Red Dead Online: un occasione lasciata a marcire

Di Marco Zumbo

State per leggere l’articolo di un grande appassionato della saga targata Rockstar, fin da quando cavalcava nei panni di John Marston nelle praterie appena fuori Blackwater e nel deserto del Messico. E se state leggendo questo articolo deduco che anche voi siate dei grandi estimatori di Red Dead Redemption, arrivato all’apice con l’ultimo, incredibile capitolo del 2018. Quindi diciamocelo chiaramente, tra appassionati: l’online di Red Dead Redemption 2 è un’occasione sprecata di creare una grande community alla pari del fratello GTA. Ed eccovi il perché.


Tutti noi conosciamo in un modo o nell’altro il ben premiato capitolo Western della casa videoludica Rockstar; trama stravolgente, ambientazione da togliere il fiato ed eventi che non lasciano molto spazio alla pietà. Già nel primo capitolo del lontano 2011 avevamo questi pregi, ma nel 2018 il secondo capitolo ha ulteriormente portato la saga videoludica nel Valhalla dei videogame, concedendo ai giocatori una storia in singleplayer ancora più adrenalinica e strappalacrime, una modalità di gioco ulteriormente avanzata ed un’ambientazione viva e crudele, buttandoci a capofitto tra i pericoli che solo il leggendario vecchio west sapeva dare.

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E dopo un anno dalla sua uscita, come accadde anni prima con il fratello maggiore GTA 5, Rockstar propose al suo pubblico l’online di RDR, portando ulteriormente gli appassionati in estasi. Una mappa vastissima certamente, pari alle speranze di chi nella modalità online si aspettava di tutto: rapine a banche e treni, acquisti di case e fattorie, storie molto più articolate e chi più ne ha più ne metta..ne avessero realizzata solo una delle cose che ho appena citato.

Red Dead Online: Bounty Hunters - YouTube

Sia chiaro, Red Dead Online per quanto mi riguarda è piacevole: con le carriere da cacciatore di taglie, naturalista, distillatore di alcool, cacciatore di tesori e commerciante abbiamo parecchie cose da fare. In più ogni tanto sbucano degli eventi speciali e girovagare per il mondo di gioco è sempre piacevole, soprattutto se lo fai in compagnia dei tuoi amici. Ma la domanda sporge spontanea: tutto qui? Stiamo parlando dei produttori di un videogame come GTA 5 che è uscito nel 2013 e non solo è saltato in tre generazioni di console, ma persino continua a tirare in ballo aggiornamenti e novità che hanno reso il capitolo uno dei giochi online più duraturi di sempre e al tempo stesso una calamita per soldi (pensate solo che nel 2020, quando ci fu il primo lockdown, il suddetto capitolo ritornò tra i più venduti, spaccando di netto ogni record esistente).

Non possono fare lo stesso con Red Dead Redemption? Non possono dare modo ad un altro loro prodotto di successo di spiccare maggiormente il volo con un online ricolmo di potenzialità non sfruttate? Dopo quasi tre anni molti fan hanno iniziato a perdere notevolmente le staffe, iniziando recentemente ad avviare su Twitter una sequenza di critiche dirette alla Rockstar per aver lasciato impantanato un online del genere. Molti sperano che così tante critiche possano dare una svegliata non solo alla casa produttrice ma soprattutto agli investitori in modo tale da ricordarsi che concedere banali aggiornamenti come sconti su attrezzature ed abbigliamento è palesemente una presa in giro. Ma il problema è proprio questo: gli investitori.

Petition · Remaster GTA IV (including TLAD & TBOGT), RDR1, Bully, & Max  Payne for Modern PC/Consoles. · Change.org

Chi scommette economicamente su Rockstar vuole essenzialmente lucrare sul più ricercato GTA 5, ancora vivo dopo quasi dieci anni dalla sua pubblicazione e ricolmo (non tutti sia chiaro) di giocatori cancerogeni che sono disposti a spendere qualsiasi cifra pur di dimostrarsi dei gran fighi in game, e sopratutto dei fastidiosi hater per gli altri giocatori. E forse questo è l’unico pregio da affibiare ulteriormente all’attuale Red Dead Online, visto che giocatori di questo calibro hanno snobbato il capitolo Western ancora scarno di contenuti in favore di una comunità di videogiocatori minore ma ben più legata al gioco (anche se, come in ogni cosa, anche qui la mamma degli stupidi è sempre incinta).

Ciò in ogni caso non giustifica la loro mancanza per quanto riguarda aggiornamenti più corposi, concedendo ai fedeli giocatori modalità che magari possono prendere spunto da GTA 5, ma che con l’ambientazione più adatta darebbero il giusto sprint ad un videogioco che entusiasma ancora oggi milioni di giocatori. Sicuramente un articolo del genere difficilmente verrebbe notato da sviluppatori come Rockstar, ma una cosa devono ricordarsela in assoluto, assieme a molte altre case di sviluppo: bisogna dare peso al guadagno, certamente, ma è anche vero che bisogna dare ancora più peso alla community che fedelmente acquista un gioco – vuoi che sia un Red Dead Redemption, vuoi che sia un Assassin’s Creed o vuai che sia qualsiasi altra saga tripla a -. Quella stessa Community che ci spera in grandi aggiornamenti e modifiche, ma che tal volta si ritrova soltanto con un pugno di mosche da parte di produttori non più capaci a guardare bene la vera essenza del videogame: giocare.


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