Thomas-Alexandre Dumas “il diavolo nero”

Di Marco Zumbo

Prima ancora de “La signora delle camelie”, prima ancora de “il conte di Montecristo. Prima della nascita degli Alexandre Dumas scrittori (senior e junior) viveva il Dumas guerriero, figlio di una relazione proibita, ex schiavo e poi generale efficiente prima di cadere nell’oblio del dimenticatoio. Vi parlerò di Thomas-Alexandre Dumas, conosciuto anche come il cavaliere nero, capostipite della stirpe dei più famosi scrittori di Francia e involontariamente fonte d’ispirazione per una delle opere più importanti del ben più famoso figlio.

Da schiavo a generale

Thomas Alexandre Davy de la Pailleterie, questo era il suo vero nome, nacque nella colonia francese di Santo Domingo – l’odierna Haiti – il 20 giugno 1714 da una relazione ufficiosa tra il marchese Alexandre-Antoine Davy de la Pailleterie e Marie Cessette, una schiava nera. Quando la madre morì precocemente il marchese ben pensò di tornare in Francia, non prima però di vendere tutti i figli avuti da quella relazione come schiavi, comprendendo il dodicenne Alexandre a cui però, in qualità di primogenito, si assicurò la restituzione nel momento più appropriato.

Thomas Alexandre Dumas - Alchetron, The Free Social Encyclopedia

Così difatti fu, visto che dopo qualche tempo il padre ritornò nella colonia per recuperare esclusivamente il maggiore e riportarlo con sé in Francia, assicurandogli una degna istruzione ed un’assicurata accoglienza nell’aristocrazia francese. Immaginatevi quindi un ragazzo mulatto che di punto in bianco, dopo la triste perdita per la madre, si ritrova a dover fronteggiare la vita da schiavo, solo per poi essere ripreso e buttato in un mondo totalmente nuovo, diverso dall’insolita vita caraibica e fatto di nobili, intellettuali e agiatezza.

Nonostante tutto la vita di Alexandre cambiò ulteriormente quando a 24 anni, nel 1786, decise infine di arruolarsi nella cavalleria dell’esercito francese cambiando il cognome in Dumas. Le motivazioni del cambio d’identità possono essere molteplici; la prima opzione è quella di non voler sfigurare il ramo nobile del padre, visto e considerato che nacque dalla relazione con una schiava. La seconda invece è per protesta, in quanto il padre sposò una nobil donna a discapito della relazione con la defunta schiava. In entrambi i casi però possiamo esser certi che il nome venne scelto da Alexandre poiché quello era il soprannome affibbiato alla madre, segnando involontariamente il nome di una stirpe di scrittori di fama mondiale.

153Villers-Cotterêts.Le Général Dumas, pére d'Alexandre Dumas. - Le blog de  villerscotterets.over-blog.com

Con lo scoppio della rivoluzione francese Alexandre poté dimostrare al meglio le sue grandi capacità di combattente e comandante, raggiungendo a 31 anni il grado di generale. Tali capacità vennero mostrate egregiamente durante la guerra di Vandea e soprattutto nella prima campagna D’Italia, dove la sua caparbietà impressionò talmente tanto i nemici austriaci da convincerli a soprannominarlo il cavaliere nero, appellativo ovviamente riconducibile al colore della pelle – particolare alquanto inusuale negli eserciti europei del periodo -. Le sue capacità in ogni caso furono così sgargianti da attirare persino i plausi dello stesso Napoleone Bonaparte che, dopo la vittoriosa campagna nel nord Italia, si stava impegnando nel 1798 nell’organizzazione dell’Armata d’oriente che avrebbe ben presto toccato terra d’Egitto.

Il futuro imperatore, cercando uno staff di ufficiali alla pari di quello del suo idolo Alessandro Magno, vide in quel generale dalla corporatura scultorea e dal carattere caparbio un ottimo ufficiale da incorporare per la campagna d’Egitto. E fu senz’altro un abile militare e comandante che dimostrò nuovamente le sue capacità in battaglia tra le sabbie del deserto e gli attacchi dei mammelucchi. Solo che in questo caso a tradirlo non furono le sue competenze, bensì il suo carattere.

Thomas Alexandre Dumas -- Commander of Cavalry Portrait Painting by Joseph  Feely

Il suo crimine fu quello di criticare pubblicamente le ambizioni politiche e militari di Napoleone che oscuravano gli ideali rivoluzionari, precisando che lui aveva seguito l’esercito in Egitto per la Francia, non di certo per un unico uomo. Napoleone, famoso sia per le sue doti calcolatrici che strategiche, era anche ben noto per il suo irruento e vendicativo carattere e ciò bastò per attivare le sue ire, portandolo ad accusarlo di disperazione e a congedarlo definitivamente dall’esercito. Si tenga conto che Napoleone, divenuto l’idolo della gran parte dei francesi per le numerose vittorie ottenute in Italia e per la sua competenza propagandistica, aveva conquistato un potere tale da permettersi di pimaleggiare persino al di sopra del direttorio (per fare solo un esempio la decisione della cessione della repubblica veneziana agli austriaci nel trattato di Campoformio fu sua, nonostante il direttorio ne era contrario. Ne abbiamo parlato in questo precedente articolo). Questo di fatti gli permise ancora una volta di congedare un generale senza permesso, cosa che già aveva fatto in passato.

Statua dedicata a Thomas-Alexandre Dumas a Parigi. Venne distrutta dalle truppe tedesche durante l’invasione della Francia

Nel marzo del 1799 Alexandre si ritrovò in viaggio in nave per ritornare rovinosamente in Francia, quando una tempesta costrinse il naviglio a sostare a Taranto, nel Regno di Napoli. In qualità di stato nemico alla rivoluzione, re Ferdinando IV ne ordinò l’arresto e rimase imprigionato fino al 1801 in una squallida cella del castello aragonese dell’omonima città. Due anni di carcere bastarono per cancellare il fisico poderoso ed il cabarbio carattere, divenendo pressoché storpio e con un occhio cieco. In quel lasso di tempo la Francia non si palesò mai per proporre la scarcerazione, segno di quanto Napoleone si fosse così tanto alienato quell’uomo un tempo validissimo, le cui capacità però avrebbero potuto senz’altro aiutare la causa napoleonica da li in avanti. Quando venne infine liberato ritornò come comune cittadino in Francia, non ricevendo nemmeno la pensione da veterano. Cosa che senz’altro non avrebbe potuto goderne poiché pochi anni dopo, il 26 febbraio 1806, un cancro allo stomaco portò via Alexandre, lasciando infine il figlio di tre anni e mezzo che con il passare degli anni diverrà Alexandre Dumas Senior.

E’ pressoché palese constatare la tragica esperienza del padre defunto in simbiosi con il protagonista di uno dei più celebri romanzi del figlio, ovvero Edmond Dantès de “Il conte di Montecristo“. Un racconto che il famoso volle raccontare presumibilmente per onorare la memoria di un padre, un uomo, un combattente che lasciò una piccola ma importante impronta nella storia della rivoluzione francese e di quella napoleonica.


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