Lavate le mani e smettete di correre, il GF vi guarda

Di Michael Guastella

Tempo di quarantena, ebbene si, chi lo avrebbe mai detto? Anche sulla nave di cap.Vintage vigono le regole comuni per ridurre il rischio di contagio e pure noi dell'equipaggio siamo costretti a rimanercene sottocoperta, in attesa di tempi migliori. Far passare la giornata è dura o almeno lo è per la maggior parte dei mozzi là fuori..o forse dovrei dire là dentro? In ogni caso condividiamo la stessa sorte e tanto vale inventarsi qualcosa per rendere la quarantena meno opprimente. Per noi, sia chiaro, la situazione non è così grave dal momento che possiamo coltivare le comuni passioni e portare alla vostra attenzione argomenti curiosi, come avrete compreso il mare del nerd ne è pieno. Così fra uno scritto e l'altro, mentre riordinavo la cambusa, mi sono imbattuto in un vecchio paio di occhiali Rayban e in una vecchia storia che ha per protagonista il mio caro e povero amico Brutus. Se non lo conoscete vi rimando al mio secondo editoriale intitolato "VaffanNetflix disse il Brutus"..comunque se così fosse vergogna, che diavolo leggete solitamente!? Davvero avete di meglio da fare..tipo cosa, farvi l'ennesima stories su instagram o vedere quelle altrui? E' la curiosità e l'effetto placebo che porta la gente a vedere ciò che fate, mica lo fanno perché siete interessanti!
Comunque basta così, altrimenti finisce per scapparmi qualche porco Nettuno di troppo. Stavo dicendo che mi sono imbattuto in una storia che il Brutus mi raccontò diverso tempo fà e dal momento che la ritengo molto interessante ho deciso di allegarla qui di seguito, nella speranza sia d'esempio:
"1984 - Come un paio di Rayban cambiò il modo di vedere il mondo -
Magnifica primavera quella del '84..disoccupazione alle stelle, un sacco di nuovi programmi in tv, gli sconti al discount e innumerevoli serate passate a guardar granturco saltare nel microonde, assistendo così alla magia del pop-corn casalingo mangiato in compagnia di mé medesimo; e poi Hulk Hogan aveva ancora i capelli e il tizio dei Robinson sembrava ancora un tenero papà di provincia e non il molestatore che nascondeva di essere, Michael Jackson non aveva ancora finito di mutare e la mia vita procedeva per il verso giusto: nessun capo, nessun'occupazione e nessuna persona che fingeva di essermi amica, finalmente potevo smettere di lavarmi e per la prima volta superai quota cento..kili. Ma quell'estate la ricordo soprattutto per l'occasione che la tv mi diede di cambiare look. Si, avevo giusto bisogno di un paio di occhiali nuovi di zecca, e la Rayban mi accontentò facendo uscire sul mercato un paio di occhiali eccezzionali..o meglio, così venivano definiti. Ben sapendo che le mie finanze erano sotto zero e il sussidio distava ancora eoni, mi rivolsi alla mia vecchia conoscenza di pianerottolo per rimediarli attraverso altri canali.
Finalmente dopo tre giorni di attesa ricevetti il mio pacchetto e al suo interno trovai i Rayban del destino; il mio vicino di pianerottolo mi assicurò di averli sottratti ad un cieco scampando per un pelo alle fauci del cane-guida appena fuori dal negozio, giù sulla 5° strada. Arrivarono giusto in tempo, dato che sarei dovuto uscire e andare alla posta per il sussidio. Mi spruzzai di deodorante, inforcai tuta e occhiali e caracollai giù per le scale. Sul subito notai che le lenti sembravano riflettere qualcosa di diverso dal paesaggio circostante, ma giudicai il tutto frutto dei miei neuroni ormai imbastarditi dal tecnicolor e non ci diedi peso; almeno fino a quando giunsi nei pressi del centro abitato. Lì cominciai ad assistere a strani fenomeni: nei cartelloni pubblicitari e sui palazzi solitamente dai toni colorati ed eccentrici cominciarono a comparire scritte come "Obbedisci" oppure "Compra" e addirittura "Non pensare". Quando tuttavia toglievo gli occhiali il mondo tornava come prima. Arrivato nei pressi di un giornalaio mi soffermai a leggere delle riviste e i giornali che recavano le solite notizie, salvo che quando indossavo gli occhiali venivano rivelati unicamente i messaggi che leggevo in giro per tutta la città e addirittura sentivo una voce scandirne i concetti: "Consuma", "Sii felice", "Vivi per consumare" e addirittura un messaggio incomprensibile: "Riproduciti" (ehi, siamo negli anni 80 mica nel 2020). Proprio in quel momento un signore mi urtò per sbaglio e nel mentre girandomi mi accorsi che quel signore non era vivo..meglio, sembrava un morto: al posto del volto vi era un teschio bianco e inespressivo.
Scappai da quel posto e tutto il percorso che feci continuò a rivelarmi quegli strani messaggi e anche fra le varie persone che incontrai notai che in mezzo a gente normale passeggiavano teschi ambulanti, come il signore di poco prima. Giunsi alle poste e diligentemente feci la fila; anche in quel posto le situazioni che vissi poco prima tornarono ad occupare la scena..persino la guardia giurata era uno di quei cosi. Quando arrivò il mio turno mi accorsi che anche la signora della previdenza faceva parte di quella strana gente. - Mi spiace, torna un'altra volta..il sussidio non è arrivato - quelle furono le parole che mi scatenarono. Urlai in faccia alla megera chiedendole che ne avesse fatto della vera signora della previdenza e me la presi anche con la guardia etichettandolo come mostro e teschio ambulante. Mi misi ad insultare tutti quei mostri che improvvisamente se ne stavano a guardarmi mandando strani messaggi con i loro orologi e dicendo che riuscivo a vederli. Al diavolo, pensai, e fuggii a più non posso verso casa.
Finalmente avevo ritrovato la gioia nel mio divano, tutta quella strana avventura mi aveva spossato; altro che Rayban quegli occhiali sono delle pallide imitazioni, pensai. Così accesi la tv e tornai a fare compulsamente zapping sui vari canali. Anche in quel caso continuavo a ritrovarmi quei teschi in ogni dove, in qualsiasi programma, dai varietà a quelli di approfondimento politico...pure il Presidente apparteneva a quella razza! Basta, pensai, domani restituirò quelle pessime imitazioni al mio vicino e mi rifarò dare indietro i miei soldi. Avevo bisogno di rilassarmi perciò optai per il programma "I 15 minuti d'odio" uno dei più seguiti sul teleschermo da noi divanati: potevamo sfogare tutta la rabbia e la frustazione verso chi ci veniva indicato dal partito; in assoluto il mio programma preferito, insieme al Grande Fratello. Dopo aver espulso qualche scoria di troppo veniva il momento di acculturarsi seguendo programmi rigorosamente parlati in Neolingua. Anche quel giorno venivano aggiornate la storia e la scienza, come il partito le intendeva, e nuovi messaggi pubblicitari mi aiutavano a ben comprendere come avrei dovuto vivere e anzi mi qualificavano come cittadino modello  e il mio preferito . Il tg quella notte trasmise uno strano servizio dove veniva inquadrato uno dei soliti pazzi che si era messo ad assalire un dipendente delle poste...chissà che gli prende a certe persone.
Sarà probabilmente dovuto al fatto che scrivono, leggono oppure si operano in creazioni artistiche..puah, hanno il teleschermo gratuito e ancora se ne stanno a infarcirsi le teste di cazzate, davvero assurdo. Il teleschermo si spense e capii che era ora di andare a dormire; nascosi quei Rayban assurdi in un vano in soffitta e me ne andai a dormire quando ad un tratto sentii bussare alla porta. Chiesi chi fosse e loro risposero: Siamo la psicopolizia"
Il racconto si conclude così..fù davvero una strana giornata quella dell'84 per Brutus. Ma, sapete, trovo parecchie e sinistre analogie con la situazione che ci troviamo a vivere tutt'oggi. La mente a volte gioca brutti scherzi e confonde argomenti fino a renderli intercambiabili. Effettivamente la mia volontà era quella di consigliarvi il famosissimo libro distopico "1984" di Georg Orwell e lo straordinario film "Essi Vivono" diretto dal maestro John Carpenter e interpretato dal grande Roddy Piper, proprio perché le storie trattate da queste due grandi opere, pur se provenienti da diverse angolazioni, pongono quesiti e spunti di riflessioni attualissime specie in tempo di quarantena. Vi consiglio di recuperarli se vorrete davvero capirci qualcosa di questa situazione. Il mio ruolo in God Save The Vintage è salvare e riproporre opere meritevoli di essere divulgate, e posso farlo scrivendo i miei editoriali. La mia non vuole essere un imbeccata oppure un eccentrica maniera di darmi al complottismo.
Ci troviamo nostro malgrado a dover gestire una situazione molto particolare e grave, tuttavia tempi difficili ci permettono di far fede sulle nostre capacità e su di un sano spirito critico; passare tante ore attaccati alla tv facendoci riempire la testa di messaggi negativi e catrastrofici di certo non ci aiuta. Ecco perché possiamo affidarci al Vintage ed ecco perché nel nostro piccolo abbiamo iniziato l'avventura con cap: la nostra è una missione e indipendentemente dalle situazioni che ci troviamo ad affrontare dobbiamo portarla a termine. Sarà un percorso difficile, certo, ma necessario per riavvicinare i mozzi che lo vorranno all'arte e alle sue diverse espressioni. Perché senza di essa, cosa siamo noi umani? Abbiamo l'oppotunità di rendere costruttivo un periodo arido di umanità, ognuno rintanato in casa propria. Noi di God Save lo facciamo per noi e anche per chiunque voglia concederci il suo tempo per approfondire quello che tentiamo di fare. 
Le due opere di cui vi parlavo sopra offrono un messaggio forte e chiaro: la nostra epoca basata sui consumi rapidi di prodotti e arte ci nasconde una realtà che tenta di strozzare la creatività in ognuno di noi; l'invito è quello di pensare con la propria testa e osservare con spirito critico la situazione, senza farsi cogliere dal panico e da una depressione che potrebbe nascere in molte persone abituate a vivere una vita frenetica e compulsiva. Fermarsi e adoperare il tempo per riflettere, per accorgerci che teschi che si travestono da persone non sono presenti soltanto in "Essi vivono" e che i messaggi ridondanti di "1984" non esistono solo in un mondo distopico ed immaginario. Abbiamo la possibilità di disintossicarci dalle scorie che abbiamo digeriti nel nostro mondo perfetto, ripulirci e dedicarci a migliorare la concezione di arte che il nostro sistema ha per lungo tempo occultato; non solo valorizzando opere che meritano, ma anche valorizzando noi stessi se ci sentiamo in grado di comunicare qualcosa. Anche questa è una sfida epocale, uscire da questa situazione e ricominciare a ricostruire favorendo i talenti che la grande distribuzione ha spesso nascosto puntando all'omologazione.
Vorrei potervi dire frasi fatte come se ne sentono quotidianamente, rassicurarvi sul fatto che #andràtuttobene ma non me la sento, perché non sono un personaggio capace di trovare consenso banalizzando problematiche reali con slogan da quattro soldi; di certo vi è che questa è un'opportunità per permettere a noi abitanti di questo pazzo mondo di trovare un'altro senso e scopo nella vita. Comprendere ciò che davvero riteniamo importante e indispensabile ora che siamo tutti più soli capendo che la vita scivola via più in fretta di quanto non si immagini e procastinare impegni, celare emozioni, nascondere l'affetto potrebbe essere un domani il nostro epitaffio. Questo momento passerà ma ci dovremo trovare pronti ad affrontare il dopo, quindi il mio augurio è quello di cercare voi stessi e circondarvi di chi veramente vorreste abbracciare, e abbraccierete, dopo tutto questo. Sono MKDIESIS, un personaggio, probabilmente più vero di tanti altri individui: forse sono un sognatore, un misantropo, un miserabile, una mente banale che cerca ardentemente di far risaltare qualità in me assenti...forse sono tutto questo e anche di peggio. Ma di certo scrivo e parlo con franchezza e mi assumo tutto il peso della solitudine che il mantenere un comportamento onesto può comportare.
Per tutti quelli che lo vorranno basterà aprire il blog ed entrare nel mondo che God Save The Vintage cerca di riscoprire rincorrendo con noi quello che da semplice sogno potrebbe divenire realtà. Non fatevi influenzare, pensate con la vostra testa e siate creativi..molto spesso chi ci viene indicato come nemico è soltanto un mezzo utilizzato per occultare i veri nemici. Buon proseguimento di quarantena e - cito il cap. - che il Vintage sia con voi!

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