The Saboteur: un tuffo nel passato

Di Marco Zumbo


Se parliamo di videogames action – avventurosi della vecchia generazione (Playstation 3 e Xbox 360), pensiamo quasi ai primi capitoli della saga assassin’s creed, a GTA 4, a Oblivion e a molti altri capitoli che sono passati alla storia. Talvolta però ci dimentichiamo di quelle piccole opere videoludiche che, nonostante non siano alla pari dei capostipiti dell’età dell’oro videoludica, hanno lasciato un segno durante le nostre ore di gioco. Motivo in più per ricicciare fuori uno di quei giochi che sicuramente sono rimasti più o meno nella memoria (nella mia di sicuro), uno di quelli ignoranti, grezzi e volgarotti che hanno occupato gli scaffali dei nostri negozi di fiducia – ma ha anche dei difetti -. Ben tornati nel 2009 con The Saboteur: quando ira irlandese e nazisti si mischiavano con i più famosi generi videoludici dell’epoca.


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Sviluppato da Pandemic Studio (casa videoludica chiusa proprio nel 2009 per decisione di Electronic Arts) e pubblicato da mamma EA, the Saboteur si mostra al pubblico come un frullato dei migliori generi usciti fino a quel momento, però non riuscendo esattamente a prenderne il meglio. Ambientato nella Parigi occupata dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale, impersoneremo ne più ne meno che Sean Devlin, irlandese appassionato di gare in auto, blasfemia e pugni. Questo personaggio è a mio avviso la cosa più riuscita in tutto il gioco, visto il carattere grezzo e le battute irriverenti che riesce ad esprimere tra una conversazione e l’altra – la migliore la scrivo a fine articolo -.

The Saboteur (Xbox 360) - Recensione su MondoXbox

Personaggio che prende spunto da William grover-Williams, pilota da corsa irlandese che operò come agente segreto britannico durante il secondo conflitto mondiale, Sean perseguirà dopo gravi incidenti avvenuti appena dopo lo scoppio del conflitto un’aspra vendetta che lo porterà fino alla capitale francese. Nascosti nel retro di un invitante locale burlesque (chi vuole intendere intenda), inizieremo a girovagare in una Parigi letteralmente in bianco e nero, i cui quartieri verranno colorati quando riusciranno a ribellarsi ai tedeschi con l’aiuto del protagonista. Una scelta cinematografica in stile Schindler list che fa la sua porca figura a mio avviso.

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La brillante idea del gioco però talvolta si scontra con scelte un po’ bizzarre, ma alla fine sorvolabili, come l’arrampicata sugli edifici che Ezio Auditore di assassin’s creed fatti da parte, gare e viaggi in auto con una meccanica di gioco più grezzo rispetto al più famoso GTA. Potremo comunque divertirci a collezionare meravigliose auto dell’epoca e quando siamo fortunati anche veicoli militari germanici, oltre alla libertà di scatenare veri e propri scontri armati tra le vie parigine.

The Saboteur (2009)

Una cosa che però non ho assolutamente apprezzato è stato il finale, evento che non vi spoilerò per nessun motivo ma che ricordo ancora avermi lasciato un discreto amaro in bocca. Per dirla tutta di fronte a quel finale un po’ troppo sempliciotto ed inaspettato, che pareva invece presagire un grande scontro finale, è ciò che infine ha limitato un’opera a mio avviso con potenziale, in grado se gestita meglio a competere con i colossi del suo tempo. Nonostante ciò però, vi invito caldamente a spolverare la vostra vecchia Playstation 3 o Xbox 360, acquistare ed inserire il cd di The Saboteur e lasciarvi prendere dal gioco, alla fine della fiera spassoso, adrenalinico al punto giusto. Beh, noni resta che lasciarvi con u a perla di Sean Devlin:


Caro stronzo, scusa per il botto, manda pure il conto al mio culo!

Poesia di Sean Devlin

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