per ogni guerriero che si è assopito, pensando di aver vinto la guerra.
E’ stata solo una battaglia, e perdippiù neppure vinta.
Quindi, non fermiamoci proprio ora. Raccogliamoci e uniamo le forze, i nostri intenti, le nostre idee, e torniamo sul campo di battaglia a scrivere una storia nuova.
La nostra.
