Buon lavoro un cazzo!!

Un qualsiasi centro commerciale di un qualsiasi lunedì mattino.
Una voce registrata accoglie all’entrata i clienti in attesa.
Li invita a rendere “il mondo un posto migliore” attraverso l’uso della mascherina, del distanziamento sociale, del gel disinfettante, del bancomat e delle carte di credito
Le poche commesse, che hanno lavorato tutta la domenica e che sono operative alle 9.00 di ogni lunedì mattina, qualcuna gia’ dalle 8.00, si ritrovano di fronte il delirio lasciato dai lanzichenecchi domenicali. All’apertura del negozio, alle ore 10.00, hanno già ripulito i pavimenti dalle cartacce e lavato gli stessi per permettere ai nuovi clienti almeno una parvenza di ordine e pulizia.
Hanno ricomposto e riposizionato negli scaffali anche alcune scatole contenenti le calzature.
Ma in quell’unica ora di lavoro, senza lo stress dei reparti aperti al pubblico, non possono certo riordinare 4 o 5000 metri quadrati di esposizione.

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Evil Dead the game: ne vale la pena?

La famosa saga cinematografica horror con tratti comici del regista Sam Raimi sbarca nel mondo dei videogame. Il 13 maggio difatti è uscito in tutti i negozi online e fisici “Evil Dead the game” ed è ovviamente sulla bocca di tutti gli appassionati del cult cinematografico e del genere videoludico horror. Ma alla fine dei conti, questo gioco merita? Scopriamolo insieme

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Osamu Dazai. Un essere umano

Il sorriso di quel bambino è, in realtà, qualcosa di molto più simile all’espressione di un bruco, tanto da far gettare via la foto, borbottando per il disagio subito alla vista di quell’orrore. “Che bambino orribile!”.
E devo ammettere che più guardo il sorriso del bambino, più non posso fare a meno di sentire che c’è in lui qualcosa di sgradevole e inquietante. Non è esattamente un sorriso. Anzi, questo bambino non sorride affatto! La prova di ciò è che sta’ in piedi con entrambi i pugni serrati. E nessun essere umano può sorridere tenendo i pugni serrati. E’ una scimmia! E’ un sorriso da scimmia! Come una brutta ruga sulla sua faccia. Avrei voluto chiamarlo “ragazzino rugoso”, ma l’espressione sul suo viso era talmente strana da farmi addirittura sentire un pò in imbarazzo e infastidito. Non avevo mai visto in tutta la mia vita un bambino con un’espressione così strana

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Red Dead Online: un occasione lasciata a marcire

State per leggere l’articolo di un grande appassionato della saga targata Rockstar, fin da quando cavalcava nei panni di John Marston nelle praterie appena fuori Blackwater e nel deserto del Messico. E se state leggendo questo articolo deduco che anche voi siate dei grandi estimatori di Red Dead Redemption, arrivato all’apice con l’ultimo, incredibile capitolo del 2018. Quindi diciamocelo chiaramente, tra appassionati: l’online di Red Dead Redemption 2 è un’occasione sprecata di creare una grande community alla pari del fratello GTA. Ed eccovi il perché.

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Quattro passi nel Titanic

Questo articolo vuole mischiare gli appassionati di storia con gli appassionati dei videogiochi, visto e considerato che per questo argomento i due temi legano perfettamente. Una delle imbarcazioni più famose al mondo, ed in particolare il suo tragico affondamento che colpisce ancora oggi a 110 anni di distanza, può effettivamente essere ancora visitata ed ammirata in tutto il suo splendore, usufruendo di un videogame. Vediamo se chi critica il mondo videoludico nelle televisioni italiane ha mai considerato lavori storici come questo.

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Le navi nere che cambiarono il Giappone

Da circa duecento anni il Giappone del diciannovesimo secolo si era chiuso commercialmente e culturalmente in sé stesso, permettendo solo a pochi stati come Cina e Paesi Bassi ad effettuare già di per sé limitati scambi commerciali con uno stato imperiale di fatto governato dallo shogunato Tokugawa. Ma nel 1853 delle navi nere si presentarono al porto di Kurihama e costrinsero sotto minaccia della loro evoluta tecnologia militare a permettere scambi commerciali con la loro nazione d’appartenenza, sancendo di fatto un evento che cambio il volto del Giappone. Ma chi erano i marinai di queste navi nere, e chi li mandò?

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Perché scarseggiano le Playstation 5?

Diciamolo chiaramente, se non sei appena tornato o tornata da un viaggio nello spazio senza alcun contatto radio con la terra, avrai di certo sentito della scarsità di console di mamma Sony che attanaglia gli appassionati fin dalla sua uscita. Ma da dove derivano questi ritardi? Beh, possiamo assicurarti che il problema è molto più ampio e non sta colpendo solo la Playstation di ultima generazione.

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Quell’incubo che divenne Frankenstein

E’ risaputo che i più famosi scrittori della storia dell’uomo hanno scovato l’ispirazione per i loro racconti dalle casualità più disparate; avvenimenti, letture, sogni e..incubi. Ed è proprio quest’ultima la causa scatenante di uno dei racconti dell’orrore più famosi della storia, figlio ideato dai tetri sogni di una geniale scrittrice, n pieno delle oscure montagne svizzere di inizio 800.

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The Saboteur: un tuffo nel passato

Se parliamo di videogames action – avventurosi della vecchia generazione (Playstation 3 e Xbox 360), pensiamo quasi ai primi capitoli della saga assassin’s creed, a GTA 4, a Oblivion e a molti altri capitoli che sono passati alla storia. Talvolta però ci dimentichiamo di quelle piccole opere videoludiche che, nonostante non siano alla pari dei capostipiti dell’età dell’oro videoludica, hanno lasciato un segno durante le nostre ore di gioco. Motivo in più per ricicciare fuori uno di quei giochi che sicuramente sono rimasti più o meno nella memoria (nella mia di sicuro), uno di quelli ignoranti, grezzi e volgarotti che hanno occupato gli scaffali dei nostri negozi di fiducia – ma ha anche dei difetti -. Ben tornati nel 2009 con The Saboteur: quando ira irlandese e nazisti si mischiavano con i più famosi generi videoludici dell’epoca.

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