La ripida salita della visibilità online

Nel nostro piccolo progetto editoriale abbiamo provato, fin dal 2018, la dura vita dello scalatore di social dell’ultimo decennio. Ovviamente nessuno può pretendere di avere la pappa pronta e di ritrovarsi quindi con migliaia di seguaci pronti a leggere i vostri articoli, godersi le vostre immagini o quant’altro. Ma bisogna anche notare il fatto che se prima esisteva una piccola possibilità di crescere senza dover spendere un quattrino, è ormai chiaro a tutti che per raggiungere la visibilità ad un ristretto gruppo di persone bisogna aprire il proprio portafoglio e riempire le casse della Silicon Valley. Ma difatti vediamo insieme in questo articolo targato God Save the Vintage quali sono gli ostacoli che un creatore di contenuti deve affrontare per uscire dall’enorme oscurità che lo stesso internet ci rilascia.

Utilizziamo come esempio il nostro progetto editoriale: l’idea è quella di creare un punto di ritrovo per i creatori di contenuti come fumettisti, scrittori e molto altro e che vogliono mostrarsi al mondo. Oltre a ciò pubblichiamo articoli di cultura nerd e non solo, rimanendo fedeli all’idea di essere schietti e senza peli sulla lingua, ovviamente però esprimendo pensieri sensati e non affermazioni inverosimili dette di pancia. Ora che abbiamo come fondamenta un’idea chiara e vogliamo iniziare ad avere un pubblico interessato a seguirci bisogna ovviamente andare nell’unico luogo dove possiamo raggiungere il più lontano angolo del mondo con un semplice tasto: Internet ed i social. Ed è proprio qui, miei cari, che iniziano le testate sui muri

Iniziando con facebook, che volente o meno è uno dei pochi modi per proporre i propri articoli con più facilità nel mondo social, ci si imbatte immediatamente nel caotico mondo delle false notizie propagate a macchia d’olio, dei boomer complottisti terrapiattisti e, quando non imbattiamo in notizie negative, degli amanti dei video sui gattini. Pubblicare articoli quindi, se volete evitare di proporre marci titoli attira clik che alla fine non c’entrano nulla con il contenuto, può diventare un’impresa ardua, soprattutto se pensiamo al perenne ed odiato algoritmo del suddetto social, intento a non far altro che limitare un qualsiasi creatore di contenuti agli inizi…a meno che non si apra il portafoglio.

A differenza degli albori di facebook, dove aprire una pagina significava avere comunque meno limitazioni e conseguentemente più possibilità di ottenere iscritti, il modo migliore per potersi mostrare al pubblico attualmente è proprio quello di aprire il portafoglio e premere il fatidico pulsante “promuovi”. Sia chiaro, non critichiamo il loro intento di richiedere un pagamento, anche perché si tratta di un’azienda che concede un servizio prevalentemente gratuito (che è anche una gigantesca vetrina per le pubblicità delle multinazionali paganti, ma tant’è), ma c’è anche un dettaglio da tener conto: non sempre le promozioni danno l’effetto sperato ed anche in questo caso il dannato algoritmo tende ad ergersi su noi ignari sognatori. Ma il trucco è semplicemente uno; più paghi e più i tuoi contenuti spunteranno nella home degli assidui frequentatori della grande effe (ma prega solo di non ritrovarti i feroci estremisti anti-tutto che di questi tempi amano combattere contro i mulini a vento).

Un’altra opzione per tentare di farsi strada è Instagram; ritrovandoci in un social prevalentemente ricolmo di giovani ed incentrato solamente su immagini e su video di breve durata, troveremo moltissimi creatori di contenuti intenti a mostrare le loro opere (no, non parlo delle prosperose signorine li presenti che mostrano le loro grazie) e riuscendo comunque ad ottenere più interazioni nella comunità. Ma, neanche a dirlo, ricordiamo che è di proprietà del signor Mark Z. e, conseguentemente, anche qui dovremo scendere a patti con algoritmi e falene che escono dal nostro portafoglio. Ma anche se in questo caso possiamo comunque sviare certe spese, utilizzando bene hashtag, storie e targetizzazioni, andiamo incontro anche ad una delle cose più fastidiose del social violaceo: il fatto di non poter inserire link al di sotto delle nostre immagini, potendo utilizzarne solo uno nella nostra bio…perché diavolo esiste questa limitazione? E non collego questa scelta al costringere un qualcuno a dover spendere dobloni o almeno raggiungere i diecimila iscritti, bensì a quasi un capriccio da parte degli sviluppatori per frenare alcuni progetti intenzionati a farsi il loro piccolo spazio. Ma mi aspetto critiche al riguardo e sentire pareri divergenti e “pacifici” è cosa buona e giusta.

E poi arriviamo a lui; il potente punitore, colui che inesorabilmente sente e vede quello che fai, punendoti per una semplice scorreggina o, peggio ancora, pronunciando parole terribili come i nomi della diretta e “migliore” concorrenza viola. Esattamente, Parliamo proprio di YouTube. Non possiamo dire di avere inserito (ancora) grandi contenuti all’interno del nostro canale God Save The Vintage, ma possiamo tranquillamente osservare in quale situazione si trovano la gran parte di quei canali intenti a donare una libera forma d’intrattenimento.

Nonostante sia iniziato come un vero palcoscenico per i creativi, avente la possibilità di sostituire la più becera realtà della televisione, ora come ora è a tutti gli effetti una sfilza di regole, alcune sacrosante e tante altre sconvenienti, che nel bene o nel male limita la creatività. Mettendo da parte i diritti d’autore di musica e film, che giustifica la difesa del lavoro di altri artisti, uno “youtubers” deve mostrarsi al pubblico il più possibile family friendly (amico delle famiglie, e utilizziamolo questo italiano), politicamente corretto ed in nessun modo deve utilizzare parole taboo come, già accennavamo prima, il concorrente per eccellenza Twitch. Ma ora che ho messo in ballo anche il sito streaming più famoso del mondo, qual’è la differenza tra i due avversari.

Se nel mondo di Twitch puoi avvalerti di una libertà di parola più accettabile, di un contatto immediato con i tuoi seguaci ed un guadagno molto più alto (basti pensare alle donazioni che ti possono fare in ogni momento i tuoi seguaci e darti così una mano a crescere come progetto), nel mondo della freccettina bianca su sfondo rosso invece ci troveremo ad utilizzare parole più limitate e a poter guadagnare pochi spiccioli per finanziare le tue idee (a meno che tu non abbia milioni di iscritti). Ed occhio alla instancabile banda di giustizieri del politicamente corretto che non farà altro che screditarvi con odio e segnalarvi, tentando di prevalere sulla maggioranza di persone che non la pensano come loro (o per meglio dire non con il loro estremismo) e riuscendo pure nel loro intento (non vi preoccupate, di loro ne parleremo molto presto in un altro articolo). Ma se volete utilizzare comunque lo youtubico canale per potersi mostrare e far conoscere le proprie idee, non possiamo far altro che incoraggiarvi a farlo. Alla fine della fiera, rimane un ottimo modo per mostrarsi ai più.

Insomma, la vita del creatore di contenuti può dimostrarsi impervia, ma questo articolo non è fatto per abbattervi: se il vostro sogno arde nel vostro cuore più vivido che mai, non potete fare altro che insistere ed utilizzare le giuste carte. Quando potete aprite un sito internet e plasmatelo a vostro piacimento, rendendolo piacevole sia a voi che al pubblico. Pubblicate comunque i vostri contenuti sui vari social e resistete per veder crescere una comunità online tutta vostra e, perché no, condividete con loro i vostri momenti liberi con qualche live su Twitch. Ma se volete un’altra tipologia di sostegno economico avete altre buone opzioni da utilizzare. Patreon per esempio vi darà modo di ricevere un sostegno finanziario mensile da parte di un pubblico interessato al vostro progetto che dovrete impostare sul suddetto sito con cura, attenzione e soprattutto sincerità. Oppure utilizzate KO-FI, che come si può dedurre dal nome ci permette di ricevere il “prezzo di un caffè” come piccola ma ben accetta donazione.

Altro? Beh, il resto vien da se od in particolar modo viene dallo sviluppo della vostra ideaa che, prova dopo prova, miglioria dopo miglioria, plasmerete e potrete finalmente, un giorno, raggiungere l’adempimento del vostro sogno nel cassetto.

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