Liberation Post (a Vintaggiato stories)

Tana liberi tutti, finalmente tocchiamo terra mozzi!
Chi l’avrebbe mai detto che ritornare alla normalità sarebbe stato così “normale”; niente di così traumatico rispetto a ciò che ci si poteva aspettare, tolti ovviamente gli inconvenienti che noi tutti ci troviamo a vivere (e innumerevoli altre disastrose situazioni cui è meglio soprassedere).

Questi mesi vissuti a intrattenerci fra serial, film etc hanno lasciato strascichi che via via divengono più flebile ad ogni nuovo giorno, sintomo di una qualità che spesso è mancata ai padroni del nostro intrattenimento quotidiano; urge, quantomai prima, una rivoluzione tale da scardinare la cultura imperante cui sedimentano i produttori per plasmare o lanciare i prodotti oggigiorno sul mercato. Se c’è una cosa lampante nel sistema artistico attuale – che era già chiaro prima del caos – è la necessità di invertire la rotta per tornare ad assaporare l’arte di qualità.

Mi par logico, quindi, per noi Vintaggiati, puntare l’attenzione su tematiche che in qualche modo possiamo contribuire a cambiare anche se va’ detto che nulla può essere cambiato se per primi non cambiamo noi stessi.

La massa si accontenta a prescindere, basta che sia rifornita continuativamente di materiale e il resto lo faranno la condiscendenza e la sottomissione alle ferree leggi della morale cui la moltitudine medesima è stata abituata molto presto. Il mainstream vive imbevuto da una direzione posta in essere da determinate logiche sorte a tabù inviolabili, cosicché chiunque voglia raggiungere determinati spettatori deve piegarsi a perseguire tale logica se vuole anche solo sopravvivere all’interno dell’ambiente artistico, a meno che non sia un nome importante o talmente grande da poter fare ciò che meglio crede.

Anche se, va’ precisato, fra questi certo lassismo e una buona dose di pigrizia hanno preso il posto rispetto a libertà artistica e onestà intellettuale di cui sembravano portatori. Prendete ad esempio l’ultimo Tarantino, ecco. Son riusciti pure a rendere politicamente corretto ciò che era nato per essere scorretto, e non mi riferisco alle soluzioni registiche o alla qualità delle ultime uscite, bensì alle parecchie paraculate o a determinate soluzioni di comodo poste nelle sceneggiature per non urtare taluni soggetti parecchio suscettibili. Basta guardare a come reagì la censura o detta morale ai tempi delle prime uscite di Quentin.

Tuttavia la qualità delle proposte e determinati numeri ($) ottenuti hanno permesso a quest’ultimo di arrivare in alto nonostante i tagli imposti dalla critica moraleggiante, e questo è sinonimo davvero di un lavoro immane e di ottime scelte di marketing. Però questi sono casi rari, e non più replicabili oggigiorno; perché, vi chiederete? perché la censura e detta moralità contorna hanno cambiato forma ma sono sempre presenti, tanto da far risultare gli ultimi tempi come retaggio da pre-rivoluzione hippie. Un film come Pulp Fiction non avrebbe altri spazi che l’underground, uscisse oggi.

Abbiamo internet, direte voi, ma sapete troppo bene che se si vuol ambire a determinati traguardi bisogna accettare determinate condizioni, altrimenti gli spazi vengono cancellati oppure oscurati; da facebook a you tube la censura taglia teste a non finire. Un mezzo che poteva aiutare l’underground perlomeno a mantenersi e a raggiungere il pubblico ormai è diventato un mezzo atto a replicare il successo delle TV, soppiantando di fatto la TV stessa.

Noi Vintaggiati vogliamo abbeverarci da ben altre fonti, vogliamo che il politicamente scorretto torni a scandire la quotidianità proponendo un’idea diversa di cultura sfumando la monotonia imposta da questi bigotti da Santa Inquisizione; vogliamo giocare sui cliché, impressionare, far incazzare e riflettere le persone, non proporre versioni accomodanti di realtà immaginifiche, soluzioni all’acqua di rose. Vogliamo dividere laddove si vuol uniformare.

Perché la realtà attuale, i buoni costumi odierni, non sono altro che una pessima serie TV fantasy intrisa di bassa narrazione spacciata per estro poetico, come Game of Thrones. Tutto ciò che viene fatto passare come alternativo o shockkante è la normalità ormai. Diavolo, se Manson debuttasse oggi verrebbe idolatrato da LGBTQ e probabilmente farebbe duetti con Morgan e Bugo (qualora lo trovassero). Invece ai tempi fece incazzare chiunque….ma proprio chiunque.

Ad essere cambiata è, per utilizzare termini tecnici, l’audiens, noi fruitori che ci accontentiamo di ciò che ci propinano e non vogliamo ricercare alternative; ecco perché per cambiare il “sistema” dobbiamo cambiare noi stessi, scatenare un caos ragionato e sbizzarrire la nostra creatività senza alcun limite. Ottenere la libertà….già, ma quale libertà esattamente?

Il Vintaggiato deve odiare tutti quelli che ritengono libertà la possibilità di ritenersi liberi: quelli che recidono legami e spezzano rapporti unicamente per sentirsi liberi e fluttuanti come le nuvole, dimenticandosi di avere un’altra consistenza. Per loro nulla è più importante della finta libertà di poter credere di fare ciò che si vuole; andiamo, davvero qualcuno crede ancora che esiste la libertà in quanto tale? parafrasando un certo tizio: “l’uomo nasce in catene e ovunque nel mondo ne porta i segni.

Non sono liberi, non possono esserlo e detto individualismo estremo è la morte dell’identità. Questi sono esistenzialisti solo nelle intenzioni, mentre nei fatti sono pigri mentalmente o vogliono la comodità della vita, vogliono che qualcuno pensi, crei e fornisca schemi al posto loro, almeno si risparmiano la fatica e si scaricano Immuni sul IPhone.

Il Vintaggiato sà che questi vaneggiano, così come sà che la libertà risiede nella possibilità di forgiare legami creando storie laddove tutti si accontentano di lasciarsi vivere. Comprendere che una vita da vivere lascia strascichi positivi a differenza di una vita che rincorre l’appagamento e di conseguenza la perenne insoddisfazione, che rincorrere un’ideale di libertà che non esiste privandosi di determinati rapporti per occupare il vuoto lasciato dalle nuvole è soltanto la scorciatoia del più debole.
Il Vintaggiato comprende di dover ricercare uno scopo dentro di sé, un traguardo o più traguardi da poter raggiungere anche se questo costa sacrificio e duro lavoro. Un punto fermo nella vita, che sia concreto e non una pia illusione di libertà che rimarrà vana, rendendo palese a chi insegue miraggi di aver sprecato un intera esistenza per appagare stantie membra.

Veniamo al mondo senza utilità alcuna, senza volerlo, ma nulla ci toglie di sceglierci un credo che ci motivi a realizzarci, un credo che si trasformi in concretezza e non sia l’errata convinzione del “cogli l’attimo” che nessuno riesce a comprendere perché Nessuno ci vede un’errata interpretazione.
“La prova principale della vera grandezza dell’uomo è la sua percezione della propria piccolezza” diceva Conan Doyle per bocca di Sherlock Holmes. Il Vintaggiato compie in sé questo sunto, e proprio per questo vede in sé la libertà e non la ricerca in capo al mondo.

Più indentità diverranno Vintaggiati, più ormeggi verranno levati e la rivoluzione culturale verrà portata a suon di cannonate, perché questa è una guerra e va’ combattuta con mezzi opposti a quelli nemici; vogliamoci bene così da poter rimettere tutta la merda che ci vien fatta mangiare. Per portare il vessillo di GodSaveTheVintage direttamente al cuore di dove si staglia il culto della bigotta morale politicamente corretta.

E per quanto riguarda gli ignavi, i procacciatori del drago della libertà, i fautori della forma EstetiStatica della vita…una volta che sarete Vintaggiati, lasciateli perdere….lasciateli lì nella melliflua libertà di dissolversi nell’aria, proprio come un peto sparato dopo una scorpacciata di pasta e fagioli.

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